mercoledì 4 novembre 2009

* Le famiglie crescono e le barche cambiano... anche il Topkapi

Anche il nostro amico blogger Cicciopettola (al secolo Davide) vende la sua bella Caipiriha, Topkapi.


Anche lui, come noi, lo fa a malincuore, ma la famiglia cresce e le esigenze cambiano.
QUI trovate la scheda tecnica della barca e altre foto...


In bocca al lupo, Davide!

domenica 11 ottobre 2009

* Piccolo spazio pubblicità... tempo di cambiamenti!


Un anno fa si era fatta in noi strada l'idea di cambiare barca, per poter navigare verso lidi più lontani in maggior sicurezza e comfort, dunque, seppur a malincuore e timidamente, abbiamo messo la nostra amata Filibusta in vendita.
La notizia dell'arrivo di Sara ha rafforzato quest'idea: la Filibusta ha solo 3 cabine, ce ne serve una quarta per poter continuare ad organizzare crociere con la nostra Associazione Velica, in più è un X-Yachts, un tipo di barca piuttosto sportiva (e chi conosce le barche a vela questo lo sa già), ora ci vuole una barca più propriamente "da crociera", diciamo che da una specie di Ferrari del mare bisogna passare ad una "station vagon"!
Per il futuro abbiamo un progetto ambizioso e impegnativo (molto impegnativo!): autocostruire una barca in ferro, e siamo orientati verso un Samoa 47... ma prima bisogna vendere, altrimenti non abbiamo le risorse per realizzarlo.
A fronte di queste riflessioni la decisione di vendere si è fatta più impellente, dunque ci siamo mossi mettendo annunci su tutti i siti specializzati, e ora è giunto il momento di farlo anche qui.
Ci rivolgiamo in particolare ai nostri amici blogger di mare: se vi sarà possibile far circolare la notizia ci darete una mano.
Questa è la Filibusta


la nostra casa da più di quattro anni; molto amata, durante questo tempo è stata curata costantemente, ha subito un continuo refit con materiali di ottima qualità, è esente da osmosi ed è, lasciatecelo dire, perfetta, dagli impianti di bordo, completamente rifatti e revisionati, alle attrezzature e le manovre.

In questa foto, più recente, si vede il radar spostato dal rollbar sull'albero.


Anche gli interni, in teak, sono stati tutti rifatti, così come le tappezzerie e il materasso armatoriale.




QUI ci sono altre foto degli interni, e QUI una scheda tecnica della barca...



E ora non ci resta che incrociare le dita e attendere gli eventi...

giovedì 17 settembre 2009

Pandemia... del guadagno


Vignetta di Joshua Held fonte www.aduc.it

Dopo l'influenza aviaria dello scorso anno, ultimamente non si sente parlare d'altro... la "terribile" influenza A/H1N1, comunemente conosciuta come "suina", magari l'anno prossimo ci sarà la "caprina" e poi forse anche la "pecorina"...

Stamattina, a tal proposito, ho ricevuto una mail che copio e incollo qui, perché mi sembra esaustiva, illuminante e chiarificatrice...

"2000 persone contraggono l'influenza suina e ci si mette la mascherina... 25 milioni di persone con AIDS e non ci si mette il preservativo...

PANDEMIA DI LUCRO
Che interessi economici si muovono dietro l'influenza suina?

Nel mondo, ogni anno, muoiono milioni di persone, vittime della malaria..
I notiziari di questo non parlano...

Nel mondo, ogni anno muoiono due milioni di bambini per diarrea che si potrebbe evitare con un semplice rimedio che costa 25 centesimi..
I notiziari di questo non parlano...

Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici, provocano la morte di 10 milioni di persone ogni anno.
I notiziari di questo non parlano...

Ma quando comparve la famosa influenza dei polli... i notiziari mondiali si inondarono di notizie... un'epidemia e più pericolosa di tutte, una pandemia!
Non si parlava d'altro, nonostante questa influenza causò la morte di 250 persone in 10 anni...
25 morti l'anno!!

L'influenza comune, uccide ogni anno mezzo milione di persone nel mondo....
Mezzo milione contro 25.

E quindi perché un così grande scandalo con l'influenza dei polli? Perché dietro questi polli c'era un "grande gallo".
La casa farmaceutica internazionale Roche con il suo famoso Tamiflu, vendette milioni di dosi ai paesi asiatici. Nonostante il vaccino fosse di dubbia efficacia, il governo britannico comprò 14 milioni di dosi a scopo preventivo per la sua popolazione.
Con questa influenza, Roche e Relenza, ottennero milioni di dollari di lucro.

