Pagine

venerdì 5 settembre 2008

* La settimana del SALE!

Acqua salata 1#

Protagonista principale: Il Capitano

Come qualcuno avrà letto nei commenti al post precedente, tra domenica e mercoledì ho fatto un salto rapidissimo a Salerno, la città dove sono nata e vissuta fino a prima di incontrare il Capitano ed emigrare...
Lunedì sera mi chiama il Capitano e mi dice:-"Tu vai via e succedono disastri...."-

Qui ci vuole una piccola premessa: i wc delle barche hanno due prese a mare, una da cui pompano l'acqua per sciacquare, l'altra per scaricare; nell'uso bisogna stare attenti a lasciare chiusa la presa a mare che pompa su l'acqua, altrimenti per il principio dei vasi comunicanti, anche se nessuno pompa, l'acqua continua a salire, salire, salire... e poi comincia ad uscire dal wc e ad andare ovunque...
Per evitare che questo accada c'è una levetta che va lasciata SEMPRE in posizione SI, e MAI, MAI, MAI in posizione NO....
beh... il Capitano nella fretta di uscire al mattino per un lavoro a terra, intorno alle 7:30, forse ancora intontito dal sonno, ha lasciato la famigerata levetta sul NO... è rientrato a bordo dopo circa 11 ore, alle 18:00...
Risultato: i gavoni sotto i paglioli pieni d'acqua, perché dato che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, la pompa di sentina che di solito è accesa in modalità automatica (in modo che funzioni, se ce n'è bisogno, in qualsiasi momento) era inesorabilmente spenta!!! (l'autore di questa furbata non si sa chi sia stato... ma qui siamo in due e nessuno dei due l'ha spenta volontariamente)... poco c'è mancato che l'acqua arrivasse alle batterie (non oso pensarci)...
Così il Capitano si è messo all'opera: svuotare dall'acqua salata (con l'aggravante porto, cioè nafta e chissà quale altra schifezza disciolta, non oso pensare nemmeno a questo) tutti i gavoni, sciacquare con acqua dolce sia i gavoni che il loro contenuto (tre pacchi di pasta completamente inzuppati, e serbatoi quasi svuotati), asciugare tutto... tre ore di lavoro, quando mi ha chiamata erano le 21:00...
lui stravolto di stanchezza e la barca tutta spagliolata per dare modo a tutto di asciugarsi per bene...

Acqua salata 2#

Protagonista principale: il mozzo-cuoco (cioè IO)

Oggi pomeriggio dovevamo andare a Rosignano, per la manifestazione della Rotta del Vino.
Alle 13:00 abbiamo mollato gli ormeggi e siamo usciti dal porto. C'erano 22-25 nodi da Sud-Sud Est e onde belle grosse, giusto sul nostro naso, visto che Rosignano è a Sud di Livorno; per cui due mani di terzaroli*, genoa ridotto e via...

Piccola nota propedeutica al racconto: in navigazione controllare SEMPRE che tutti gli oblò siano chiusi! (questo controllo in genere spetta a me...)

Navigavamo di bolina strettissima facendo bordi su bordi, dopo un'ora eravamo ancora davanti a Livorno... e pensare che Rosignano dista solo 12 miglia, percorribili in condizioni normali in circa 2 ore... le onde hanno spazzato ben bene il ponte della Filibusta ed anche il suo equipaggio...
ad un certo punto ci siamo arresi, non valeva la pena di picchiarsi con il mare e il vento in quelle condizioni, per cui siamo rientrati verso Livorno augurandoci di potere riprovare nel tardo pomeriggio o domattina (mentre scrivo il vento soffia ancora...accidenti!)
Riormeggiati alla nostra boa, scendiamo sotto coperta e... SORPRESA!!! il nostro letto BAGNATO!!! l'osteriggio di prua era sì chiuso, ma senza fermi... le botte delle onde lo facevano saltare e l'acqua di mare si è simpaticamente infiltrata gocciolin gocciolando... cuscini bagnati, lenzuola bagnate, coprimaterasso bagnato... ma, per fortuna, materasso asciutto...
pensate se avessimo continuato ad andare controvento e contromare verso Rosignano, ci avremmo messo almeno altre due ore e il letto si sarebbe inzuppato di acqua salata... un danno pazzesco, perché un materasso di gomma piuma è quasi impossibile da sciacquare, me la sono cavata con qualche improperio autoinflitto e un pomeriggio divertentissimo alla lavanderia a gettoni per lavare tutto...
in tutto ciò non avevamo ancora pranzato ed erano le 15:00, eravamo bagnati di acqua di mare dalla testa ai piedi ed avevamo i serbatoi dell'acqua dolce quasi a secco ... questo ve lo racconto tanto per darvi il quadro esatto della situazione... vabbè, comunque come dice Camilleri ...un pede leva, l'altro metti... abbiamo sistemato tutto...

Le previsioni per domani danno ancora vento da sud, un po' meno di oggi ma sempre intorno ai 20 nodi, intanto il mare sarà cresciuto ancora, e per domenica sono previsti temporali... mi sa che a Rosignano ci si va in macchina (mezz'ora!) e questa settimana sarà per sempre ricordata come la Settimana del SALE... e potremmo anche dare i natali ad un nuovo detto marinaresco Poco sale in zucca, molto sale sotto coperta...
lo so è cretino, ma lasciatemi sfogare!

* vale a dire la randa ridotta di due terzaroli

martedì 26 agosto 2008

* Vino, cibo, mare e vele... piccole cuoche crescono

Udite udite....
rullo di tamburi...
ho un annuncio da fare....
lo sapete che a Rosignano, precisamente a Cala de' Medici, già da cinque anni si organizza una manifestazione che mette insieme mare, vela, cibo e vino? (Franc buveuuuuuuur... mi senti??, anzi mi leggi?)
si tratta de la Rotta del Vino, una Regata velica enogastronomica durante la quale si misurano le abilità degli skipper e degli chef locali che, a bordo delle imbarcazioni, preparano le loro specialità, accompagnate dal vino della cantina abbinata alla barca, che al termine della competizione saranno presentate a una giuria enogastronomica.
ehehehe, lo so cosa state pensando, che partecipiamo anche noi alla regata... eh, no!

Durante la manifestazione anche per chi resta "a terra" e non partecipa alla regata, sono previste attività interessanti e divertenti, fra queste una "Scuola di Alta Cucina di Bordo" che prevede due corsi, uno il sabato e l'altro la domenica, per 30 persone....
ed ecco la notiziona...
il team per la Scuola di Alta Cucina di Bordo è così composto:

Martino Ragusa, enogastronomo dello staff dei Velisti per caso, presenterà le sue ricette e Claudio Ricci dell'Enopizza e Ristò di Rosignano Solvay, vincitore della prima edizione della regata della Rotta del Vino, ne mostrerà la preparazione; alla fine si farà un assaggio di tutte le preparazioni, il tutto in abbinamento ai vini dei Grandi Cru della costa toscana, guidati da un sommelier.
e io, l'anonimissima Valeria, sono stata coinvolta come esperta di cucina di bordo e velista!!!....

si cucina?
Dal 5 al 7 settembre, naturalmente con la Filibusta, saremo a Rosignano, a Cala de' Medici... chi vorrà potrà venire a trovarci!

giovedì 21 agosto 2008

* Non solo mare....

