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martedì 8 novembre 2011

* Ci siamo trasferiti!

Finalmente ce l'abbiamo fatta!!
Il trasloco in casa ha richiesto meno tempo di quanto ce n'è voluto per elaborare un nuovo spazio da condividere con tutti voi.
Sotto i piedi non abbiamo più i paioli in teak della Filibusta, ma le doghe di rovere della nostra nuova casa. Intorno a noi c'è meno blu e più verde.
Si è reso così necessario un cambio di casa anche dal punto di vista virtuale. Non avremo più solo storie di mare da raccontare, il mare lo stiamo vivendo di meno, ma facciamo tante nuove cose, incontri, esperienze...
Vi aspettiamo, se ne avrete voglia, nel nostro nuovo blog "verDi&bLu"
blog verDi&bLu

sabato 18 dicembre 2010

* Siamo in Toscana o in Québec?

Ieri ha continuato a nevicare, e si sono formati almeno 10 cm di neve. Mai vista una cosa così qui a Livorno. 
Stamattina, sfidando le strade ancora ghiacciate, siamo andati a vedere com'era la situazione a casa. 

La natura è, come sempre, un'artista sopraffina: guardate che meraviglia l'evonimo ghiacciato
evonimo ghiacciato
e i campi e gli alberi che sembrano d'argento
erba ghiacciata

alberi ghiacciati

giardino innevato
chi l'avrebbe detto che la gnoma così piccola avrebbe fatto la conoscenza della neve...
la gnoma e la sua prima neve
legna e neve
la legna accatastata
campi innevati
i campi a sud della casa
airone garzetta nella neve
un airone garzetta

venerdì 17 dicembre 2010

mercoledì 15 dicembre 2010

* C'era una volta un melo - costruzione della casa # 2

Molti hanno chiesto più dettagli sulla nostra casa in bioedilizia, ecco qualche risposta alle vostre domande. I costi dipendono molto anche dai materiali e dalle rifiniture, però in linea di massima una casa in bioedilizia, anche se ha dei tempi di costruzione più rapidi, costa circa il 20-25% in più di una costruzione in laterizio. Tuttavia permette nel tempo un risparmio sui consumi per il riscaldamento e, producendo allo Stato tutta la documentazione, anche un piccolo recupero delle spese sull'Irpef. Prima di affidarci alla ditta, di Arezzo, che ha eseguito i lavori della struttura di base abbiamo fatto una lunga ricerca in rete: migliaia di proposte, moltissime ditte del Friuli o del Trentino, ancora di più d'oltralpe, in genere austriache.
Alla fine indicherò il link del sito della ditta che ha costruito la nostra.
Ecco come sono andati avanti i lavori.
Il tetto, dopo l'isolamento, è stato rivestito con delle comuni tegole di cotto.
In cima al tetto si nota il comignolo. C'è la predisposizione per la canna fumaria che servirà per un camino che faremo in un secondo momento... la pecunia è scarsa!!!

le grondaie in rame
Altro accorgimento per risparmiare sul riscaldamento della casa (oltre alla coibentazione e alle finestre e gli infissi opportunamente predisposti) è il riscaldamento a pavimento, che sfruttando il potere delle geotermia non prevede consumo di combustibili. E' stato fatto uno scavo di 90 metri cubi, dove sono stati distesi dei tubi di rame ad una certa distanza uno dall'altro. Questi tubi una volta ricoperti nuovamente con la terra assorbiranno il calore da essa rilasciato, scaldando l'acqua che scorrerà in dei tubi distesi sotto il pavimento di tutta la casa.
lo scavo per il geotermico con i tubi di rame distesi

