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martedì 23 novembre 2010

* Perseguitati???

Cari amici, è tanto che non scriviamo, i motivi sono sempre i soliti: poco tempo, cattiva connessione, impegni legati alla costruzione della casa, e le esigenze della gnoma, ma a questi da un po' di tempo se ne sono aggiunti altri due, l'amarezza e l'abbattimento dovuti all'atmosfera che ci siamo trovati a vivere qui, da quando siamo ormeggiati ai nuovi pontili.

I soci del nostro circolo non capiscono né condividono la nostra scelta di vita e ci guardano in cagnesco.
Da quando abbiamo avuto questi sospirati pontili è finita la pace.
Appena prima che ci trasferissimo di nuovo a bordo ci è stato detto: "Non lo dite in giro che vivete a bordo, sai, non è mica normale" (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!) Cosa è normale allora??? In tutto il mondo migliaia di persone vivono sulle barche, in mare o sui fiumi, ma qui non è considerato una cosa normale, anzi si è "strani", "diversi" e per questo forse "potenzialmente pericolosi"... del resto,  come ci ha fatto notare la stessa persona di cui sopra, "non è mica obbligatorio vivere in barca" (!!!!!!), ma perché? è forse invece obbligatorio vivere in una casa di mattoni e cemento?
Questa la premessa, vi lascio immaginare l'atmosfera che si respira qui.

Inoltre negli ultimi due mesi ci sono stati dei fenomeni di elettrolisi per correnti galvaniche che hanno procurato dei danni a due barche vicine alla nostra. Dato che noi abbiamo un isolatore galvanico (montato anni fa proprio per evitare fenomeni del genere, frequenti quando si è attaccati con la 220v a banchina) non abbiamo avuto problemi, ma si sono formati degli agglomerati di ossido di zinco sotto la nostra barca, e in base a questo e ad altre presunte "prove", ci stanno tartassando pretendendo che ci prendiamo la colpa di questa faccenda, procurandoci fastidi e preoccupazioni, per esempio, ci hanno staccato la corrente, e per fortuna noi abbiamo potuto attaccarci al circolo vicino.
Intanto la casa ancora non è pronta, perché altrimenti ce ne saremmo già andati via. I lavori, come sempre succede, hanno subito dei ritardi.
L'ultima novità è arrivata venerdì, dopo una riunione dei soci del circolo: vogliono modificare il regolamento inserendo il divieto di abitare a bordo delle barche perché "uno che vive a bordo di una barca, poi chissà cosa ci fa"...
Preciso, casomai ce ne fosse bisogno, che non esiste una legge in Italia che vieti di vivere a bordo di un'imbarcazione (come farebbero altrimenti quelli che lavorano tutto l'anno sulle barche?), né che obblighi le persone a vivere in una casa sulla terraferma.

In 5 anni che viviamo sulla nostra barca, ormeggiati qui e là, tra diversi Yacht club e marina, MAI, abbiamo trovato atteggiamenti del genere nei nostri confronti, e noi che avevamo fatto questa scelta aspirando ad un tipo di vita che fosse ispirata da quello che il mare può insegnare, ora non vediamo l'ora di andare via...

Non avrei mai detto di poter arrivare a pronunciare una frase del genere, ma nella vita mai dire mai, vero?

martedì 2 dicembre 2008

* La mia visione periferica

Oggi ricevo via mail questo oroscopo dei gemelli dalla mia collega in lavagnettittudine, nonché in gemellitudine,
"In media battiamo le palpebre 17mila volte al giorno. Nel prossimo futuro, però, ti consiglio di ridurre quest'attività: ti troverai davanti cose importanti, interessanti e utili, ma allo stesso tempo rapide e fuggevoli. Battendo le palpebre troppo spesso potresti fartele sfuggire. Quindi spalanca gli occhi e tienili aperti più a lungo, Gemelli. Ogni tanto ricordati anche di controllare la tua visione periferica. Comincia subito: che sta succedendo di sottilmente sorprendente proprio vicino a te in questo momento?"

Cosa sta succedendo intorno a me? la mia visione periferica percepisce che qui piove, piove, piove, piove e tira vento e la barca si scuote tutta, sembriamo i due (perché il terzo non c'è) porcellini nella casetta di legno con Ezechiele lupo che soffia e cerca di far volare via il tetto, per fortuna però il nostro "tetto" è pesante e nonostante i 30 nodi di libeccio non vola via...
e il nostro barchino è affondato a causa della pioggia che lo ha rempito (forse anche una piccola falla però...), per fortuna la poppa è rimasta fuori a galleggiare perché è riempita di schiuma poliuretanica, però abbiamo perso il casottino del Fido generatore, e tre, dico tre, delle taniche che usiamo per fare acqua!!!!
Sono stata a vedere l'Arno: è incavolato nero, l'acqua vicino alla foce ha superato gli argini e sommerge anche i pontili dei cantieri, manca poco che le barche che sono in acqua montino sul cemento delle banchine, le onde formate dal libeccio entrano nella foce del fiume e contrastano la corrente contraria, che di suo porta avanti con sé tronchi enormi, frigoriferi, copertoni, e quante altre schifezze gli stupidi esseri umani buttano sugli argini scambiandoli per discariche...
Tatuanja spero tanto che la tua visione periferica sia migliore della mia!!!
Foto non ce ne sono, perché la foto in quanto statica non rende la furia degli elementi di questi giorni...

giovedì 18 settembre 2008

* Il make up del tender ed altri lavoretti...

Nelle quattro settimane che abbiamo passato all'Elba non sono mancati i piccoli e grandi grattacapi che si presentano sempre vivendo in barca.
A volte capita che si rompa qualcosa e, non essendo "a casa", cioè a Livorno dove sappiamo muoverci meglio per risolvere i problemi, lì per lì sembra una tragedia, ma poi una soluzione, nella maggior parte dei casi, si trova ...
Questo agosto per fortuna non si sono verificate cose drammatiche, ma tuttavia piuttosto seccanti.

La prima
Si è scucito un pezzo del profilo della base del genoa, cioè la vela di prua.
Abbiamo rimediato attaccando del dacron adesivo sui due lati della parte scucita e ripassandoci il filo cerato, sfruttando i buchi fatti dall'ago della vecchia cucitura.
Dal lato tutto bianco, dove non c'è il bordo blu di protezione dai raggi UV, quasi non si vede nulla... (se alla prossima uscita riesco a fare una foto, potrete valutare di persona...)

La seconda
In un eccesso di pulizia tempo fa abbiamo usato il Cif per pulire il tender, sporchissimo... GRAVISSIMO ERRORE!!! la gomma ha perso lo strato protettivo e col sole e il sale ha cominciato ad ingottarsi e a diventare appiccicosa, diventando così sempre più sporca e fastidiosissima nel sedersi, soprattutto se in costume.
Per rimediare il Capitano ha pulito il tender con l'acetone, l'ha carteggiato e l'ha verniciato con una vernice fatta apposta, la Gummi Paint.
Nel fare questo lavoro eravamo piuttosto scettici sul risultato, e temevamo che potesse sporcare la coperta della barca, visto che quando navighiamo lo teniamo legato capovolto a prua.
tender Filibusta
Invece l'effetto è esteticamente gradevole ed omogeneo, non lascia residui sulla coperta nonostante l'antiscivolo, e la vernice tiene bene, a parte alcuni punti dove evidentemente non si è carteggiato bene e viene via come una pellicola...
e poi è anche più bello ora, con questo arancione così squillante!