Prima con i polli, adesso con i suini: e così adesso è iniziata la psicosi dell'influenza suina.
E tutti i notiziari del mondo parlano di questo.
E allora viene da chiedersi: se dietro l'influenza dei polli c'era un grande gallo, non sarà che dietro l'influenza suina ci sia un "grande porco?".

L'impresa nord americana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflu.
Il principale azionista di questa impresa è niente meno che un personaggio sinistro, Donald Rumsfeld, segretario della difesa di Gorge Bush, artefice della guerra contro l'Iraq...

Gli azionisti di Roche e Relenza si stanno fregando le mani... felici per la nuova vendita milionaria.
La vera pandemia è il guadagno, gli enormi guadagni di questi mercenari della salute...

Se l'influenza suina è così terribile come dicono i mezzi di informazione, se l'Organizzazione Mondiale della Salute (diretta dalla cinese Margaret Chan) è tanto preoccupata, perché non dichiara un problema di salute pubblica mondiale e autorizza la produzione farmaci generici per combatterla?
Dott. Francesco Buoncristiani"

Vignetta di Joshua Held fonte www.aduc.it

E per le neomamme come me sarebbe opportuno leggere questo post: Lettera ai genitori sulla "Nuova Influenza"

venerdì 11 settembre 2009

Black and white

A rischio di diventare monotematici...


Per ora non si naviga, quindi storie di mare non ne abbiamo da raccontare.
Il nostro orizzonte quotidiano è lei...


questa delfinetta che ha già raggiunto quota 4 kg in 20 giorni...
l'appetito non le manca, e le notti in bianco non si contano, tra reflusso e colichette...



quando è sveglia mangerebbe di continuo, anche se a volte i dolori al pancino la rendono irritabile e nervosa e la trasformano in un'aquilotta urlante rossa come un peperone...

(Micia la vedi la tua copertina nella foto qui sopra?)

ma quando è tranquilla, o dorme è un vero spettacolo...

e in questo mi aiuta molto tenerla nella fascia marsupio, dove dorme serena in una posizione pancia-pancia che le evita rigurgiti acidi e doloretti...

ci piacerebbe portarla al mare, però è ancora troppo piccina, aspetteremo i tre mesi e ci accontenteremo della piscina...

domenica 23 agosto 2009

19 agosto 2009... Sara


19/08/2009 h 8:50... arriva Sara, 3,380 kg...
Oggi approfitto di un attimo di sosta dalla mia attività semi permanente di "latteria", con la nostra piccola caramella che dorme arrampicata sulla mia spalla sinistra, come una scimmietta affacciata al balcone... la sua posizione preferita, quando non si avventa sulla tetta!
sembra non voglia staccarsi nemmeno un attimo, ma ci hanno detto che è normale: il passaggio "dentro - fuori pancia" va in qualche modo compensato...
qualche altra foto...







ciao a tutti da Sara pappa-cacca-nanna!*

*e Movida mi perdoni per la copia, ma qui ci voleva, e non solo per l'omonimia!

giovedì 13 agosto 2009

* Che succede alle tartarughe in Adriatico?

Già in un'altra occasione vi ho parlato della Fondazione Cetacea e di Marco Affronte, suo responsabile scientifico. Da aprile di quest'anno la Fondazione ha una nuova sede aperta al pubblico con un Ospedale delle Tartarughe. Nel mese di maggio è stato inaugurato "Adria - Centro di Recupero Animali marini e di Divulgazione sull’Adriatico", sempre a ingresso libero.
L'Ospedale delle Tartarughe è stato da subito impegnato in un super lavoro, come racconta Marco nel suo blog: durante l'estate, sulle coste dell’Adriatico settentrionale, le tartarughe spiaggiano spesso, di solito sono carcasse di animali già morti e portati a riva dalle correnti, oppure ogni tanto si tratta di una tartaruga viva ma in difficoltà: viene segnalata, recuperata e ricoverata nel centro di Fondazione Cetacea.
Ma a partire dalla fine di giugno la situazione ha preso una piega drammatica: sono arrivate al centro piccole tartarughe, sempre più numerose, molto debilitate e completamente ricoperte da balani, più comunemente conosciuti come "denti di cane".
I denti di cane sono crostacei, dalla conchiglia chiara e durissima, vivono attaccati a superfici mobili, come le chiglie delle barche e... il guscio delle tartarughe.

E’ una cosa normale trovarne sul guscio delle tartarughe, ma quando queste creature si ammalano si muovono poco, i balani si moltiplicano e si espandono anche alla pelle delle zampe, del collo, del testa, a volte addirittura agli occhi e sulla lingua!