Non sono in grado di spiegarvi esattamente come funziona, ma immaginate un frigorifero al contrario, dove i tubi interrati sono la celletta e i tubi che corrono sotto il pavimento della casa sono la serpentina che di solito è dietro al frigo e che si scalda. Uno scambio di calore al contrario.
i tubi predisposti al riscaldamento distesi sul pavimento
Su i tubi così distesi è stato poi fatto un massetto di cemento nel quale sono distribuiti tantissimi piccoli conduttori di metallo che trasmetteranno il calore. L'acqua che scorrerà nei tubi è all'incirca 22°, e dato che la dispersione è di 1 grado al metro nell'ambiente, a due metri d'altezza ci dovrebbero essere 20°.
in queste ultime due foto si nota anche una prima divisione degli ambienti

Nel sottotetto si è creata una bella e ampia mansarda, molto ben illuminata da due finestre poste sul tetto.
Vi si accederà tramite una scala a scomparsa, almeno inizialmente.
E veniamo ora all'isolamento.
Le pareti perimetrali della casa sono state coibentate con della lana di pecora che, oltre ad avere un alto potere di isolamento termico, è anche un alto potere idrofobo, vale a dire che assorbe un'alta quantità di umidità senza bagnarsi, e successivamente la rilascia attraverso la parete traspirante. Per non parlare della sua ecocompatibilità!
la lana di pecora distesa sulle pareti
Una volta ricoperte, tutte le pareti sono state rifinite con un altro pannello di legno, su cui è stato messo in opera il vibrogesso che verrà intonacato.

il vibrogesso, già stuccato, nel bagno

l'ingresso-soggiorno-cucina con l'uscita sul portico
Anche parte della mansarda è stata coibentata nello stesso modo. Ed ecco la casa come si presenta ora all'esterno
lato est - ingresso
lato sud - portico
lato nord
lato ovest - ingresso cucina
Qualcuno ci ha chiesto come mai solo 4 finestre... la risposta è: come per molte altre cose tipo la disposizione interna, la presenza di un disimpegno tra le camere da letto il bagno e il soggiorno-cucina, imposizioni, regole dettate dal Comune.
Mancano ancora tante cose, ma i lavori proseguono... speriamo finiscano in fretta.

La ditta è Arredoline Costruzioni di Bibbiena (Arezzo).

sabato 11 dicembre 2010

* I MESTIERI DEL MARE

Ricevo e volentieri do diffusione, anche se l'evento è molto lontano da noi...

"I MESTIERI DEL MARE: Difficoltà degli operatori e potenzialità occupazionali"
- TAVOLA ROTONDA - 
 Martedì 14 dicembre 2010, Ist. Vittorio Emanuele II, Giovinazzo (Ba)
Inizio previsto alle ore 9:30 

Per esercitare il mestiere di marittimo (imbarcato su qualsiasi galleggiante o nave) si deve essere iscritti al registro della “GENTE DI MARE”; per esercitare il mestiere di pescatore deve inoltre essere iscritto anche nel “REGISTRO DEI PESCATORI”. Entrambi i registri sono gestiti dalla Capitaneria di porto compartimentale e non hanno alcun collegamento o contatto né con i Centri per l’impiego né con agenzie per il lavoro temporaneo e interinali.
Al fine di colmare questo vuoto istituzionale, l’Amministrazione Provinciale di Bari sta attuando un energico intervento per il rilancio dell’Istituto Osservatori Radar (I.O.R.), che ospita attualmente anche il Laboratorio di Biologia Marina. Un grande progetto è già in cantiere: avrà sede in Giovinazzo presso l’Istituto Vittorio Emanuele e si tratta del “Centro del Mare”, che vedrebbe attorno allo I.O.R. la sede di un Museo Marino, che contempli Fauna, Ambiente ed Attrezzature del mestiere della Pesca, e della Marineria tradizionale, da realizzarsi con l’ausilio della Fondazione CETACEA di Rimini.
Per dar vita, così, ad un Centro finalizzato alla ricerca scientifica, alla informazione e formazione, alla divulgazione della Cultura del Mare viene auspicato l’allargamento della compagine sociale dello stesso I.O.R., peraltro già formata da Capitaneria di Porto Bari, Comune di Mola di Bari, Ass.ne Agenti Raccomandatari Marittimi di Puglia, Comune di Giovinazzo e Autorità Portuale di Bari.