La terza

A bordo abbiamo, anzi avevamo, un inverter da 700 watt che trasforma la corrente a 12 volt in corrente a 220... Ci serve nel caso si debba usare il trapano, ricaricare il computer, la macchinetta tagliacapelli e barba del Capitano, o il minipimer per fare un pesto fresco o la maionese... dato che per la maggior parte dell'anno non siamo a banchina...
Tutti questi attrezzi non sono cose a cui non si possa rinunciare, ma il computer ci serve non solo per lavorare, ma anche per controllare il meteo su diversi siti di nostra fiducia...
per farla breve... il 4 agosto l'inverter ha fatto una fiammata ed è deceduto...
Naturalmente eravamo a Portoferraio, e dunque non era molto probabile che si riuscisse a ricomprarne uno come si deve.
Il Capitano ha girato tutti i negozi di elettronica della cittadina ripiegando su un inverter di quelli da auto, da 150 watt, che servisse giusto a ricaricare il computer a cui non potevamo proprio rinunciare...

inverterpoi con più calma ne abbiamo acquistato uno più serio, da 1000 watt, quando sarà montato al suo posto anche di questo pubblicherò una foto.

venerdì 5 settembre 2008

* La settimana del SALE!

Acqua salata 1#

Protagonista principale: Il Capitano

Come qualcuno avrà letto nei commenti al post precedente, tra domenica e mercoledì ho fatto un salto rapidissimo a Salerno, la città dove sono nata e vissuta fino a prima di incontrare il Capitano ed emigrare...
Lunedì sera mi chiama il Capitano e mi dice:-"Tu vai via e succedono disastri...."-

Qui ci vuole una piccola premessa: i wc delle barche hanno due prese a mare, una da cui pompano l'acqua per sciacquare, l'altra per scaricare; nell'uso bisogna stare attenti a lasciare chiusa la presa a mare che pompa su l'acqua, altrimenti per il principio dei vasi comunicanti, anche se nessuno pompa, l'acqua continua a salire, salire, salire... e poi comincia ad uscire dal wc e ad andare ovunque...
Per evitare che questo accada c'è una levetta che va lasciata SEMPRE in posizione SI, e MAI, MAI, MAI in posizione NO....
beh... il Capitano nella fretta di uscire al mattino per un lavoro a terra, intorno alle 7:30, forse ancora intontito dal sonno, ha lasciato la famigerata levetta sul NO... è rientrato a bordo dopo circa 11 ore, alle 18:00...
Risultato: i gavoni sotto i paglioli pieni d'acqua, perché dato che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, la pompa di sentina che di solito è accesa in modalità automatica (in modo che funzioni, se ce n'è bisogno, in qualsiasi momento) era inesorabilmente spenta!!! (l'autore di questa furbata non si sa chi sia stato... ma qui siamo in due e nessuno dei due l'ha spenta volontariamente)... poco c'è mancato che l'acqua arrivasse alle batterie (non oso pensarci)...
Così il Capitano si è messo all'opera: svuotare dall'acqua salata (con l'aggravante porto, cioè nafta e chissà quale altra schifezza disciolta, non oso pensare nemmeno a questo) tutti i gavoni, sciacquare con acqua dolce sia i gavoni che il loro contenuto (tre pacchi di pasta completamente inzuppati, e serbatoi quasi svuotati), asciugare tutto... tre ore di lavoro, quando mi ha chiamata erano le 21:00...
lui stravolto di stanchezza e la barca tutta spagliolata per dare modo a tutto di asciugarsi per bene...

Acqua salata 2#

Protagonista principale: il mozzo-cuoco (cioè IO)

Oggi pomeriggio dovevamo andare a Rosignano, per la manifestazione della Rotta del Vino.
Alle 13:00 abbiamo mollato gli ormeggi e siamo usciti dal porto. C'erano 22-25 nodi da Sud-Sud Est e onde belle grosse, giusto sul nostro naso, visto che Rosignano è a Sud di Livorno; per cui due mani di terzaroli*, genoa ridotto e via...

Piccola nota propedeutica al racconto: in navigazione controllare SEMPRE che tutti gli oblò siano chiusi! (questo controllo in genere spetta a me...)

Navigavamo di bolina strettissima facendo bordi su bordi, dopo un'ora eravamo ancora davanti a Livorno... e pensare che Rosignano dista solo 12 miglia, percorribili in condizioni normali in circa 2 ore... le onde hanno spazzato ben bene il ponte della Filibusta ed anche il suo equipaggio...
ad un certo punto ci siamo arresi, non valeva la pena di picchiarsi con il mare e il vento in quelle condizioni, per cui siamo rientrati verso Livorno augurandoci di potere riprovare nel tardo pomeriggio o domattina (mentre scrivo il vento soffia ancora...accidenti!)
Riormeggiati alla nostra boa, scendiamo sotto coperta e... SORPRESA!!! il nostro letto BAGNATO!!! l'osteriggio di prua era sì chiuso, ma senza fermi... le botte delle onde lo facevano saltare e l'acqua di mare si è simpaticamente infiltrata gocciolin gocciolando... cuscini bagnati, lenzuola bagnate, coprimaterasso bagnato... ma, per fortuna, materasso asciutto...
pensate se avessimo continuato ad andare controvento e contromare verso Rosignano, ci avremmo messo almeno altre due ore e il letto si sarebbe inzuppato di acqua salata... un danno pazzesco, perché un materasso di gomma piuma è quasi impossibile da sciacquare, me la sono cavata con qualche improperio autoinflitto e un pomeriggio divertentissimo alla lavanderia a gettoni per lavare tutto...
in tutto ciò non avevamo ancora pranzato ed erano le 15:00, eravamo bagnati di acqua di mare dalla testa ai piedi ed avevamo i serbatoi dell'acqua dolce quasi a secco ... questo ve lo racconto tanto per darvi il quadro esatto della situazione... vabbè, comunque come dice Camilleri ...un pede leva, l'altro metti... abbiamo sistemato tutto...

Le previsioni per domani danno ancora vento da sud, un po' meno di oggi ma sempre intorno ai 20 nodi, intanto il mare sarà cresciuto ancora, e per domenica sono previsti temporali... mi sa che a Rosignano ci si va in macchina (mezz'ora!) e questa settimana sarà per sempre ricordata come la Settimana del SALE... e potremmo anche dare i natali ad un nuovo detto marinaresco Poco sale in zucca, molto sale sotto coperta...
lo so è cretino, ma lasciatemi sfogare!

* vale a dire la randa ridotta di due terzaroli

lunedì 18 agosto 2008

* #2-Carnevale a Portoferraio il 15 agosto...