Oggi mi ha scritto Viviana B., che molti di voi conoscono perché è un'assidua frequentatrice di questo blog, con la quale condivido molte cose, tra cui l'amore e il rispetto per la natura.
A tal proposito mi fa piacere citare un suo pensiero che sposo in pieno: "...se solo noi uomini, che tanto spesso ci crediamo così superiori, trovassimo il coraggio di osservare davvero il mondo attorno a noi! Capiremmo che di "superiore" abbiamo ben poco, eccetto forse l'umanità, che però tanto spesso trascuriamo ed ignoriamo, concentrati sul nostro superbo ed infantile egocentrismo."
Di questa amara verità non mancano attorno a noi le dimostrazioni. Contro molte delle cattive azioni dei nostri simili siamo impotenti, ma riguardo ad altre almeno si può tentare di fare qualcosa, e qui torniamo a Viviana, che mi invita a fare qualcosa per le Marmotte.

Marmotta
Mi informa che la Provincia di Bolzano ha autorizzato l'abbattimento di 2000 marmotte adducendo che dei 44.000 esemplari censiti 25.580 stanno danneggiando gli alpeggi con le loro tane e che hanno sviluppato degli incisivi enormi e pericolosi a causa dei turisti che li nutrono a pane e biscotti, impigrendoli nella loro attività di roditori! Questa teoria evoluzionistica ha qualcosa di fantascientifico... poche decine di anni di turismo in Alto Adige fanno sviluppare i denti alle marmotte!!!
Il WWF è insorto, come si può leggere qui. E un articolo a firma di Anna Sandri apparso sulla Stampa del 18 Agosto 2008 spiega chiaramente tutta la situazione:

"L'amministrazione provinciale di Bolzano ha dato il via libera: nei prossimi giorni circa 4.000 cacciatori abbatteranno poco più di 2.000 marmotte.
Inevitabili le polemiche e gli appelli di animalisti e villeggianti. «Le marmotte - spiega il presidente della Provincia (e cacciatore), Luis Durnwalder -, stanno minando i verdi prati degli alpeggi destinati al pascolo e le tane rischiano di rompere l'equilibrio della flora». Il censimento delle marmotte a Bolzano si è appena concluso. «In tutta la provincia - ha sottolineato Giorgio Carmagnola, responsabile dell'ufficio caccia - sono stati censiti 44.118 esemplari; di questi, 25.580 stanno provocando i maggiori danni ai pascoli. Da qui l'esigenza di dare il via alla caccia».
La stagione venatoria aprirà il 1° settembre. Da notare che nel resto d'Italia la marmotta è una specie protetta, come sancisce una legge del 1992. Bolzano è finita al centro di polemiche, recentemente, per l'abbattimento a colpi di pistola di un cervo, finito tra i turisti nel centro della città: l'ufficio caccia non aveva fucili in grado di sparare dardi con anestetico. Che tu sia stambecco o marmotta, quando ti svegli comincia a correre altrimenti a sera non ci arrivi. La saggezza della savana può funzionare in Alto Adige, dove la vita è dura per le specie protette: di anno in anno, di deroga in deroga alle leggi nazionali e sovranazionali, animali che altrove sarebbero guardati con rispetto e contati con scrupolo finiscono nel mirino dei cacciatori.
Quest'anno la voce degli animalisti si alza più forte perché è fresca la ferita del cervo abbattuto a colpi di fucile e di pistola in un garage del centro di Bolzano: era arrivato per sbaglio in città, impazzito di paura per le decine di pattuglie che lo inseguivano con tanto di sirene si era rifugiato nel sotterraneo e lì, siccome non si trovava un fucile da armare con anestetico, era finito in un bagno di sangue. Un caso clamoroso, per il quale si dice abbiano pagato anche gli albergatori della zona che si sarebbero visti arrivare non poche disdette di prenotazioni da parte di clienti disgustati.
Dopo il cervo, le marmotte e gli stambecchi.
Per le marmotte la stagione dei pallini si aprirà a giorni: sono troppe e la Provincia ha deciso di concedere la caccia in deroga a tutti quei Comuni che, in misura diversa, ne hanno fatto richiesta. I roditori sono sotto accusa perché devastano gli alpeggi e li sforacchiano con le loro tane. Una leggenda metropolitana dice che la loro aggressività sia dovuta anche al troppo ravvicinato contatto con l'uomo: nutrite a pezzi di pane e biscottini, le marmotte avrebbero smesso da tempo di fare il loro mestiere di roditori, e avrebbero di conseguenza incisivi lunghi e dannosi.
«Questo non è dimostrato - dice Roberto Maistri, responsabile del Wwf per la Provincia di Bolzano -, mentre è vero che tra qualche giorno sparare alle marmotte non sarà reato, il che fa dell'Alto Adige un posto davvero unico. È così da anni, le nostre proteste e i nostri ricorsi ci servono solo per la soddisfazione morale: quando il Tar ci dà ragione, le bestie sono già da mesi morte e imbalsamate, a fare da soprammobile nei salotti dei cacciatori».
Stessa sorte per gli stambecchi. In Alto Adige erano estinti, nei primi anni Ottanta si è deciso di ripopolare. Ancora Maistri: «Li hanno fatti arrivare da Valle d'Aosta e Piemonte. Oggi dovrebbero essere circa duemila ma sono solo 7-800, perché ogni anno c'è la deroga a una legge europea e ne fanno abbattere 70 o 80. Mica li mangiano: gli basta il trofeo«.
La caccia è una passione dilagante; il primo dei praticanti è Luis Durnwalder, presidente della Provincia e assessore alla Caccia, proprio lui che firma le deroghe. Poi, su 5 mila e 400 tesserati, ci sono le donne: sono 200, vestono completini di loden dei più tradizionali con tanto di cappello con la penna, e si dice amino posare in foto con le loro prede.
Eppure proprio su queste stesse montagne l'orso Bruno aveva salvato la pelle: spadroneggiava negli ovili e nessuno gli ha torto un pelo; appena ha passato il confine lo hanno buttato giù come una sagoma da luna park.
«Verissimo - conferma Maistri -, ma la Provincia pagava agli allevatori i danni provocati da Bruno perché avevamo addosso gli occhi di tutta Italia, era una questione di immagine, non certo di attenzione per l'animale».
«Anche quest'anno sarà il solito teatrino - prevede Claudio Calissoni della Lav -. Le associazioni animaliste chiederanno alla Provincia e ai vari Comuni la lista delle deroghe. Loro ci manderanno una montagna di incartamenti, migliaia di carte. Noi dovremo esaminarle una a una fino a trovare quelle incriminate. A quel punto presenteremo ricorso al Tar che, come ha fatto l'anno scorso, annullerà il decreto provinciale di deroga, ma sarà troppo tardi. La sentenza nel 2007 è arrivata a maggio per la caccia dell'autunno precedente».
Gli ambientalisti vorrebbero una cosa: «Chi firma la deroga paghi di tasca propria gli avvocati per presentarsi al Tar. Che paghino i cittadini è davvero troppo»."