Durante tutto il mese di luglio e fino ad oggi i ricoveri sono aumentati vertiginosamente, mettendo il centro in seria difficoltà anche per problemi di spazio, fino ad arrivare a metterlo "in ginocchio" come sottolinea appunto Marco nel suo ultimo post.


La cura di queste piccole è per fortuna abbastanza semplice e rapida: trascorrono due o tre giorni in acqua dolce, in modo che i balani e gli altri organismi sul corpo muoiano, e pian piano cadano. Nel frattempo seguono una dieta ingrassante a base di pesce e calamari per ritrovare le energie e la forma.
La cosa peggiore è che non si conosce la causa di questo fenomeno: viene descritto come "Sindrome delle Tartarughe debilitate", individuata e studiata già da diversi anni, ma non se conoscono le cause; la comunità scientifica mondiale messa al corrente ha dato sempre la stessa risposta: "il fenomeno è noto ma non si conoscono le cause, le nostre tartarughe erano tutte più grandi delle vostre".

Ora la Fondazione e il suo Ospedale hanno bisogno di aiuto, soprattutto economico.
Chi volesse dargli una mano può andare qui per fare una donazione, ma hanno bisogno anche di persone che abitano a Ravenna, Cervia, Cesenatico, Pesaro, Fano, Senigallia e che siano disponibili, in caso di ritrovamento di tartarughe ad andare sul posto, recuperarle, e portargliele a Riccione, dove hanno la sede.
E' possibile scrivere a Marco Affonte all'indirizzo email:
ambientemare[at]fondazionecetacea.org ([at] sta per chiocciolina).

Per dare una piccola spinta a chi tituba... lo sapete che le tartarughe mangiano, tra le altre cose, le meduse??? (oltre a buste di plastica, probabilmente scambiate appunto per meduse, a tappi ed altri oggetti di plastica, che noi umani imbecilli buttiamo in mare)
...se le tartarughe continuano ad ammalarsi e a morire, le meduse aumenteranno a dismisura!!!

lunedì 3 agosto 2009

* Quanto vale il mare?

Vinco la difficoltà a scrivere per segnalare un'iniziativa di Marevivo, di cui sono venuta a conoscenza grazie a Belva e al suo blog Winnie the blue.
Una campagna di sensibilizzazione contro l'abbandono dei mozziconi di sigaretta sulle spiagge, a mio parere, molto importante e che dovrebbe essere estesa anche alle strade.


Ogni anno migliaia di rifiuti vengono abbandonati sulle spiagge o gettati in mare per distrazione, disinteresse e spesso per l’assoluta inconsapevolezza delle conseguenze che ne possono derivare. Secondo i dati stilati dall’UNEP, Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite, i mozziconi sono una grossa fetta della spazzatura “colposa”, circa il 37% dell’immondizia raccolta nel Mar Mediterraneo. Sono milioni le cicche che in un solo anno vengono abbandonate sulle spiagge con gravi ripercussioni sull’ambiente; basti pensare che un solo mozzicone, con il suo contenuto di catrame e nicotina e il filtro, che impiega da uno a cinque anni per degradarsi, può arrivare ad inquinare un metro cubo d’acqua.

Nasce così “Ma il mare non vale una cicca?”, campagna nazionale contro l’abbandono dei mozziconi in spiaggia promossa in collaborazione con la Japan Tabacco International Italia, il Sindacato Italiano Balneari e patrocinata dalle Capitanerie di Porto della Guardia Costiera.
L’8 e il 9 agosto verranno distribuiti in un centinaio spiagge di tutta Italia, 40mila posacenere portatili, con tanto di brochure informativa. Il tutto, ovviamente, riutilizzabile, lavabile e riciclabile.

"L’obiettivo della campagna è modificare certe abitudini che nascono quasi sempre dall’inconsapevolezza dei danni che provocano – spiega Rosalba Giugni presidente di Marevivo – dobbiamo renderci conto di quanto un solo semplice gesto possa incidere nel delicato equilibrio della natura e di quanto sia importante e stretto il rapporto che lega l’uomo all’ambiente che lo circonda".

E, questo l'aggiungo io, non bisognerebbe abbandonare (né in spiaggia, né in mare, né per strada) nemmeno i fazzoletti di carta! quante volte ho sentito dire "...tanto è cellulosa...", ci mettono almeno 4 settimane a biodegradarsi, per non parlare delle gomme da masticare (minimo 5 anni), che oltre ad attaccarsi sotto le scarpe o, peggio, sui teli di spugna, imbrattano irrimediabilmente le strade...
Ma dico io, che costa il semplice gesto di buttare le cose nei cestini????? o, in mancanza, di aspettare di arrivare a casa e usare la propria pattumiera??