Riprendiamo il racconto, cominciato nel post precedente, della nostra giornata campale del 15 agosto....
vi avevamo lasciati dopo lo scampato pericolo causato dal Sir Brigand che vagava arando per la rada di Portoferraio durante il temporale senza nessuno a bordo...
dopo la manovra di aggiramento/allontanamento abbiamo dato fondo a poppa di un bellissimo Swan 60 di cui conosciamo il comandante, cosa che ci dava una certa tranquillità, ma stavolta eravamo davvero troppo all'esterno, talmente tanto che i giganteschi traghetti della Moby in arrivo a Portoferraio ci passavano a poche decine di metri... all'ennesima suonata di sirena accompagnata dalle gentili parole del comandante del traghetto "...al ritorno vi spezzo in due!" abbiamo pensato che era meglio cercare un altro posto, lo Swan invece è rimasto lì, infischiandosene delle minacce...
Siamo andati in fondo alla rada di Portoferraio verso lo Schiopparello, davanti agli Scoglietti.
Lì ci saremmo trovati proprio di fronte all'ingresso della rada, per cui più esposti alle onde in entrata, e con il vento da Ovest anche a quelle che si sarebbero formate nella rada stessa, inoltre il fondo è pieno di posidonia, quindi non un ottimo tenitore, infatti c'erano pochissime barche, ma questo era quello che volevamo... toglierci dalla confusione, anche a costo di ballare di più.
Stavolta, su 9 metri di fondo, abbiamo filato quasi tutta la catena, 70 metri, e in più abbiamo calato in acqua un ammiragliato di 20 kg, con 30 metri di catena e circa 25 di cima, che noi chiamiamo
la "Cinese", perché è alta e pesa quanto una donna cinese ed è fabbricata in Cina, ed è stata la nostra salvezza...

la Cinese
poco dopo aver rifatto l'ormeggio, dando una bella botta a marcia indietro per essere sicuri che le ancore avessero preso bene, è arrivata la seconda sventolata... acqua, vento e barche che aravano e tentavano di rifare l'ormeggio... stavolta, per fortuna, lontano da noi...
poi pian piano anche questa è passata e la natura ha dato spettacolo con una serie di arcobaleni

arcobaleno
un bellissimo tramonto
tramonto
e una luna, quasi piena, spettacolare...
luna quasi piena
Il vento pian piano è calato sui 16 nodi, siamo stati fino a sera inoltrata a controllare che non ci fossero altre barche "aranti" e che nessuno avesse la cattiva idea di dare ancora sulla nostra prua, poi, visto che la situazione era tornata abbastanza tranquilla siamo anche riusciti a dormire un po', forti di avere inserito l'allarme del gps... santa tecnologia!

Una frase del nostro amico Ale, di Long John Silver, urlataci mentre recuperava l'ancora dopo aver arato per l'ennesima volta riassume questa giornata: "Bella vitaaaaa!"

sabato 16 agosto 2008

* #1-Carnevale a Portoferraio il 15 agosto...

...della serie, non si sta MAI tranquilli....
Una piccola, ma importante, premessa è opportuna: da tre giorni il meteo dava in arrivo una perturbazione con venti da Ovest - Nord Ovest fino a 30 nodi con temporali sull'Isola d'Elba per venerdì 15 agosto, il fatidico giorno di Ferragosto, il giorno del delirio in tutta Italia, il giorno in cui qualsiasi località marina raggiunge la massima densità di presenze...
beh, da tre giorni non si parlava d'altro che di questa perturbazione e chi, come noi, era da queste parti in barca DOVEVA saperlo... tanto è vero che già da giovedì sera la rada di Portoferraio, nota per la sua posizione protetta, ha cominciato a riempirsi di barche.
Venerdì mattina tutto era ancora calmo e niente lasciava presagire il putiferio degli elementi che si sarebbe scatenato, ma si sapeva che doveva arrivare...
Nonostante l'assenza di vento mattutina abbiamo cominciato la giornata ritrovandoci una barca, che la sera prima aveva fatto un ormeggio del cavolo, con la prua a 40 centimetri sulla nostra poppa, l'armatore e la sua gentile consorte erano scesi a terra con il tender, lasciando la barca incustodita (cosa per altro vietata da un'ordinanza della capitaneria, ma spesso ignorata)... non ci è rimasto altro da fare che tirare su l'ancora e spostarci, nel frattempo gli allegri turisti sono tornati a bordo e nel fargli notare che ci stavano venendo addosso hanno avuto anche la faccia tosta di dirci che forse NOI avevamo arato... si, in assenza di vento e dopo due giorni fermi inchiodati all'ancora... sorvoliamo...
Abbiamo dato fondo un po' più esterni, cercando di toglierci dalla confusione di barche alla fonda che cresceva ad ogni minuto, stavolta filando un po' più di catena. Sempre nella più totale calma abbiamo pranzato... alle 14:00 ha cominciato a montare il vento da Ovest che si attendeva e con lui veloci sono arrivati dei minacciosissimi nuvoloni grigi...una mezz'ora ed ecco cosa si è scatenato

15 agosto 2008, buriana a Portoferraio

la pioggia si è infittita talmente che intorno a noi non si vedeva nulla, raffiche di vento sopra i 30 nodi, ma l'ancora teneva... Marco indossata la cerata e al riparo della cappottina era nel pozzetto per tenere sotto controllo la situazione.... nel giro di pochissimi minuti l'ho visto scattare a prua urlandomi qualcosa, che a causa del fragore di vento e pioggia non ho sentito, per prima cosa mi sono spaventata da matti, vi assicuro che un temporale del genere quando sei all'ancora spaventa, ma dopo qualche secondo di incertezza mi sono infilata la cerata e con la radio VHF a portata di mano sono uscita anch'io...
una barca aveva perso l'ormeggio e arando, non solo aveva preso la nostra ancora, ma essendo sopravvento a noi ci era addosso...
non è facile raccontare i momenti successivi tanto le nostre azioni sono state rapide e concitate...
in pochissimi secondi ci siamo accorti che a bordo della barca non c'era nessuno!... oh! ma tutti a noi!!!!
ho cercato di chiamare la capitaneria di Portoferraio che non si è degnata nemmeno di rispondere, allora ho mollato la radio, ho preso un parabordo e l'ho passato a Marco poi ho spinto via la barca...
abbiamo acceso il motore io sono corsa a prua, abbiamo filato la catena (ringraziando il cielo avevamo dato 40 metri e ne avevamo altri 40) e facendo retromarcia le abbiamo aggirato la poppa per passarle sopravvento, manovra che abbiamo dovuto ripetere due volte recuperando velocemente la catena per poi rifilarla, perché al primo tentativo non è riuscita... e ci è andata bene! perché per fortuna la sua ancora non si era incastrata sulla nostra catena, perché nel frattempo il vento era calato e la pioggia si era attenuata, e soprattutto perché abbiamo tanta catena...
In rada c'era una barca di ormeggiatori che prestava soccorso, gli abbiamo segnalato la cosa e siamo andati a dare fondo ancora più esterni.
Poi è tornata la calma assieme al sole, ed è tornato a bordo il simpatico armatore della famigerata barca, che nel frattempo arando arando si era fermata.
Ci siamo asciugati, visto che nonostante le cerate eravamo fradici fino alle mutande, e poi Marco ha preso il tender ed è andato a parlare con l'incosciente... che è caduto dalle nuvole: nemmeno si era accorto di aver arato per almeno 500 metri, andando a finire prima che sulla nostra su un'altra barca...
ora, questo "pericolo navigante" per i mari va segnalato: si tratta di un Brigand di 10 metri, Sir Brigand targato ROMA 9596 D scafo bianco e copriboma blu, se lo incontrate stategli lontani....
e lui si ritenga fortunato, perché poteva andare ad infilarsi tra i due scafi del catamarano che era a poppa della Filibusta, come si vede nella foto in alto, e allora si che erano dolori...per non parlare della denuncia in Capitaneria che si è scampato...
ecco spiegata la premessa fatta all'inizio...
come faceva a non sapere del cattivo tempo in arrivo???? sia nel caso che non lo sapesse, sia nel caso lo abbia deliberatamente ignorato è meglio che per mare questo signore non ci vada....
e non è mica finita!
...continua...