E intanto le povere marmotte saranno impallinate...
Nessuno pensa che forse sono in sovrannumero ancora una volta per colpa nostra? Si permette ai turisti di nutrirle con cibi inappropriati (le marmotte sono vegetariane, si nutrono di erbe e graminacee, germogli e radici, fiori, frutta e bulbi. Amano in particolare le erbe aromatiche. Solo occasionalmente si cibano anche di insetti. Non bevono: il loro consumo d'acqua viene reperito delle piante, dunque dargli pane e biscotti non mi sembra per niente indicato). E poi chi sarà mai responsabile dalla scomparsa dei loro predatori naturali? cioè l'aquila reale e la volpe?
Noi possiamo divulgare questa notizia e/o scrivere una mail ai responsabili delle Istituzioni coinvolte... qui di seguito ne trovate una bozza di testo:

Al Presidente della Provincia di Bolzano
dr Luis Durnwalder
presidente@provincia.bz.it
fax 0471 41 2299

Alla camera di commercio di Bolzano
wifo@camcom.bz.it
All'Unione Commercio Turismo Servizi
info@verbandunione.bz.it

In relazione alla notizia apparsa sul quotidiano La Stampa il 18 agosto u.s., in merito alla decisione di aprire nei prossimi giorni la caccia alla marmotta, consentendo l'abbattimento di più di duemila individui desidero esprimere il mio più fermo dissenso.
Faccio presente:
1) che la marmotta è in Italia specie protetta dal 1992;
2) che il TAR ha condannato analoga deroga del 2007;
3) che le ragioni addotte per l'abbattimento, cioè che le marmotte vezzeggiate dai biscotti dei turisti abbiano sviluppato denti troppo lunghi e che danneggino gli alpeggi, non sembrano sostenibili.
L'Alto Adige, per indulgere ai desideri dei cacciatori, sta perdendo attrattiva per moltissime persone che, disgustate da episodi come quello dell'abbattimento del tutto gratuito del cervo e dalle continue deroghe alle leggi europee anche per quel che riguarda gli stambecchi, non intendono più trascorrervi le loro vacanze.
Io sono fra questi.
Distinti saluti.


Io credo che bisognerebbe smetterla di tentare di risolvere con altra distruzione i danni causati dai nostri comportamenti.

lunedì 18 agosto 2008

* #2-Carnevale a Portoferraio il 15 agosto...

Riprendiamo il racconto, cominciato nel post precedente, della nostra giornata campale del 15 agosto....
vi avevamo lasciati dopo lo scampato pericolo causato dal Sir Brigand che vagava arando per la rada di Portoferraio durante il temporale senza nessuno a bordo...
dopo la manovra di aggiramento/allontanamento abbiamo dato fondo a poppa di un bellissimo Swan 60 di cui conosciamo il comandante, cosa che ci dava una certa tranquillità, ma stavolta eravamo davvero troppo all'esterno, talmente tanto che i giganteschi traghetti della Moby in arrivo a Portoferraio ci passavano a poche decine di metri... all'ennesima suonata di sirena accompagnata dalle gentili parole del comandante del traghetto "...al ritorno vi spezzo in due!" abbiamo pensato che era meglio cercare un altro posto, lo Swan invece è rimasto lì, infischiandosene delle minacce...
Siamo andati in fondo alla rada di Portoferraio verso lo Schiopparello, davanti agli Scoglietti.
Lì ci saremmo trovati proprio di fronte all'ingresso della rada, per cui più esposti alle onde in entrata, e con il vento da Ovest anche a quelle che si sarebbero formate nella rada stessa, inoltre il fondo è pieno di posidonia, quindi non un ottimo tenitore, infatti c'erano pochissime barche, ma questo era quello che volevamo... toglierci dalla confusione, anche a costo di ballare di più.
Stavolta, su 9 metri di fondo, abbiamo filato quasi tutta la catena, 70 metri, e in più abbiamo calato in acqua un ammiragliato di 20 kg, con 30 metri di catena e circa 25 di cima, che noi chiamiamo
la "Cinese", perché è alta e pesa quanto una donna cinese ed è fabbricata in Cina, ed è stata la nostra salvezza...

la Cinese
poco dopo aver rifatto l'ormeggio, dando una bella botta a marcia indietro per essere sicuri che le ancore avessero preso bene, è arrivata la seconda sventolata... acqua, vento e barche che aravano e tentavano di rifare l'ormeggio... stavolta, per fortuna, lontano da noi...
poi pian piano anche questa è passata e la natura ha dato spettacolo con una serie di arcobaleni

arcobaleno
un bellissimo tramonto
tramonto
e una luna, quasi piena, spettacolare...
luna quasi piena
Il vento pian piano è calato sui 16 nodi, siamo stati fino a sera inoltrata a controllare che non ci fossero altre barche "aranti" e che nessuno avesse la cattiva idea di dare ancora sulla nostra prua, poi, visto che la situazione era tornata abbastanza tranquilla siamo anche riusciti a dormire un po', forti di avere inserito l'allarme del gps... santa tecnologia!

Una frase del nostro amico Ale, di Long John Silver, urlataci mentre recuperava l'ancora dopo aver arato per l'ennesima volta riassume questa giornata: "Bella vitaaaaa!"

sabato 16 agosto 2008

* #1-Carnevale a Portoferraio il 15 agosto...

...della serie, non si sta MAI tranquilli....
Una piccola, ma importante, premessa è opportuna: da tre giorni il meteo dava in arrivo una perturbazione con venti da Ovest - Nord Ovest fino a 30 nodi con temporali sull'Isola d'Elba per venerdì 15 agosto, il fatidico giorno di Ferragosto, il giorno del delirio in tutta Italia, il giorno in cui qualsiasi località marina raggiunge la massima densità di presenze...
beh, da tre giorni non si parlava d'altro che di questa perturbazione e chi, come noi, era da queste parti in barca DOVEVA saperlo... tanto è vero che già da giovedì sera la rada di Portoferraio, nota per la sua posizione protetta, ha cominciato a riempirsi di barche.
Venerdì mattina tutto era ancora calmo e niente lasciava presagire il putiferio degli elementi che si sarebbe scatenato, ma si sapeva che doveva arrivare...
Nonostante l'assenza di vento mattutina abbiamo cominciato la giornata ritrovandoci una barca, che la sera prima aveva fatto un ormeggio del cavolo, con la prua a 40 centimetri sulla nostra poppa, l'armatore e la sua gentile consorte erano scesi a terra con il tender, lasciando la barca incustodita (cosa per altro vietata da un'ordinanza della capitaneria, ma spesso ignorata)... non ci è rimasto altro da fare che tirare su l'ancora e spostarci, nel frattempo gli allegri turisti sono tornati a bordo e nel fargli notare che ci stavano venendo addosso hanno avuto anche la faccia tosta di dirci che forse NOI avevamo arato... si, in assenza di vento e dopo due giorni fermi inchiodati all'ancora... sorvoliamo...
Abbiamo dato fondo un po' più esterni, cercando di toglierci dalla confusione di barche alla fonda che cresceva ad ogni minuto, stavolta filando un po' più di catena. Sempre nella più totale calma abbiamo pranzato... alle 14:00 ha cominciato a montare il vento da Ovest che si attendeva e con lui veloci sono arrivati dei minacciosissimi nuvoloni grigi...una mezz'ora ed ecco cosa si è scatenato