Si prevede la creazione di una struttura permanente di formazione tecnica e professionale volta ad elevare la professionalità dell’intero settore nautico e del suo indotto, diffondere la cultura della nautica in ambito sociale e nella didattica, preparare figure professionali qualificate, definire percorsi di aggiornamento. La Struttura intende porsi come punto di raccordo tra il mondo dell’Istruzione e Formazione e quello delle Imprese, avvalendosi della collaborazione degli Istituti Tecnici Nautici Regionali, delle Università e delle Istituzioni. 

Di tutto ciò se ne discuterà il prossimo martedì 14 dicembre presso l’Istituto Osservatori Radar in Piazza Vittorio Emanuele II di Giovinazzo (Ba), a partire dalle ore 9.30, assieme a: Mary Rina, Assessore Provinciale Formazione professionale e P.I., Francesco Mariani,Presidente Autorità Portuale del Levante, Rosa Dipierro, Dirigente Servizio Formazione Professionale e P.I., Maddalena Intini, Presidente Centro di Formazione Formare, Luigi Giannini, Direttore Federpesca, Antonio Vacca, Dirigente scolastico IPSIAM Molfetta, Nunzio Stoppiello, Presidente Regionale Federcoopesca.
Durante l’incontro verrà presentato il “cluster marittimo”: della formazione scolastica e professionale, del reclutamento e dell’applicazione delle diverse “professioni del mare”; della loro estensione, articolazione e, con particolare riferimento alla continuità-contiguità-circolarità delle mansioni. Verranno illustrate inoltre le dimensioni e le dinamiche del mercato del lavoro marittimo: stato dell’arte delle strutture e degli strumenti di rilevazione e di indagine, osservatorio delle professioni.
Sarà presentato il servizio INFORMALAVORO DEL MARE, erogato dal futuro “Centro del Mare”, rivolto ai lavoratori della pesca con il preciso intento di elevare i livelli di professionalità e le competenze della categoria dei pescatori attraverso una serie di servizi di orientamento professionale, di diagnosi delle esperienze e delle competenze maturate, di sostegno alla progressione di carriera e di supporto allo sviluppo professionale. 

di Daniela de Palo 10/12/10 Info: osservatoriradar@libero.it Segr. Org.: 0803943025

martedì 30 novembre 2010

* C'era una volta un melo - costruzione della casa # 1

Si, un melo, proprio al centro del perimetro segnato per costruire la casa.
l'ormai ex, melo (maggio 2010)
Un melo vecchissimo, innestato due volte, semi marcio, ma che ancora faceva delle mele croccanti e saporite... purtroppo abbiamo dovuto tagliarlo: il tronco originario era così marcio e le radici così profonde che anche a cercare di trapiantarlo in un altro punto del giardino, sarebbe morto. Peccato però, le mele erano buonissime! brutte, ma buonissime.
Comincia così la storia della costruzione della nostra casa in bioedilizia, ecocompatibile e a risparmio energetico. Ci saranno molte foto e poche parole, perché le immagini parlano molto chiaro da sole.
lo scavo
il vespaio per l'areazione
la platea di cemento (giugno 2010)
e dopo un mese di attesa...
in una settimana già le mura perimetrali!
Le pareti sono in OSB (Oriented Strand Board), dei pannelli costituiti da scaglie di legno incollate insieme con una resina sintetica e poi pressate.
Durante tutto il mese di luglio, la casa ha preso forma:
gli interni
le travi di sostegno
le travi del tetto
il tetto coperto con i pannelli in OSB
portico


l'interno ancora senza solaio
la coibentazione del tetto
l'areazione del tetto
l'interno con il solaio
e per oggi ci fermiamo qui, se no la zuppa diventa lunga e può venire a noia...

martedì 23 novembre 2010

* Perseguitati???