venerdì 6 giugno 2008

* Peripezie e sorprese

Rieccoci qui, finalmente...
nell'ultima settimana sono successe un mucchio di cose, non sarà facile raccontarle sinteticamente, ma ci provo...
Avevamo da lavorare all'Elba per il ponte del 2 giugno; le previsioni davano pioggia fino a giovedì 29 maggio e poi bel tempo per tutto il fine settimana...
In genere partiamo un giorno prima, dormiamo in rada a Portoferraio e il giorno prefissato per l'imbarco siamo all'ormeggio nella Darsena Medicea di Portoferraio per preparare la Filibusta ad accogliere gli ospiti.
Stavolta saremmo dovuti partire giovedì 29, ma viste le previsioni ci siamo detti "Partiamo all'alba di venerdì, così evitiamo il cattivo tempo"... avete presente Le ultime parole famose? ecco... partiamo alle 6:30 di venerdì 30, vento da Sud-Est tra i 10 e i 15 nodi, per cui si va di bolina; appena usciti dal porto di Livorno, con la randa ridotta di un terzarolo e tutto il genoa a riva, comincia a piovere, prima poche gocce, poi un acquazzone vero e proprio ininterrotto per almeno 4 ore..., in più una bella onda formata di prua dava delle belle sberle alla Filibusta...
Questa piacevole prima parte della traversata ha procurato nell'ordine:

  • un bel taglio al piede destro del Capitano, immediatamente fasciato nonostante la barca sbandata di bolina e la pioggia; all'arrivo a Portoferraio, tolta la fasciatura, ci siamo resi conto che ci voleva una medicazione più opportuna: 4 punti al Pronto Soccorso!
  • lo sfondamento del serbatoio dell'acqua di prua; a bordo abbiamo due serbatoi, quello principale da 200 e quello di prua più piccolo. Usurato a causa del calcare ha deciso di cedere. Per cui questo weekend abbiamo messo alla prova le doti di morigeratezza nell'uso dell'acqua di tutto l'equipaggio.
  • il battesimo da mal di mare della sottoscritta: in tre anni mai avuto nulla; stavolta un po' le condizioni meteo che non erano di tutto riposo, un po' una fetta di crostata di fragole, evidentemente passata, mangiata il giorno prima mi hanno fatto provare l'ebrezza di sporgermi sottovento con lo stomaco in mano...
  • Finalmente verso le 11:00 ha smesso di piovere, io mi sono ripresa, il vento ha girato verso Sud Ovest, l'onda si è attutita e filando di bolina alla velocità di 8 nodi abbiamo veleggiato verso l'Elba dove siamo arrivati intorno alle 15:30. Solo un'ora in più del solito!
    I nostri primi due ospiti, i simpaticissimi Fausto e Pina, sono arrivati sabato mattina, il 31.
    Abbiamo passato la giornata a veleggiare tra Viticcio e Procchio, e nel tardo pomeriggio abbiamo dato ancora in rada a Portoferraio dove ci hanno raggiunti anche Sandro e Anna Maria.
    Domenica mattina, il 1° giugno, sorpresa!!!
    Un gruppetto di tursiopi in rada a Portoferraio! mai capitato fino ad oggi di incontrarli lì, ed in effetti è un posto insolito visto il traffico continuo di traghetti e imbarcazioni di tutti i tipi... si sono avvicinati parecchio alla barca e abbiamo potuto riconoscerli grazie alle macchie bianche sul rostro di uno e sulla pinna dorsale di un altro... erano gli stessi avvistati e fotografati a Capo della Stella durante il weekend del 1° maggio.
    tursiopi a Portoferraio
    Lunedì 2 giugno il tempo è stato ancora peggio dei giorni precedenti: ha piovuto nella prima parte della giornata e il sole si è concesso solo quando per Fausto, Pina, Sandro e Anna Maria era ormai ora di sbarcare per ritornare verso casa...
    e meno male che le previsioni avevano dato sole splendente tutto il fine settimana!!!
    Il vento però non è mancato, e credo proprio che Fausto e Sandro al timone della Filibusta abbiamo avuto modo di divertirsi.
    Io e il Capitano abbiamo cenato a bordo della Filibusta in compagnia del nostro amico Alessandro, anche lui con la sua barca alla fonda in rada a Portoferraio e il giorno dopo, grazie a un bel vento da Nord Ovest ci siamo fatti 8 ore filate di bolina strettissima fino a Livorno... per fortuna stavolta senza pioggia e senza onde nel muso!
    Ma mica è finita qui!!!
    Rientrando ci siamo accorti che il genoa aveva la balumina tutta sfilacciata, per cui l'abbiamo ammainato e mercoledì, cioè l'altro ieri, siamo stati tutta la giornata in macchina a girare tra Viareggio e Firenze per comprare un nuovo serbatoio, e portare a riparare la vela....
    ma anche stavolta Madre Natura ci ha fatto un regalo: andando a Marina di Vecchiano per pranzare dalla sorella del Capitano, lungo la strada che porta alla spiaggia ci ha attraversato la strada una tenerissima coppia, che purtroppo non ho potuto fotografare perché ero senza macchina fotografica: mamma daino con il suo piccolino! ragazzi che spettacolo... mi sono commossa...
    e poi... e poi basta!!! se no poi è troppo...
    ieri il Capitano ha montato il nuovo serbatoio, ora non ci resta che rimettere a riva il genoa... e siamo pronti per navigare di nuovo... se almeno l'estate si decidesse a venire...

mercoledì 19 marzo 2008

* brevi attimi di trepidazione...

Quando domenica abbiamo acceso il motore per incamminarci fuori dall'Arno e fare rotta verso Livorno, il Capitano si è accorto che la lancetta del contagiri del motore rimaneva immobile... segno inequivocabile del fatto che l'alternatore aveva qualche problema, ma una volta accertato che non rischiava di prendere fuoco, ha deciso che quello non era il momento per indagare quale fosse, il problema.Dovete sapere che questo alternatore, nuovo di pacca, perché cambiato l'anno scorso, super marino e tecnologicamente avanzato (...almeno così dicevano) ha cominciato a fracassare i cabasisi da subito... prima bruciava le cinghie, poi si è dovuta aggiungere una puleggia, poi gli si è dovuto mettere un regolatore... insomma per dirla alla napoletana ha cominciato a caccià nu' sacc' e' difiett'...  ultimo il contagiri a zero!
Dunque sistematici all'ormeggio il desiderio di frullarlo in mare era forte... poi l'avremmo comunque smaltito nel modo opportuno, e il desiderio di buttarlo ai pesci ci ha preso, seguito da un sonoro mavvaffa....
Tuttavia ha prevalso il buon senso e si è cercato il problema... non riuscendo a venirne a capo è stato smontato e portato da un sedicente elettrauto che, dopo un giorno di prove al banco, non ci ha capito un bel niente: mentre il sedicente spiegava al Capitano la morte dell'alternatore, lui, il Capitano e non il sedicente, ha notato un particolare... si era semplicemente bruciato un fusibile nascosto nel regolatore! Il sedicente, palesemente imbarazzato si è fatto liquidare con un onere di ben 5 euro, non tanto per la giornata di lavoro quanto per la figura di merda!
Anche il Capitano però si è assegnato un meno, ...bastava vedere il fusibile un po' prima...
Ora l'alternatore è di nuovo al suo posto e funziona a dovere...
Capirete... essendo alla boa, se non c'è sole né vento, pannelli solari e eolico non servono a niente... si deve accendere il motore per ricaricare le batterie almeno una volta ogni due giorni, ma senza l'alternatore ... ne avremmo dovuto comprare uno nuovo... dopo solo un anno...
tutto è bene quel che finisce bene, anche se l'affidabilità del nostro gadget high tech è sotto stretta osservazione! alternatore avvisato mezzo salvato ...la prossima volta finisce nel magazzino grande...