15 agosto 2008, buriana a Portoferraio

la pioggia si è infittita talmente che intorno a noi non si vedeva nulla, raffiche di vento sopra i 30 nodi, ma l'ancora teneva... Marco indossata la cerata e al riparo della cappottina era nel pozzetto per tenere sotto controllo la situazione.... nel giro di pochissimi minuti l'ho visto scattare a prua urlandomi qualcosa, che a causa del fragore di vento e pioggia non ho sentito, per prima cosa mi sono spaventata da matti, vi assicuro che un temporale del genere quando sei all'ancora spaventa, ma dopo qualche secondo di incertezza mi sono infilata la cerata e con la radio VHF a portata di mano sono uscita anch'io...
una barca aveva perso l'ormeggio e arando, non solo aveva preso la nostra ancora, ma essendo sopravvento a noi ci era addosso...
non è facile raccontare i momenti successivi tanto le nostre azioni sono state rapide e concitate...
in pochissimi secondi ci siamo accorti che a bordo della barca non c'era nessuno!... oh! ma tutti a noi!!!!
ho cercato di chiamare la capitaneria di Portoferraio che non si è degnata nemmeno di rispondere, allora ho mollato la radio, ho preso un parabordo e l'ho passato a Marco poi ho spinto via la barca...
abbiamo acceso il motore io sono corsa a prua, abbiamo filato la catena (ringraziando il cielo avevamo dato 40 metri e ne avevamo altri 40) e facendo retromarcia le abbiamo aggirato la poppa per passarle sopravvento, manovra che abbiamo dovuto ripetere due volte recuperando velocemente la catena per poi rifilarla, perché al primo tentativo non è riuscita... e ci è andata bene! perché per fortuna la sua ancora non si era incastrata sulla nostra catena, perché nel frattempo il vento era calato e la pioggia si era attenuata, e soprattutto perché abbiamo tanta catena...
In rada c'era una barca di ormeggiatori che prestava soccorso, gli abbiamo segnalato la cosa e siamo andati a dare fondo ancora più esterni.
Poi è tornata la calma assieme al sole, ed è tornato a bordo il simpatico armatore della famigerata barca, che nel frattempo arando arando si era fermata.
Ci siamo asciugati, visto che nonostante le cerate eravamo fradici fino alle mutande, e poi Marco ha preso il tender ed è andato a parlare con l'incosciente... che è caduto dalle nuvole: nemmeno si era accorto di aver arato per almeno 500 metri, andando a finire prima che sulla nostra su un'altra barca...
ora, questo "pericolo navigante" per i mari va segnalato: si tratta di un Brigand di 10 metri, Sir Brigand targato ROMA 9596 D scafo bianco e copriboma blu, se lo incontrate stategli lontani....
e lui si ritenga fortunato, perché poteva andare ad infilarsi tra i due scafi del catamarano che era a poppa della Filibusta, come si vede nella foto in alto, e allora si che erano dolori...per non parlare della denuncia in Capitaneria che si è scampato...
ecco spiegata la premessa fatta all'inizio...
come faceva a non sapere del cattivo tempo in arrivo???? sia nel caso che non lo sapesse, sia nel caso lo abbia deliberatamente ignorato è meglio che per mare questo signore non ci vada....
e non è mica finita!
...continua...

mercoledì 6 agosto 2008

* Le specie più pericolose del Mediterraneo

Quest'estate non si fa che parlare dell'invasione delle meduse, attribuendo la responsabilità all'effetto serra, al riscaldamento delle acque, come se fosse un capriccio della natura e non la conseguenza diretta degli sconsiderati comportamenti di quello che noi chiamiamo Homo Industrialis.
In verità siamo molto più responsabili di quanto crediamo, come dice in un bell'articolo sull'argomento, apparso sulla rivista bimestrale di scienze Darwin*1, il prof. Ferdinando Boero*2: "[...] i grandi pesci, e oramai anche quelli piccoli, stanno diminuendo in modo drammatico a causa dell'intensissima attività di pesca da parte dell'uomo. Sono sempre meno i pesci che producono larve, e questo avvantaggia meduse e ctenofori*3. Una diminuita competizione, ovviamente, li favorisce. Inoltre le larve dei pesci sono anche le loro prede. Noi mangiamo gli adulti, loro mangiano le larve. Presi da due fuochi, i pesci soccombono. E il mare, sempre più, si riempie di meduse.[...] Liberate dalla competizione con i pesci, possono svilupparsi senza contrasti ed è nella loro natura formare popolazioni enormi.[...]"
Le specie più pericolose circolanti nel Mediterraneo, non sono le meduse o gli squali.... ma queste:
clicca sulla foto per ingrandirla
Sea campaig di Klas Ernflo
opera di Klas Herbert Ernflo*4

e noi, purtroppo, ne peschiamo tantissimi esemplari....


*1
Rivista bimestrale di scienza edita da Editoriale Darwin S.r.l.
*2 Professore Ordinario di Zoologia presso il Dipartimento di Biologia (ora Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali) dell'Università degli Studi di Lecce.
*3 Animali gelatinosi, molto simili alle meduse, ma privi di cnidocisti, gli organi urticanti tipici delle meduse. Le meduse si muovono con pulsazioni dell'ombrello, gli ctenofori con il battito di bande di cilia. Possono misurare da pochi centimetri a quasi un metro. Le loro prede sono crostacei, meduse, altri ctenofori e larve di pesci.
*4 Designer e illustratore svedese che lavora come libero professionista a Barcellona, in Spagna.

sabato 2 agosto 2008

* 43° 01' 746N - 009° 54' 478E

Vi state chiedendo che sono questi numeri?
eheheh...
chi va per mare avrà già capito che si tratta di coordinate...
è il punto nave rilevato ieri, esattamente alle ore 13:01, quando abbiamo avuto un altro incontro ravvicinato, e questa volta documentato in maniera chiarissima, con un elegantissimo Diavolo di mare che di diabolico non ha assolutamente nulla,... ovvero una Manta!
incredibile ma vero... due incontri nel giro di pochissimi giorni...
stavolta l'esemplare di Mobula mobular, che ha incrociato la nostra rotta mentre da Capraia tornavamo verso l'Elba, era più piccolo di quello incontrato il 26 luglio, all'incirca 1,50 m di larghezza del disco, vale a dire la distanza tra gli apici delle due pinne pettorali, dunque un giovinetto, che a giudicare dal tempo che ci ha dedicato e dalle evoluzioni che ha compiuto per noi aveva voglia di esibirsi e di giocare...
giudicate voi...

Mobula mobular

Mobula mobular

Mobula mobular
noi amiamo il Mare profondamente, e lui ricambia il nostro affetto, non credete?

sabato 26 luglio 2008

* Calma piatta, ma il Mare ci fa un regalo...