Cari amici, è tanto che non scriviamo, i motivi sono sempre i soliti: poco tempo, cattiva connessione, impegni legati alla costruzione della casa, e le esigenze della gnoma, ma a questi da un po' di tempo se ne sono aggiunti altri due, l'amarezza e l'abbattimento dovuti all'atmosfera che ci siamo trovati a vivere qui, da quando siamo ormeggiati ai nuovi pontili.

I soci del nostro circolo non capiscono né condividono la nostra scelta di vita e ci guardano in cagnesco.
Da quando abbiamo avuto questi sospirati pontili è finita la pace.
Appena prima che ci trasferissimo di nuovo a bordo ci è stato detto: "Non lo dite in giro che vivete a bordo, sai, non è mica normale" (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!) Cosa è normale allora??? In tutto il mondo migliaia di persone vivono sulle barche, in mare o sui fiumi, ma qui non è considerato una cosa normale, anzi si è "strani", "diversi" e per questo forse "potenzialmente pericolosi"... del resto,  come ci ha fatto notare la stessa persona di cui sopra, "non è mica obbligatorio vivere in barca" (!!!!!!), ma perché? è forse invece obbligatorio vivere in una casa di mattoni e cemento?
Questa la premessa, vi lascio immaginare l'atmosfera che si respira qui.

Inoltre negli ultimi due mesi ci sono stati dei fenomeni di elettrolisi per correnti galvaniche che hanno procurato dei danni a due barche vicine alla nostra. Dato che noi abbiamo un isolatore galvanico (montato anni fa proprio per evitare fenomeni del genere, frequenti quando si è attaccati con la 220v a banchina) non abbiamo avuto problemi, ma si sono formati degli agglomerati di ossido di zinco sotto la nostra barca, e in base a questo e ad altre presunte "prove", ci stanno tartassando pretendendo che ci prendiamo la colpa di questa faccenda, procurandoci fastidi e preoccupazioni, per esempio, ci hanno staccato la corrente, e per fortuna noi abbiamo potuto attaccarci al circolo vicino.
Intanto la casa ancora non è pronta, perché altrimenti ce ne saremmo già andati via. I lavori, come sempre succede, hanno subito dei ritardi.
L'ultima novità è arrivata venerdì, dopo una riunione dei soci del circolo: vogliono modificare il regolamento inserendo il divieto di abitare a bordo delle barche perché "uno che vive a bordo di una barca, poi chissà cosa ci fa"...
Preciso, casomai ce ne fosse bisogno, che non esiste una legge in Italia che vieti di vivere a bordo di un'imbarcazione (come farebbero altrimenti quelli che lavorano tutto l'anno sulle barche?), né che obblighi le persone a vivere in una casa sulla terraferma.

In 5 anni che viviamo sulla nostra barca, ormeggiati qui e là, tra diversi Yacht club e marina, MAI, abbiamo trovato atteggiamenti del genere nei nostri confronti, e noi che avevamo fatto questa scelta aspirando ad un tipo di vita che fosse ispirata da quello che il mare può insegnare, ora non vediamo l'ora di andare via...

Non avrei mai detto di poter arrivare a pronunciare una frase del genere, ma nella vita mai dire mai, vero?

giovedì 2 settembre 2010

* Adottiamo una tartaruga e aiutiamo Fondazione Cetacea!

*NOTA: Questo post era programmato per essere pubblicato il 24 di agosto. Non so cosa sia successo, ma è evidente che non è stato pubblicato, visto che porta la data di oggi! Mi scuso per il ritardo, di cui mi rammarico moltissimo, visto che intendevo fare, nel mio piccolo, qualcosa per aiutare la Fondazione.


Il 18 agosto scorso sul Corriere di Bologna on line è stato pubblicato un articolo sul rischio di chiusura di Fondazione Cetacea. Marco Affronte, il suo responsabile scientifico, nel suo blog Storie di mare ne ha parlato tanto, qui e qui.