mercoledì 20 febbraio 2008

* Vita terrestre 6 - piccolo post, grandi risate

Vabbè che la casapecchia è umida, vabbè che fuori le temperature sono scese, ma....
il letto dove dormiamo, normalmente si presenta ghiacciato e tale rimane nelle zone circostanti a noi, di modo che se sposti un piede o stendi una gamba la sensazione del gelo è istantanea, si scalda grazie alla nostra presenza solo dopo circa un'ora...
anche il nostro letto sulla Filibusta è freddo quando ci corichiamo, ma dopo uno o due minuti è bello calduccio, questo non ne vuole sapere...
Ieri al momento di andare a dormire, il Capitano, già infreddolito, al solo pensiero di entrare nella "ghiacciaia" sapete cosa ha fatto? ha scaldato il letto col phon!!! e rideva da solo mentre lo faceva...
io l'ho raggiunto dopo qualche minuto e l'ho trovato sotto le coperte col phon in mano che ripeteva tra le risate "... non mi è mai capitato di andare a letto con un phon!.... il cassonetto ghiacciaia... " ovviamente il cassonetto è la casapecchia, tanto per amor di precisione...
Io ho detto "domani ci scrivo un post nel blog con questa cosa..." lui mi ha diffidata dal farlo... ma mi è sembrato troppo divertente per tacerlo ehehehe

sabato 2 febbraio 2008

* Vita terrestre 1 - la casapecchia

Questi primi giorni sono stati abbastanza bigi, come il tempo, che certo non ha aiutato all'adattamento nella casapecchia.
Eh si, casapecchia, non è un errore... perché è un po' casa e un po' catapecchia. Il primo giorno è stato dedicato alla pulizia approfondita: non scendo in particolari, dico una sola parola: LERCIA! e io non sono né una schizzinosa, né una maniaca del pulito, ma a tutto c'è un limite! Per fortuna gli unici "ospiti" non umani sono innocui ragnetti.
Povera casa, non è molto curata... è umida, primo difetto... poi è esposta male, nel senso che ha finestre basse e rivolte sul retro della casa, per di più circondate da alberi (questa non è una brutta cosa, anzi...), ma non si vede il mare, e del sole, quelle rarissime volte che fa capolino, arriva solo un ricordo... mi dà un po' la sensazione di stare reclusa... vabbè..un mese ci metterà un mese a passare, quindi passerà, auguriamoci almeno di avere un po' di bel tempo, tutto 'st'umido dentro e fuori mette di cattivo umore.

il Capitano al BBQ
Tuttavia una nota positiva, la sera del 30 non pioveva e abbiamo potuto usare il piccolo barbecue che c'è nel giardinetto davanti all'uscio: un galletto arrostito alla diavola fa-vo-lo-so!


Nel frattempo la Filibusta è andata a terra.
Ora è sul trespolo, ed è stata disalberata. Le crocette smontate, le sartie e le lande staccate... è buffa senza albero, sembra monca...
Lo scafo, con l'idropulitrice è venuto bello pulito, basterà una passata di cartavetrata e poi la solita antivegetativa.
Il Capitano, costretto dalla pioggia a lavorare sottocoperta, ha montato una funzionale pompa a pedale al lavandino del bagno, in modo che sia più facile, per chi non è pratico, il risparmio dell'acqua.

Io continuo a fare le copertine nuove dei cuscini... 4 già finite! per la precisione quelle degli schienali del divanetto da 4 posti... con la loro bella cerniera lampo cucita a modino! Le guardo e mi dico "Ma davvero le ho fatte io?"
Foto per ora nulla, non c'è luce... alla prima giornata di sole le immortalerò.

giovedì 27 dicembre 2007

* Natale con furto...

Per il fine settimana precedente la vigilia di Natale sono stata a Salerno.
Tre giorni come una trottola per salutare amici, zii e cugini... una full immersion in famiglia, sempre in giro con al seguito la macchina fotografica per immortalare tutto e tutti.

In questi pochi giorni passati sulla "terraferma" ho avuto un po' di difficoltà a dormire...sarà perché è troppo ferma!?!
La sera della vigilia a casa di mamma, solo lo stretto nucleo familiare: 26 persone... e qualcuno mancava... ovviamente buffet in piedi. Anche in questa occasione tante foto, persino la preparazione delle tradizionali Zeppole scaldatelle è stata fotografata in tutti i suoi passaggi.
Il 25 mattina sveglia alle 5,30 e treno per Livorno alle 6,30. Questa volta, sarà perché è Natale e anche le FS sono più buone, niente ritardi e alle 12,40 sono arrivata.
Pranzo con la famiglia di Marco a Migliarino, al Casafòra... una teoria di piatti saporiti e succulenti... davvero ottimo pranzo di Natale... ma, c'è un ma.... ad un certo punto qualcuno mi ha chiesto della macchina fotografica, che avevo lasciato nel portabagagli dell'auto, quindi non a vista...
Sono andata a prenderla e.... NON C'ERAAAAAA!!!!! la macchina che si chiude col telecomando evidentemente è rimasta aperta e un balordo di passaggio deve aver aperto il bagagliaio e preso la nostra bellissima EOS 400, il mio terzo occhio!!!
Un colpo tremendo... chissà quando potremo permetterci di ricomprarla... e tutte le belle foto che avevo fatto... vabbè, alla fine abbiamo detto "pensiamo alla salute".... e infatti il giorno dopo, cioè ieri, mi è venuta una tremenda febbre intestinale... sono due giorni che non mangio, anche perché se pure avessi tentato il mio stomaco avrebbe fatto accomodare fuori qualsiasi cosa... oggi sto meglio, mi sento un po' fiacca, ma niente nausee e niente "fuoriuscite"...
Chi ci regala un cornetto?? perché i corni per funzionare devono essere regalati o rubati... e la seconda opzione non mi pare il caso di metterla in atto...