Ieri mattina, con calma, abbiamo mollato l'ormeggio alla boa nel porto di Livorno e ci siamo diretti verso l'Elba... a bordo con noi Monica, la mia cuginamica biologa marina, di cui ho già parlato diverse volte...
Visto che vento ce n'era poco, e anche da Sud dritto a 180°, proprio sulla nostra prua, abbiamo navigato a motore, con la randa a riva... anche se in vista delle secche di Vada ci siamo dovuti arrendere e ammainarla, perché non faceva che sbattere a causa di una fastidiosa onda di traverso, che poi pian piano si è spianata...
Dunque si profilava davanti a noi una navigazione senza nemmeno un alito di vento, sotto il sole cocente.
Tuttavia anche queste condizioni hanno i loro vantaggi: ci si può fermare a fare un bagno in mezzo al mare, nel blu profondo e intenso che ha l'acqua con 100 metri di fondo... a motore spento non si sente altro rumore che quello del silenzio quando è totale, e l'acqua che sposti quando nuoti... refrigerio di mente e corpo...
bagno a largo
di queste soste ce ne siamo concesse due, e tra una e l'altra abbiamo passato il tempo leggendo, recuperando qualche schifezza abbandonata alla deriva dall'homo industrialis...
bagno a largo
e a scrutando il mare che quando è così calmo ti permette di vedere tante cose che di solito restano nascoste....
e infatti.... in mare c'era qualcosa... qualcosa di raro, che non c'era mai capitato di vedere prima.
Le prime solo avvistate, le seconde, anche se con risultati non eccelsi, fotografate....
signore e signori ecco a voi le MANTE!!!!
manta 1Approfittando della presenza di Monica a bordo vi do anche qualche notiziola su questi fantastici abitanti che volano nei nostri mari.
manta 2
Si chiamano Mobula mobular, sono diventate molto rare nel Mediterraneo, dunque noi siamo stati iperfortunati ad incontrarle.
manta 3
Insieme allo Squalo Elefante e allo Squalo Bianco sono a forte rischio di estinzione, e per questo sono state inserite nelle liste di convenzione internazionali per la conservazione delle specie del Mediterraneo.
manta 4
La taglia arriva fino ai 5,20 di larghezza; queste che abbiamo incontrato noi erano larghe (presumibilmente, visto che non erano vicinissime alla barca) circa 2 metri.
Sembra essere una specie endemica, cioè presente solo nel Mediterraneo.
manta 5
Beh, vista la rarità e dunque la preziosità di questo incontro lasciate che io dedichi questo post alla mia Mami, altrettanto rara e preziosa, per farmi perdonare, visto che oggi è il suo onomastico e io me ne ero dimenticata...
Auguri Mami!

mercoledì 23 luglio 2008

* Mal di... Spagna: tre giorni a Valencia: l'Oceanogràfic

* tutte le foto possono essere ingrandite cliccandoci sopra

Come promesso vi racconto dell'Oceanogràfic.

pesce triste
Per cominciare ho scelto questa foto per sottolineare che in linea di massima non mi piace che gli animali vivano imprigionati, tuttavia i posti come questo hanno uno scopo didattico importante; non tutti nella loro vita hanno la fortuna di poter osservare da vicino creature affascinanti come quelle marine, e si spera che i grandi acquari come questo insegnino a rispettare il mare come un contenitore di gemme preziose.... si spera!
Sicuramente per un bambino, ma anche per un adulto, poter vedere da vicinissimo una creatura dall'aspetto preistorico come

limulo

un limulo

o camminare in un tunnel dove si ha l'impressione di stare in acqua

nel tunnel sott'acqua
con gli squali che ti passano sulla testa crea curiosità, voglia di conoscere e di capire un mondo misterioso e sorprendente, che va rispettato. Se una minima parte dei visitatori di strutture come questa ne esce arricchita, allora ben vengano. 
Rispetto all'Acquario di Genova, che forse molti di voi conoscono, l'Oceanogràfic è più grande, di conseguenza lo sono anche le vasche. L'impressione generale è di grande pulizia e cura, che tutti gli animali siano trattati molto bene, che godano di ottima salute e non danno l'impressione di essere stressati.
Infatti, nella voliera degli uccelli delle zone umide più di una specie aveva avuto i piccoli, e non sembravano per nulla disturbati dalla nostra presenza.

gli uccelli
Gli uccelli dimorano tra belle piante di mangrovia che affondano le loro radici in vasche d'acqua dolce abitate da pesci enormi e tartarughe dall'aria piuttosto aggressiva.

tartarughe d'acqua dolceLe vasche che ospitano pesci, cetacei, mammiferi e altre creature marine sono divise per settore: Mediterraneo, Temperate e Tropicali, Artico, Mar Rosso.
pesci e mammiferi mariniIl beluga, una femmina, divideva la vasca con un cucciolo ancora grigio (crescendo diventano bianchi). Le loro espressioni erano molto dolci con il muso che sembra atteggiato ad un perenne sorriso; giocavano entrambi facendo con la bocca dei cerchi d'aria che poi si divertivano a rincorrere e a rompere.
i belugaLa femmina adulta però era un po' triste e malinconica, passava molto tempo davanti alla grata che divideva la sua vasca da quella delle otarie, che forse desiderava raggiungere. Loro due erano un po' sacrificati in verità, secondo me la vasca era troppo piccola.
Il beluga è davvero un animale bellissimo, l'unico cetaceo in grado di girare il collo e di muovere la testa, non avendo le vertebre cervicali saldate insieme, e con una gamma varia di espressioni. Grande tristezza a vederli rinchiusi in quel modo.

Mastodontica la mole del tricheco con il suo harem, che sollecitava altro cibo urtando delicatamente col suo testone le gambe dell'addetto all'alimentazione.
trichechiEntusiasmante l'indole socievole e curiosa di una razza, che avendoci visti affacciati a guardarla voleva uscire a tutti i costi e arrampicarsi sulla parete liscia della vasca all'aperto che la ospitava; sforzi vani, poverina, ma ci pensate quanto sono sorprendenti queste creature!!!

la razza curiosaPer finire siamo andati ad assistere alla show dei delfini.
Sapevo che non mi sarei divertita particolarmente, non mi piace l'idea che si esibiscano per il nostro divertimento e non esclusivamente per il loro, così come non mi piacciono i cani o i cavalli ammaestrati, ma lo spettacolo c'era, e quindi ci siamo andati, e la mia reazione è andata al di là della mia immaginazione, nel senso che non mi aspettavo assolutamente che succedesse quanto sto per raccontarvi.
Ci siamo accomodati sulla penultima fila bassa di gradoni, quindi vicinissimi alla vasca; lo spettacolo ancora non era cominciato, ma i delfini, 10, erano tutti nella vasca e nuotavano facendo ogni tanto qualche salto.