La Fondazione è una bellissima e sana realtà dedicata alla salvaguardia dell'ambiente marino, che è patrimonio di noi tutti, non lasciamo che muoia!
Ognuno di noi può fare un piccolo, ma significativo, gesto per aiutarli: è possibile fare una donazione o adottare a distanza una delle tartarughe ricoverate presso il loro ospedale.



Un gesto semplice che sosterrà la Fondazione, impedendo (speriamo!!!) che chiuda e che le persone che ci lavorano con passione da tanti anni debbano arrendersi e gettare la spugna (al momento sono senza stipendio da 6 mesi!!), lasciando orfane  di cure queste splendide creature a rischio di estinzione, insieme a tutti i cetacei che fin'ora hanno aiutato a riprendere il mare.

mercoledì 1 settembre 2010

* Gita in Garfagnana

Domenica scorsa abbiamo fatto una "giratina", come si dice da queste parti, meta la montagna, per evitare il caos del rientro dovuto alla fine del mese vacanziero per eccellenza.
Ci siamo diretti verso la Garfagnana, con l'iniziale intenzione di andare al Lago di Vagli, poi dopo aver sbagliato strada due volte abbiamo capito che evidentemente il "caos" ci spingeva in un'altra direzione.
Cammina cammina siamo arrivati a Bagni di Lucca, dove dei cartelli che dicevano "Montefegatesi", "Pratofiorito", "Orrido di Botri", hanno acceso la memoria del Capitano che in questi posti veniva a fare le scampagnate con la sua famiglia da bambino!

Montefegatesi
Dunque, curva a gomito dopo curva a gomito, su per la strada in mezzo ai boschi con l'aria sempre più frizzante che entrava dai finestrini della macchina, siamo arrivati in vista del monte di Pratofiorito, una curiosa montagna senza alberi, e poi al paesino arroccato di Montefegatesi, a 842 mt sul livello del mare.

Montefegatesi vista dall'alto
Da questo piccolo e grazioso paesino, dove chiunque incontri ti dice "Buonasera" anche se sono le 11:00 del mattino, partono diversi sentieri per belle passeggiate.


Sicuramente chi abita qui sa come scovare magnifici funghi porcini, che poi vengono messi a seccare al sole.

Uno dei sentieri porta alla Riserva Naturale dell'Orrido di Botri, dove siamo andati successivamente.
All'Orrido, una bellissima gola calcarea scavata dall'acqua tra le cui pareti nidifica l'aquila reale, si arriva risalendo  la parte finale del Rio Pelago partendo da una località chiamata Ponte Gaio, dove c'è una trattoria, Il Nido dell'Aquila, che serve un'ottima polenta con i porcini, cinghiale in umido e varie altre bontà, e dove il "caos" ci ha fatto incontrare con i nostri amici e vicini di barca e l'amichetto di pontile di Sara, Diego!

L'ampia area è anche attrezzata per chi invece sceglie di fare un pic nic all'ombra dei castagni e dei lecci.
Al torrente, per la risalita verso l'Orrido, si accede pagando un ingresso e dopo aver noleggiato un casco antinfortuni: quando il Capitano ci andava da bambino era possibile fare la faticosa e pericolosa escursione senza nessuna protezione, oggi c'è la Forestale che veglia sui trekker!
Flora e fauna sono molto ricche, e noi siamo stati molto fortunati, "Gaia" ci premia non solo quando andiamo per mare: abbiamo intravisto una coppia di caprioli!

Nella fretta di scattare sono venuti a fuoco gli alberi, ma almeno ci resta un ricordo di questo bellissimo incontro!
E poi farfalle
e tanti bei fiori e piante

Sara ha buttato qualche sassolino ben levigato nell'acqua cristallina del torrente

poi, ci siamo trovati un bel prato tutto per noi

dove Sara e il suo babbo hanno goduto della reciproca presenza

Proprio una bella giornata! "Gaia" è ricca di bellezze, che siano marine o terrestri.