mercoledì 5 dicembre 2007

* i pesci degli abissi....e poi ...il computer si è bloccato

Venerdì sera Monica ci ha portato alcuni esseri curiosi. Hanno calato le reti a 1000 metri.
Unica donna a bordo ha avuto il privilegio di poter tenere tutti i, pochissimi, gamberi di profondità che hanno preso, che sono di un rosso intensissimo. Tra questi pochi, di diverse specie, ce n'erano due con un rostro sulla testa e uno stranissimo, non meglio identificato, altro crostaceo.
aragostina cieca di profondità
Li abbiamo scottati in padella su un letto di sale grosso, coperti, per cinque minuti
o anche meno.
Inutile dire che erano squisiti, anche il crostaceo strano, lo ha mangiato Marco... io non ho avuto il coraggio, lo ammetto, e poi era davvero piccolo e, come si vede dalla foto, polpa ne aveva pochina.
Ma Monica non ha portato solo queste squisitezze...
Oltre a due Musdee, già pulite e senza testa, un paio di pesci abissali, neri, con gli occhi enormi, anche questi già puliti e con ancora qualche scaglia iridescente, durissima.
Le Musdee le abbiamo mangiate il giorno dopo; in genere sono pesci molto gustosi, da mangiare lessi; infatti le abbiamo lessate e spinate, condite con olio, limone e prezzemolo, ricoperte da patate lesse schiacciate con lo schiaccia patate e condite con una abbondante grattata di bottarga di muggine. Buone, ma le carni, forse per lo shock che il pesce ha subito nella risalita dai 1000 metri, erano poco sode e meno saporite del solito.
pesci abissali
I pesci neri, mi farò dire che specie sono, non li abbiamo mangiati, visto che non c'era certezza sulla loro commestibilità... in realtà, come potete vedere dalle foto, non avevano un aspetto molto invitante...
pesci abissali
Nel pomeriggio di sabato un dvd si è bloccato nel lettore del computer che leggendolo come un disco di avvio non ne voleva più sapere di accendersi, quindi abbiamo dovuto portarlo all'assistenza per averlo indietro solo ieri, ecco perché siamo spariti fino ad oggi...

martedì 20 novembre 2007

* Quotidianità e ancora libri

Qui "al muro" si sta piuttosto tranquilli. Il vento in questi giorni non è stato molto forte e le onde causate dai rimorchiatori del Neri e dai barchini che rientrano nei fossi (vedi quartiere Venezia di Livorno), arrivano piuttosto attutite.
Ieri pomeriggio tra le 14:30 e le 16:00, non ne sono sicura perché approfittando di un po' di sole mi sono messa nel pozzetto a leggere, è andata via la corrente. Quando sono tornata sotto coperta, perché oramai il sole era sceso troppo per essere almeno tiepido, mi sono accorta che la lucina che segnala il funzionamento dell'impianto a 220v era spenta, quindi sono andata a controllare la colonnina, e poi il contatore principale... morto! non c'era erogazione... cosa fosse successo resta un mistero, perché poi verso le 22:00 la corrente è tornata. Meno male! perché va bene che ora il motore funziona e le batterie le possiamo ricaricare accendendolo, e che se il sole non è coperto dalle nuvole o si alza un po' di vento possiamo fare affidamento sui pannelli solari e sull'eolico, però vento in questi giorni non ce n'è, il sole è sempre un po' velato e siamo esposti male in questo punto del porto, quindi non avere la 220v da terra è una seccatura.
Ok, fatta la lamentela di rito!
In questi giorni i momenti morti sono frequenti, anche a causa del freddo che non permette di passare molto tempo in coperta, per cui si legge tanto. Visto che, come ho già detto, la nostra libreria è ridotta, quando siamo ormeggiati a Livorno facciamo largo, anzi larghissimo, uso dei servizi della Biblioteca Labronica dei Bottini dell'Olio... La frequenza con cui vado a prendere i libri in prestito è altissima, a volte anche una volta a settimana... diciamo che io i libri li "divoro", Marco scherzando dice che imbroglio, che salto le pagine, perché sono troppo veloce.... la verità è che leggo in tutti i momenti possibili, soprattutto se la storia mi appassiona, anche mentre aspetto che cuocia la pasta...
Camilleri è uno degli autori che prediligo ultimamente: ho letto quasi tutte le storie che non hanno come protagonista il famoso commissario Montalbano, alcune sono davvero esilaranti, "La concessione del telefono" per me vince su tutte. Finite queste ho attaccato con le inchieste di Montalbano seguendo l'ordine cronologico di pubblicazione (eh, sono maniacale, lo so!). Camilleri andando avanti nel tempo si è sempre più lasciato andare nell'uso del dialetto ed è bellissimo, evoca immagini che altrimenti con la lingua italiana non sarebbe possibile esprimere con la stessa forza... mi piacerebbe che continuasse a scrivere per sempre...
Vita di Pi
Tra un "Camilleri" e l'altro leggo di tutto... un libro che ho trovato particolarissimo è "Vita di Pi", di Yann Martel, altro testo che ha il suo posto nella piccola biblioteca di bordo.
E' la storia di Pi, un ragazzo indiano che dopo un tragico naufragio si trova alla deriva su una scialuppa nell'oceano Pacifico, insieme a quattro animali: una zebra ferita, un orango, una iena e una tigre. La loro sfida è la sopravvivenza. Tempo pochi giorni e la tigre fa piazza pulita degli altri animali e Pi è costretto a dividere con lei i pochi metri della scialuppa. Decide di provare ad ammaestrarla. E' un libro spiazzante, imprevedibile e molto bello.

sabato 10 novembre 2007

* Vento, Motore, e Gamberoni Imperiali

Ricordate che ieri ho chiuso il post dicendo "Prepariamoci a un po' di ballo"? altro che ballo!
Chiuso il post sono andata in coperta a controllare l'ormeggio, il vento aveva continuato a rinfrescare, agitando il mare nel bacino del porto e sollevando una nuvola enorme di sabbia che era accumulata sul lato nord ovest del porto dopo essere stata scaricata da una nave mercantile.
La Filibusta era spinta con forza dal vento su un grosso motoscafo ormeggiato alla nostra destra, col bordo libero molto più alto del nostro, per cui i parabordi sembravano quasi inesistenti, intanto il vento continuava a far arrivare a bordo sabbia e spruzzi d'acqua. Visto che con la spalla dolorante non riuscivo nemmeno a sistemare come si deve i parabordi tra le due barche, e che Marco non c'era perchè era andato in città, ho chiamato i ragazzi del pontile. Meno male che c'erano loro perchè da sola non ce l'avrei fatta: hanno tirato a prua le cime del corpo morto dell'ormeggio alla nostra sinistra che era libero, e messo un'altra cima sulla poppa, sempre a sinistra, in modo da contrastare il vento che, soffiando da nord/nord-ovest ci arrivava al traverso. Così la Filibusta si è allontanata dal "motobagongo", e io ho potuto sistemare meglio i parabordi.
Poi è rientrato il Capitano, e abbiamo cenato col tavolino che vibrava sotto raffica (l'albero trasmette le vibrazioni, dovute al vento, a tutto lo scafo), e l'umore non era dei migliori visto che eravamo ancora col motore smontato.
Durante la serata il vento è andato man mano scemando, fino a calare del tutto durante la notte, infatti, per fortuna, abbiamo dormito benone.
Stamattina la coperta della barca era piena di sabbia, addirittura negli angoli del pozzetto si erano formati dei piccoli cumuli, e naturalmente piena di sale... non si apriva nemmeno il tambucio... ma c'era un bellissimo sole e un'aria frizzante, la giornata si preannunciava dolcissima.
Dopo colazione per prima cosa Marco ha rimontato il motore, di cui ieri aveva ritirato i pezzi riparati dal mago dei fabbri, Romano, e abbiamo provato a farlo ripartire.
Al primo colpo!!! EVVAIIII!... ma era solo un fuoco di paglia dovuto al gasolio rimasto nell'impianto... perchè si è spento e non ne ha voluto più sapere di rimettersi in moto...
finchè...
... nel pomeriggio, verso le 17:00, non sono arrivati Dario e Rubina: Dario è il mago dei motori (serve avere amici maghi come Romano, Dario...) e tra smonta e rimonta, gasolio ovunque, picchia e mena, e una buona tazza di the... alle 19:00... è partitoooooo!!!
La faccia del Capitano ha cambiato espressione... e ora siamo a casa di Dario a cena e festeggiamo con un fantastico e profumato risotto con i gamberoni imperiali.