il delfinoUno in particolare saltava tutto fuori dall'acqua sulla pedana dove di solito si mette l'istruttore durante lo spettacolo, e si guardava intorno evidentemente abituato a vedere la gente e curioso; ogni tanto emetteva qualche "gorgheggio", quei click particolari che emettono i delfini, non sono in grado di descriverli a chi non ha mai avuto l'occasione di ascoltarli, e già lì io ho iniziato a commuovermi, tanto che ho passato la macchina fotografica a Marco, perché con gli occhiali da sole non riesco a fotografare e davvero non potevo toglierli.
Poi è cominciato lo spettacolo, e io non riuscivo a smettere di piangere. Mi dicevo "Ora mi passa... ora smette..." e invece niente. Ad un certo punto gli istruttori hanno fatto zittire il pubblico e i delfini tutti insieme hanno preso a "cliccare". È stato il colpo di grazia: piangevo a cataratta, con tanto di singhiozzi (strozzati). Lo spettacolo è durato 40 minuti e io per 40 minuti ho pianto, procurandomi anche un bel mal di testa.
Non  so cosa è stato, forse il dispiacere di vederli lì, ma all'apparenza stavano bene e in fondo sembrava si divertissero anche loro, ma sicuramente un'emozione grandissima, che mi ha letteralmente travolta e che non sono riuscita in nessun modo a controllare. Mi sentivo così vicina a quelle creature, e non solo in senso fisico, non so spiegarlo diversamente.
Eppure i delfini li ho visti tante volte, e anche da vicinissimo... béh, che devo dire... non so, è stato in un certo senso pesante, ma anche bellissimo. 
Quel che per me è certo ora, è che questi grandi mammiferi, tutti i grandi mammiferi, non dovrebbero stare chiusi in una vasca. Anzi, nessun animale dovrebbe stare rinchiuso in nessun posto.

E ora vi lascio, con questa bella immagine che dà l'illusione di nuotare in un banco di splendide ricciole...

in mezzo alle ricciole


* Mal di... Spagna: tre giorni a Valencia: la città

Non so da dove cominciare, perché in soli tre giorni abbiamo fatto e visto tantissime cose.
Questo weekend è stato un fuori programma, un regalo per il mio compleanno dei 5 fratelli della Mami.
In principio volevamo andarci in autunno, visto che questo è il periodo dell'anno in cui lavoriamo di più, ma poi ci siamo detti che le occasioni bisogna coglierle al volo e non rimandare, altrimenti si rischia di perderle, quindi siamo partiti.
Gli orari dei voli di andata e di ritorno ci hanno permesso di godere appieno anche del venerdì [alle 18:00 eravamo già a Valencia] e della domenica [l'aereo partiva alle 21:20].
Tre giorni quasi interi.

Valencia
clicca sulla foto per ingrandirla

Valencia è una bella città, piena di palazzi dei primi del XX secolo molto ben tenuti, ma anche di chiese monumentali, tutte con le cupole ricoperte dalle caratteristiche mattonelle azzurre.
Girellare nel vecchio quartiere del Carmen ti porta un po' indietro nel tempo, anche se il vecchio si sposa armoniosamente col nuovo.
Come molte città spagnole è piena di colore e, nota molto positiva, ha trasporti efficientissimi e pochissimo traffico.
Nota negativa, segno tangibile che lì piove poco, molte "azzeccosissime" mosche e in alcune strade secondarie fogne un po' maleodoranti.
Ma non starò qui a raccontarvi tutto tutto tutto, sarebbe troppo lungo.
Abbiamo fatto tantissime foto e la tentazione di farvele vedere tutte è forte, ma mi trattengo.
Vi dirò solo che abbiamo mangiato la paella valenciana, abbiamo bevuto l'horchata (a base di mandorle, ma niente a che vedere con quella comunemente conosciuta da noi), siamo andati in un Tablao flamenco, cioè un posto dove si cena e poi si assiste ad uno spettacolo di flamenco (cena e spettacolo favolosi!), abbiamo girellato per tutta la città, che non essendo grande si visita bene a piedi e abbiamo passeggiato lungo i giardini ricavati dal letto asciutto del fiume Turia, siamo andati al Mercado Central, al Museo della Ceramica ospitato nell'eccentrico Palacio del Marques dos Aguas, al Museo della Scienza e al famoso Oceanogràfic.

Museo della Scienza
clicca sulla foto per ingrandirla

Il Museo della Scienza è stato un po' una delusione: sembra una mostra didattica e alla fine un po' noiosa; gli argomenti che tratta spaziano dalla medicina alla fisica, esposti con dei box, alcuni interattivi, ma con pochissime spiegazioni; sicuramente sono interessanti, ma abbiamo avuto l'impressione che i bambini, cioè la maggior parte dei visitatori, fossero più attratti dalle installazioni che riguardavano i supereroi della Marvel che occupavano tutto il primo piano, piuttosto che da tutto il resto, per cui ci voleva comunque un adulto che desse spiegazioni... ammesso che ne fosse in grado!

Una delle poche cose che ci hanno colpito sono state due grandi teche chiuse e riscaldate con delle lampadine, dove sulla paglia giacevano delle uova e scorrazzavano dei pulcini evidentemente appena nati.. infatti erano uova prossime alla schiusa e anche noi abbiamo assistito all'evento...

come nasce un pulcino
clicca sulla foto per ingrandirla

I pulcini appena nati, asciugati dal calore a riprendevano pian piano le forze, avevano delle vaschette per bere dove si fiondavano appena riuscivano a muoversi, e nel giro di circa 15 minuti erano così:pulcino
clicca sulla foto per ingrandirla

Altra installazione interessante era quella che descriveva le metamorfosi durante la crescita di alcuni animali; in un'acquario c'erano diversi esemplari di un curiosissimo anfibio l'axolotl che vive esclusivamente nel lago di Xochimilco, che si trova a 20 km a sud est di Città del Messico e che decide se diventare adulto o rimanere girino: produce un ormone che gli fa perdere le branchie esterne che si vedono nella foto e gli permette di completare la metamorfosi e diventare una salamandra.

axolotl
clicca sulla foto per ingrandirla

Per oggi basta....
dell'Oceanogràfic vi racconterò in un altro post, dove non potrò fare a meno di pubblicare un po' di foto...

lunedì 21 luglio 2008

* un SOS da chi ama il mare e se ne prende cura

La Fondazione Cetacea di Riccione lavora da 20 anni per salvaguardare il mare e tutte le sue creature.
Anche noi, a modo nostro, lavoriamo per diffondere rispetto nei confronti della Natura e del Mare, che sono risorse dell'intera umanità. Come dice giustamente Christina nel suo blog, "Salvare Loro equivale a salvare noi stessi".
La Fondazione Cetacea ha bisogno di un aiuto concreto per sopravvivere. Le diamo una mano?
Intanto guardate cosa hanno fatto l'anno scorso per tentare di salvare un grampo spiaggiato...


Questa è la lettera che scrivono ai loro amici e a quanti volessero sostenerli:

"Cari Amici, Fondazione Cetacea onlus compie 20 anni e finalmente ha una sede autonoma. Questa raggiunta indipendenza permetterà di condividere maggiormente l’esperienza che in questi anni la Fondazione ha acquisito nel campo della conservazione ed educazione ambientale e del recupero di animali marini in difficoltà. I nuovi spazi daranno la possibilità di potenziare le nostre attività sul territorio e mettere a disposizione della comunità, materiali e saperi che renderanno ancora più efficace la nostra opera di sensibilizzazione sulle problematiche ambientali. Come tutte le imprese più affascinanti anche questa nuova avventura richiederà energia ed impegno da parte nostra ma anche e soprattutto il vostro costante supporto e sostegno. Per lo sviluppo delle nostre attività, in questi anni, è stato determinante il riscontro positivo che abbiamo avuto presso non solo le istituzioni pubbliche e private ma soprattutto presso i nostri volontari, i sostenitori e gli sponsor che ci hanno permesso di andare avanti e superare le difficoltà. Condividere gli stessi valori e ideali significa lottare insieme perché questi si diffondano e diventino un nuovo sentire, un nuovo modo di agire nella società; la nuova sede e la nuova struttura della Fondazione possono contribuire a raggiungere questo obiettivo ma da soli non potremmo farlo. In questo momento delicato di trasformazione, non solo nostra ma di tutta la società, vi chiediamo di non abbandonarci e di farci sentire ancora una volta che ci siete vicini. Aderite alla campagna straordinaria di sostegno per Fondazione Cetacea onlus per affrontare questa fase di transizione e continuare con più energie a lavorare in difesa dell’ambiente."
Puoi aderire alla campagna straordinaria “S.O.S. Cetacea”:

- Fai subito la tua donazione tramite PayPal o Carta di Credito

- Fai un versamento su c/c 074000001174
presso CASSA DEI RISPARMI DI FORLI' E DELLA ROMAGNA
FILIALE DI RICCIONE via Gramsci n. 63
CIN: M
ABI: 06010
CAB: 24100
IBAN: IT17 M060 1024 1000 7400 0001 174
"

giovedì 17 luglio 2008

* E noi non c'eravamo... (singh***)

Ieri le balene sono tornate all'Elba, in tre.... e noi eravamo a Livorno...



Sono felicissima che siano tornate, ma infelicissima di non essere stata lì...
vabbé... magari tornano quando ci saremo anche noi... a fine luglio...

martedì 15 luglio 2008

* Dicono di noi... lasciateci "frusciare"

mare e sorrisi

Frusciarsi in napoletano vuol dire vantarsi...
Tullio, di cui vi ho parlato nei post precedenti, qui, qui, e qui, ha scritto delle cose di noi, sul nostro blog di famiglia (siamo talmente tanti e tutti sparpagliati! il blog è un ottimo mezzo per tenersi in contatto e costantemente aggiornati), così lusinghiere che gli ho chiesto il permesso di pubblicarle qui da noi.
Qualcuno potrebbe dire:"- Ma è un cugino della Mami, non vale! è come chiedere all'acquaiolo se l'acqua è fresca!" -
Lasciatemi dissentire... lui è una persona trasparente, dice quello che pensa e, soprattutto, non lo abbiamo pagato!... anzi in verità è stato lui ospite pagante, come tutti quelli che decidono di passare una vacanza con noi.
Il trattamento che gli abbiamo riservato, benché carico di un affetto particolare che vista la persona non gli si può negare, è lo stesso che dedichiamo a chiunque, perché è una cosa che ripaga noi per primi... In verità, a volte, c'è chi non se lo merita, ma per fortuna sono rari, e comunque credo che non riusciremmo a fare diversamente... forse fra qualche anno, quando la stanchezza delle cose ripetitive ci avrà preso... ma speriamo di no!

Lasciamo parlare Tullio:

"[...]Sono le 6 e 30, nella cabina della Filibusta mi risveglio leggero, sereno e felice con me stesso; purtroppo la settimana è volata via e fra un paio d’ore dovrò sbarcare. Avevo in programma un ultimo tuffo, ma oggi sembra più fresco e me ne resto tranquillo in coperta (dove sono salito in silenzio perché ancora tutti dormono) a guardare la pace e le luci dell’alba, e a sognare mentre lo sguardo si perde tra le altre barche vicine, tutte silenziose ed ancora addormentate.
Cerco di scacciare i pensieri degli impegni di domani, che già fanno capolino ed iniziano ad assillarmi; ecco già suona il cellulare ad annunciare un’altra grana che si profila; devo vivere intensamente questi attimi che restano e catalogarli per bene, in modo che il ricordo sia più duraturo.
Bisognerà anche affrettarsi: nella lavagnetta di Valeria sono previsti il nostro sbarco, la pulizia della barca, l’invio di Marco a procurarsi delle nuove cime, gli acquisti per la nuova settimana e l’imbarco di nuovi ospiti alle 18.
Sono stato magnificamente e, forse anche per la presenza di mami anna, siamo stati trattati come dei reali.[....]
Vi ho detto del Bilbolbul a colazione e del pane sfornato quotidianamente*, ma non vi ho detto abbastanza della Focaccia di scarola, delle Melanzane a barchetta, dello Strudel di Peperoni, dei Fagiolini con mentuccia e aceto di vino, della Calamarata, delle Melanzane alla Parmigiana, dei Pomodori al forno ripieni di riso, e delle Polpette al Forno sulla fettina di pane (lo sentite anche voi? dal mio ACER arriva ancora il profumo!)… ogni sera era un trionfo di profumi e di sapori, direttamente dall’orto; sulla Filibusta di preconfezionati tipo Quattro Salti in Padella non se ne sono visti! ! ONORI alla cuoca !
Tra le cose più romantiche mi resta il ricordo della quiete della Filibusta ancorata per la notte in baie silenziose, dei coloratissimi tramonti, delle quiete albe luminosissime e l’armonioso fruscio della prua che scinde le acque [...], e poi il Nattello e le Occhiate, [...].
Ricordo anche volentieri l’aspetto ecologista dell’animo di questi Filibustieri: grande rispetto per la Natura e per il Mare. Quasi mi ha commosso vedere Marco che modifica la rotta per avvicinarsi a grossi detriti di plastica e Valeria che accorre col mezzo-marinaio per recuperarli, onde porre rimedio al vile insulto che miriadi di barbari perpetrano ogni momento alle acque, che dovrebbero essere di tutti, ma che innanzitutto sono dei pesci e degli altri abitanti del mare. La loro preghiera “Mare noi ti ripuliamo e tu facci vedere i delfini, da me parafrasata conI delfini non fumano, mi resterà a lungo nel cuore e la divulgherò, quale incitamento ad un corretto comportamento.
Tra poco sbarcherò, ma già mi prenoto per il prossimo anno: nel 2009 il 18 giugno sarà di Giovedì, chi sa se Lavagnetta mi permetterà una settimana lunga che va dal Giovedì 18 al Venerdì 26? Sarà difficile ma se anche voi intercedete per me […]"


e noi... senza parole... lusingatissimi...
sapori e profumi della Filibusta


*ehm...non proprio quotidianamente... ma se non fa eccessivamente caldo e mi resta tempo lo faccio!