venerdì 9 novembre 2007

* un nuovo spostamento

Se essere naviganti può significare essere erranti allora noi lo siamo davvero, visto che "erriamo" all'interno del porto di Livorno con una certa frequenza. Oggi ci siamo dovuti spostare e non senza difficoltà, visto che io ho una spalla infiammata e la Filibusta ha il motore smontato. Siamo sempre al pontile, ma una cinquantina di metri più a sud, e la migrazione è avvenuta grazie all'aiuto di un barchino con un bel motore fuoribordo che ci trainava da prua e una serie di amici che hanno aiutato il Capitano nelle fasi dell'ormeggio che si preannunziavano rocambolesche, e che però sono andate più che bene, grazie ai valenti aiutanti e anche al fatto che il libeccio di stamattina era calato e girato a ponentino. Io mi aggiravo sul ponte della Filibusta con un parabordo a palla nell'unica mano utile (la sinistra), sentendomi inetta e del tutto inutile, ma alla fine sono riuscita anche io a fare la mia piccola parte.
Altra novità è che alla colonnina della corrente alternata a cui eravamo attaccati prima e dove torneremo presumibilmente domenica, hanno messo un temporizzatore, ogni 4 ore circa la corrente si stacca direttamente dal quadro elettrico principale, quindi se la vogliamo per più tempo bisogna andare a terra a riattaccarla... l'avranno fatto forse perchè si preoccupano che in barca facciamo una vita troppo sedentaria? che carini vero, a preoccuparsi della nostra salute!
Basta con le polemiche.
Ora cose piacevoli:

  • la prima, ho fatto il mio primo "Bordatino" (per chi non fosse livornese, è una minestra a base di cavolo nero, fagioli borlotti e polenta), usando come cavie il Capitano e i nostri amici Luciano e Sonia del Créme Caravelle e Ale il Padella e Barbarina del Goccia di Mare, appena rientrati da Barcellona dove hanno lasciato la loro barca. Livornesi presenti alla cena 3 su 6, più un pisano/livornese, verdetto sul Bordatino: favorevole... per dirla con Ale, "esagerato, agganawey" (tipica espressione di slang padellese). Per Mami che sicuramente leggerà questo post: poi lo faccio anche a te, ti piacerà. Per chi volesse la ricetta si trova nel sito del Giornale del cibo;
  • la seconda, un libro che ho regalato a Marco, il Capitano, e che ora sto leggendo anche io, "La saggezza del Mare" di Bjorn Larsson che racconta le sue esperienze di navigazione e di vita in barca a vela ed illustra quella che lui chiama la sua "filosofia spicciola da pozzetto", augurandosi di instillare "in qualcuno il desiderio di tentare altre vie, [...] la voglia di prendersi delle libertà con la vita".

Leggendolo mi, anzi ci siamo ritrovati in molti dei suoi pensieri, anche se lui naviga in condizioni molto più estreme rispetto alle nostre, tra il Mare del Nord, l'Irlanda, la Scozia, ma il suo spirito, il suo atteggiamento nei confronti dell'esistenza sono molto vicini ai nostri. Se raccontandoci in questo blog le nostre parole avessero solo un quarto dell'efficacia delle sue, ci potremo ritenere molto soddisfatti.
Mentre scrivo il vento ha girato a nord ovest e ha pure rinfrescato, sotto raffica sono oltre 34 nodi!... vabbè prepariamoci a un po' di ballo, almeno fino a stanotte, poi dovrebbe calare...

giovedì 1 novembre 2007

* come stare in un calderone che ribolle...

Vento da nord/nord est... 30 nodi e più sotto raffica, e l'acqua del porto ribolle come se fosse in una pentola sul fuoco, schiaffeggia la prua della Filibusta e, sollevata dalle raffiche di vento, la bagna e la sala per benino.
Sotto coperta si sente lo sciabordio come se fossimo in navigazione, la life line sbatte sul passavanti e l'albero vibra... da ieri mattina è così... ci sono dei momenti in cui il vento cala, ma stanotte ha picchiato e si è fatto sentire, abbiamo dormito un po' a tratti, ma abbiamo recuperato stamattina, vista la festività ne abbiamo approfittato.
Alle 8:30 c'era un bel sole che non ci ha fatto indugiare ulteriormente a letto. Dopouna bella colazione a base di caffellatte, pane e marmellate d'uva bianca, uva nera e pere (non ci facciamo mancare niente ... ehehehe) rigorosamente fatte "in barca", ci siamo messi al lavoro.
Il programma del giorno ha previsto lo sbarco della scaletta che porta sotto coperta. Con l'aiuto della drizza della randa l'abbiamo tirata fuori e fatta arrivare sul pontile, poi Marco l'ha portata nel garage-laboratorio dove fa questo tipo di lavori, per sottoporla a un bel trattamento di ringiovanimento: bisognerà pulirla dal materiale fonoassorbente che la riveste, smontarla e carteggiarla, infine ridarle la vernice, la mitica egg shell, per lo meno 5 mani...
Ora vi chiederete, nel frattempo come farete ad entrare ed uscire dalla cabina senza scaletta?...ehhhh, ma il Capitano ha mille risorse: prima di portare via la scaletta ha preso le misure e fatto una dima, ed è tornato dal garage-laboratorio con una bella scaletta provvisoria, che potete vedere qui sotto.
la scaletta sostitutiva con vista motore
Si vede il motore, ma poco male, tanto, come si vede dalla foto, gli manca il carter (la parte davanti, il tappo per dirla terra terra) che è nelle mani del mitico fabbro Romano per riparare l'incrinatura, quindi non possiamo metterlo in moto.
Dopo un lauto pranzo, il Capitano-falegname è tornato al lavoro, mentre io sono rimasta a bordo a lavorare al computer.
Mentre scrivo il vento continua a soffiare, ma per fortuna oggi c'era il sole... quindi tutto bene.
Sono le 19:30...sarà ora che io pensi alla cena... il Capitano tornerà affamato...
Ah, dimenticavo, nel caso (improbabile) che qualcuno si fosse preoccupato per il mio problema a trovare gli stivali, faccio un comunicato ufficiale: li ho comprati su internet, niente di meno che in Inghilterra... e mi sono dovuta adattare al 38, speriamo bene...
vabbè, male che vada, metterò dei calzettoni belli doppi, tanto io il freddo lo patisco.

mercoledì 31 ottobre 2007

* le donne veliste?....anche d'inverno a piedi nudi!