mercoledì 9 luglio 2008

* Bilbolbul

Tutto ha origine da un ricordo d'infanzia, una torta che la Mami preparava quando io e i miei fratelli eravamo bambini, che è rimasta impressa nella memoria, non so se perché era al cioccolato o per il nome così strano BILBOLBUL...
Recuperata la ricetta (dal Talismano della Felicità di Ada Boni), l'ho leggermente modificata, ho scoperto che fa impazzire grandi e piccini che si trovano a fare colazione durante le loro vacanze a bordo: è leggera, profumata a saporita, ottima da inzuppare nel latte o nel the del mattino.
E' diventata una consuetudine.
Il suo nome curioso però ha suscitato non poca curiosità, per cui ho fatto una ricerca e ho scoperto che....
Bilbolbul è il nome di un bambino africano protagonista di una serie di fumetti pubblicata sul Corriere dei piccoli fin dal primo numero, uscito nel lontano 27 dicembre 1908!
Il suo creatore è Attilio Mussino ed è considerato convenzionalmente il primo fumetto italiano.
Bilbolbul vive avventure
strane e surreali nel suo villaggio in Africa; la sua caratteristica principale era la peculiare abilità di adeguarsi fisicamente alle metafore con cui venivano narrate e commentate le sue gesta: quindi cambiava spesso colore, diventando rosso per la vergogna o verde di rabbia, per aguzzare l'ingegno faceva uso di un tornio, riusciva, con un gesto degno del miglior illusionista, a farsi realmente in quattro e così via.
I fumetti di quel tempo non avevano ancora le "nuvolette" dei dialoghi, ma la storia veniva narrata da un narratore esterno, spesso attraverso delle filastocche in rima.

eccone qualche esempio trovato in rete:
Bilbolbul

1- Nel domestico tukul, ruba un uovo Bilbolbul, rompe il guscio e con piacere quel ghiotton s'accinge a bere;

2 - Ecco avvolta in bianco sciamma a sgridarlo vien la mamma, all'asperrima rampogna divien rosso di vergogna.

3 -Vien punito. Il fratellino ha i banani del giardino: per l'invidia il cattivone giallo è già come un limone.

4 - I monelli del paese or con lui sono alle prese, Bilbolbul la calma perde: per la rabbia divien verde.

5 - Nel tukul va di galoppo del papà prende lo schioppo, spara e udendo quel fragore divien bianco dal terrore.

6 - Dal papà - chi ormai le scampa? egli fugge, salta, inciampa, oh meschin! si leva su tanto pesto che par blu.

7 - La sua mamma si dispera a vedergli quella cera, un figliuol di quel colore della casa è il disonore.

8 - Un vecchion molto sapiente vien chiamato immantinente, Bilbolbul negro è di nuovo come quando rubò l'uovo.

Bilbolbul
1 - Con sorpresa dei moretti, alla porta del tukul quando meno te l'aspetti ecco appare Bilbolbul.

2 - Dice il babbo: "Più vedere non ti vo', figlio ribelle!" Dice il bimbo: "Non temere ora sto cambiando pelle.

3 - Son passate le follie, per la vita che mi resta ho imparato a spese mie che convien quadrar la testa;

4 - Al lavoro, le mie mani, use all'ozio, ormai son pronte. Cominciando da domani alta vo' portar la fronte.

5 - Ai più bravi non la cedo, ma li imito, li raggiungo! " Dice il babbo: "Non ci credo!" Bilbolbul fa il muso lungo.

6 - E la mamma impietosita con la lima e lo scalpello glielo accorcia di tre dita, lo riduce tondo e bello.












E' probabile che questo fumetto abbia ispirato ad Ada Boni il nome di questa ottima torta al cacao... io trovo la cosa molto carina, e in più adesso saprò cosa dire quando mi chiederanno che significa Bilbolbul!

ah! Bilbolbul è anche il nome di una rassegna dedicata ai fumetti che si tiene a Bologna a marzo...

martedì 8 luglio 2008

* # 3 Una settimana di mare, ottima compagnia e grandi mangiate

25 giugno 2008 - Viticcio

Sempre di buon mattino abbiamo lasciato l'ormeggio di Baratti e siamo ritornati verso l'Elba, con destinazione la baia di Viticcio. Inizialmente abbiamo navigato con la sola randa a riva e motore, ma poi è arrivato un po' di vento da S-SO, e abbiamo potuto andare a vela per circa un'oretta.
in navigazione da Baratti
Come vedete ero pronta con la macchina fotografica ad un eventuale incontro con i delfini, ma niente...
recupero rifiuti





Durante la navigazione abbiamo potuto anche recuperare qualche busta alla deriva...

Arrivati nella baia di Viticcio il Capitano e Tullio si sono messi all'opera per pescare le occhiate con il nattello.


nattello
Il nattello è un disco galleggiante di plastica a cui vengono appesi dei fili di lenza con degli ancorotti. Al disco viene fissato con un elastico un pezzo di pane, che fa da esca.
la preparazione del nattello
Poi il nattello viene lasciato in acqua dove segue la corrente e attira le occhiate, che per mangiare il pane, di cui sono ghiotte, restano attaccate agli ancorotti...
si fissa la lenza
Il peggior nemico del pescatore al nattello è il gabbiano, che attenta di continuo all'esca, rischiando a sua volta di rimanere impigliato negli ancorotti... staccare un gabbiano da un nattello è una vera impresa e si rischiano dolorose beccate!
il pane per il nattello
Questa volta però, nonostante l'impegno, la pesca non ha prodotto risultati...
al recuperoIl Capitano e Tullio vanno a recuperare il nattello, che è quel puntolino bianco in alto a sinistra...

Ma non ci siamo persi d'animo... intanto la cena era già pronta: polpette...
polpetteo come le chiama Tullio, visto che sono cotte al forno ognuna sulla sua fettina di pane, Crostoni...
tramonto a Viticcio
La giornata si è chiusa con uno dei magici tramonti dell'Elba... il sole è tramontato dietro la Capraia, con in primo piano lo scoglio dell'Enfola...
tramonto dietro la Capraia

26 giugno 2008 - Procchio, Isola Paolina

la Filibusta a ProcchioPer l'ultimo giorno solo un piccolo spostamento. Siamo andati poco più avanti in direzione sud, spostandoci nel golfo di Procchio, per la precisione davanti all'Isola Paolina.
Avendo tutta la giornata davanti ci siamo concentrati sul fondale e sui suoi abitanti:
pronta all'immersione
Tullio mi ha dato la sua muta, che incredibilmente mi stava alla perfezione e che poi mi ha voluto lasciare a tutti i costi, e con il Capitano sono andata a fare una lunga perlustrazione.
Abbiamo visto un bel po' di begli esserini, ma le foto non hanno prodotto risultati molto soddisfacenti, come potete vedere.
rombo
Questo è un piccolo Rombo, ben mimetizzato sul fondo sabbioso. Per avere un'idea di quanto è piccolo basta fare la proporzione con la foglia di posidonia che è accanto a lui...

Valeria in apnea
I tentativi di immortalare un piccolissimo scorfano non ve li faccio nemmeno vedere... credetemi sulla parola e accontentatevi di me e del Capitano in versione "mutata".Marco sub


Leccia Stella

In compenso, tornata a bordo, ho potuto immortalare una bellissima Leccia Stella a caccia sotto la chiglia della Filibusta.




Tullio pescatoreNel frattempo Tullio ha riprovato a pescare con il nattello... e stavolta ha preso due Occhiate abbastanza grandi da farci un carpaccio,
occhiate marinate
occhiate pescate





















che abbiamo gustato come antipasto a cena, prima dei Pomodori ripieni di riso.
pomodori ripieni di riso

Abbiamo passato la notte in rada a Portoferraio... la settimana è finita, e il racconto anche...
io vi saluto, dall'osterigio di prua...
Ciao Ciao
un bacione speciale lo mando da qui alla mia Mami e Tullio, che hanno reso questa settimana davvero bella...