Piove...e fa freddo, per cui sono costretta a mettere le scarpe chiuse.
Le calzature più comode da usare in barca d'inverno, secondo me, sono gli stivali, perché li puoi mettere e togliere velocemente quando c'è bisogno di uscire o si rimonta a bordo, ma quelli da barca sono particolari: innanzitutto devono avere la suola chiara e antiscivolo, poi per difendere dal freddo e dalla pioggia, devono essere caldi, ma traspiranti, e preferibilmente di pelle, non di camoscio.
Fatta questa lunga premessa va sottolineato un ulteriore particolare, il numero....
Io, nonostante non si possa dire che sia una nana, né che sia un fuscello, ho i piedi piccoli, calzo il 36... e pare che i produttori di questo genere di calzature tecniche pensino che le donne che ne hanno bisogno non possano avere i piedi più piccoli di un 38, quando va bene!
Alcune marche non prevedono nemmeno la linea femminile e partono dal 40, altre fanno degli stivali multicolor orripilanti, e in più c'è da dire che costano un occhio della testa, quindi dovendoli comprare per forza uno aspirerebbe anche ad avere qualcosa che un minimo gli piaccia.
In conclusione sto cercando da più di un anno di comprare un paio di stivali da usare d'inverno e non sono ancora stata in grado di trovarli.
Lo scorso anno mi sono "arrangiata" con un paio di vecchi stivali con la suola in gomma, ma nera, e scamosciati, che tra l'altro non essendo di buona fattura (come si dice dalle parti mie, "lo sparagno non è mai guadagno"!) mi hanno anche "sconcicato" un mignolo, che per riprendersi ci ha messo tutta la primavera.
Agli inizi di ottobre siamo stati al Salone nautico di Genova, ma nemmeno lì ho trovato nulla, a differenza di Marco, che ha ricomprato quelli che usa da sempre, e che oramai lo avevano abbandonato, ad un prezzo abbastanza conveniente.
E io?
Penso che alla fine mi dovrò adattare ad un 38, sempre che io lo trovi, visto che i negozi che ho visitato ne sono sprovvisti, sperando che non mi stia troppo grande... confido nel fatto che a furia di stare scalza il mio piede si sia un po' "allargato" fino ad avvicinarsi al 37, e che quindi un 38 non sarà poi così largo!
Rileggendo quanto ho scritto mi è sorta spontanea una domanda.... ma che gliene potrà fregare mai a chi legge dei miei problemi con gli stivali?... poi mi sono detta... ma allora perché legge il nostro blog?... dunque sorbitevi anche queste cose in attesa di altre forse più interessanti... ah! è inutile dire che i suggerimenti sono ben accetti!

sabato 27 ottobre 2007

* della serie...non si può stare mai tranquilli, ma...

La mattina è cominciata con una graditissima visita del nostro mentore e comandante assoluto, Luciano del Créme Caravelle, ma poi c'è stato anche qualcuno che è venuto a rompere le scatole, risultato: per buona pace di tutti abbiamo dovuto spostarci, non che questa cosa ci disturbi più di tanto, è solo una rottura di scatole, tutto qui, per cui lo diciamo.
Cambio ormeggio, dalla banchina siamo passati al pontile poppa al mare, una posizione buona per quando viene libeccio, ma un po' più "ballerina" rispetto a dove eravamo perché qui prendiamo tutte le onde create dai rimorchatori del Neri, per non parlare di quelle degli "smoker" che entrano in porto a tutto fuoco, altro che rispetto dei tre nodi da tenere in porto... ogni tanto gli urliamo dietro un "vai pianoooo!!!" ma non è che serva a molto... e la capitaneria latita...
Dunque ci siamo spostati... togli i traversini, metti il gommoncino in acqua per sganciare le molle delle cime di poppa attaccate alla catena della banchina, ritira su il gommoncino, stacca acqua e corrente elettrica, chiudi la passerella, motore in moto (che continua a perdere olio...) molla a prua sottovento, molla a poppa, molla a prua sopravvento ...e via... rifai l'ormeggio...e tutto il resto daccapo...in verità una volta prese le trappe a prua e sistemate le cime a poppa ho lasciato Marco a sistemare tutto e io sono scesa sotto coperta a preparare il pranzo... dopotutto erano le 13:00... e lo stomaco voleva la sua parte...
Dopo pranzo Marco si è messo a rimontare le porte e i paglioli delle cabine di poppa pronti dopo il trattamento di carteggio e riverniciatura, sono venuti una bellezza: il carteggio ha riportato a vista tutte le venature del teak e la vernice "egg shell" gli dà un aspetto naturalissimo perché opaca, si vede la differenza con gli altri legni ancora non rifatti, ma pensate che bello quando il lavoro sarà finito...
Io invece, col mio solito olio di gomito, cif, spugnetta abrasiva morbida e acqua, ho lavato il gommoncino...tra un improperio e l'altro lanciati agli smoker di passaggio, alcuni tra i denti uno urlato a una moto d'acqua che pensava di stare gareggiando...
insomma mai tranquilli, ma... nulla ci turba perché... oggi c'è il SOLEEE!!!

lunedì 22 ottobre 2007

* Aarrgh! 10°

Seconda notte....non proprio freddo, però...non bene come la prima, infatti stamattina la temperatura interna era 10°.....e 4 gradi in meno vi assicuro si sentono....
Abbiamo chiamato l'assistenza per il Webasto (il nostro impianto di riscaldamento)....i tecnici sono fuori, bisogna riprovare verso le 11,30.
Intanto può darsi che in giornata riusciamo ad avere un posto in banchina, il che significherà avere la corrente a 220V e quindi potremo usare una stufetta...speriamo bene..perché qui si "spippola dal freddo" (traduzione Livornese-Italiano: si muore dal freddo).

domenica 21 ottobre 2007

* ancora senza riscaldamento

La prima notte è andata bene, abbiamo messo qualche coperta in più al letto, e Marco ha dormito col cappello, ma tutto sommato il freddo freddo non l'abbiamo patito.
Al nostro risveglio la temperatura in barca era di 14°, quindi ancora accettabile. Abbiamo acceso i due fuochi della cucina per preparare la colazione ed, eccezionalmente, anche il forno in modo da scaldare un po' l'ambiente....e io mi sono detta "Visto che il forno è acceso, perché non sfruttarlo e fare dei biscotti?"...detto...fatto....
avevo dei residui di marmellata di pere e di fragole, di quelle che faccio io, e ho fatto una dose da 1/2 kg di farina dei "Biscotti arrotolati della nonna di Giovanni"(la ricetta molto presto sarà presente nel sito della Filibusta).
Risultato: ottimi biscotti e barca calda!
Per fortuna un bel sole forte ha riscaldato l'aria esterna e ha fatto salire la carica dei pannelli solari fino a 11,4 Ampere, per cui la giornata è passata bene, tra un bel piatto fumante di polpette al pomodoro e l'ultimo film di Tarantino (cfr. "A prova di morte"...Tarantino è sempre più folle...a volte mi chiedo perché continuiamo a guardare i suoi film, forse per vedere fino a che punto arriva la sua follia).
Poi un invito da amici in casa col camino, pizza e castagne arrosto, ci ha schiodati dal nostro eremitaggio volontario e abbiamo chiuso la giornata in allegria...per me ci è scappato pure un bello shampo (visto che siamo anche senza acqua calda).
Al rientro in barca sempre i soliti 14°, un po' di fornelli accesi...e poi di filato sotto le coperte...sempre col fido cappellino....