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venerdì 22 maggio 2009

* Pubblicità per niente occulta: Casafòra

Oggi voglio parlarvi del ristorante dei miei cognati, Silvia e Stefano, perché è un posto accogliente dove si respira un'aria familiare grazie alla schiettissima simpatia di Silvia e alla cucina viareggina di Stefano.
E' il ristorante dove abbiamo pranzato quando io e il Capitano ci siamo sposati, forse qualcuno ricorderà le foto che abbiamo scattato lì in quell'occasione.
Casafòra si trova nel bellissimo parco di Migliarino, a Marina di Vecchiano, sulla spiaggia che sta tra il fiume Serchio e Viareggio.
E' proprio su questa spiaggia che Stefano, che oltre ad essere un ottimo cuoco ha anche uno spirito creativo notevole, raccoglie rami di tutte le dimensioni e fogge portati dal fiume e spiaggiati dalle mareggiate invernali, dando vita a fantasiose composizioni come l'insegna del ristorante

le lampade che arredano l'interno



La sala interna circolare, dai colori caldi e accoglienti, è piena di oggetti curiosi che rimandano al mare e alla natura rigogliosa della tenuta che ospita il ristorante


Ci si può perdere ad osservare ogni piccolo dettaglio, frutto di una ricerca appassionata dei due proprietari

Nelle belle giornate di primavera e dell'autunno, per non parlare di quelle estive, ci si gode, a scelta, il sole o l'ombra sull'ampia terrazza esterna

circondata dalle piante tipiche della macchia mediterranea, come il cisto ,il fiore che sembra fatto di carta velina


dove a volte si fanno incontri ravvicinatissimi, come con questa bella e audace ballerina bianca
(a noi è capitato addirittura che ci attraversasse la strada una mamma daino con piccolino al seguito!)



e dove l'atmosfera diventa assai suggestiva di sera al lume delle candele...

La cucina di ispirazione viareggina è, naturalmente a base di pesce freschissimo, ma è possibile gustare anche un ottimo ragù e bistecche di mucco pisano, una razza originaria della zona compresa tra la Tenuta di San Rossore, San Giuliano Terme, Pontasserchio e Migliarino Pisano allevata soprattutto allo stato semibrado.
Io e il Capitano ci andiamo abbastanza di frequente, l'ultima volta sono stata pizzicata a fine giornata in flagrante reato di "intrufolamento nelle cucine e assaggio"


Insomma noi siamo di parte certo, ma se capitate da quelle parti e siete amanti della buona cucina nonché della verace simpatia dei toscani allora ve lo consigliamo...

e se dite che vi mandiamo noi, di sicuro avrete un piccolo sconto!

domenica 17 maggio 2009

* E diventarono terrestri...

I Filibustieri, con delfinetta nella pancia, hanno trovato casa e sono diventati "terrestri"...
la nostra "terrestritudine" durerà un anno, al massimo un anno e mezzo, poi si vedrà...
L'intenzione è di tornare sulla Filibusta al più presto ovviamente, già ci manca, ma nella casa terrestre si sta bene: in una palazzina a due piani, con tanto verde intorno, due stanze con cucina e bagno, inutile dire che a noi sembra enorme!
L'abbiamo trovata in un posto tranquillo dove si sentono di più i cinguettii dei passerotti e delle rondini e il tubare delle tortore, che i rumori delle auto e dei motorini che passano per strada poco di frequente, è molto luminosa ed esposta a sud, ha finestre in tutte le (poche) stanze, ha persino due piccoli balconi che abbiamo immediatamente fornito di portavasi con gerani, verbene e piantine aromatiche (perché anche a terra si continua a cucinare!), ed in ultimo, ma cosa più importante di tutte, è vicinissima al mare! si arriva a piedi in cinque minuti ad una piccola spiaggia di sassi, non molto agevole ma con l'acqua cristallina, in modo da non sentire troppa nostalgia...
ecco uno scatto rubato durante il trasloco

questa credenza "old style" che si trova in cucina è, secondo me, il mobile più bello della casa.
Al momento, l'unica cosa di cui ci possiamo lamentare è il forno: è elettrico e la cucina è di quelle dette "economiche", non si scalda abbastanza, al massimo raggiunge i 230° e li mantiene a fatica, ieri sera abbiamo fatto la pizza... la più orrenda che mi sia mai capitato di preparare! bleach!
Domani provo col pane... speriamo bene!
Per il resto... abbiamo pure le zanzariere dappertutto!!! che vogliamo di più!

giovedì 7 maggio 2009

* Prima crociera primaverile

In enorme ritardo, eccomi qui, a raccontarvi della tanto sospirata prima crociera della stagione, iniziata e proseguita senza sole e con tempaccio... ma comunque prodiga, come leggerete, di belle cose.
Siamo partiti per l'Elba il 22 aprile, cielo nuvolo e poco vento, onda formata di traverso: meglio non dire l'effetto che ha avuto sul mio stomaco che, come oramai sa chi ci segue regolarmente, è diventato ipersensibile. Speravamo in un miglioramento nei giorni a venire, anche confortati dalle previsioni che non erano malvagie, e poi aspettavamo Elena e Vincenzo che meritavano un po' di sole... e invece sole ne abbiamo visto poco e il tempo è stato così incostante e perturbato che i poveri meteorologi si saranno messi le mani nei capelli... non ne hanno azzeccata una che fosse una! soprattutto per quanto riguarda il vento che non solo è stato forte, ma ha soffiato quasi sempre da una direzione diversa da quella prevista... beh, è la primavera, e nessuno si azzardi più a dire che non esiste!
Per farvi un'idea, guardate che nuvoloni incombono alle spalle del nostro amico Ale


incrociato uscendo dalla rada di Portoferraio...
Nei giorni successivi il sole si è concesso solo insieme a un vento ghiaccio che non permetteva di goderselo granché, finché il cattivo tempo non ci ha costretti a restare fermi in porto a Marciana Marina per diversi giorni... e lì abbiamo stretto belle amicizie di pontile, ma solo con questa canina


e con un tordo pavone che difendeva il suo territorio tra le rocce,


perché il resto dei velisti erano tedeschi e tutti ingrugniti! Gli unici italiani che hanno ormeggiato accanto a noi, a causa del vento forte ci sono venuti addosso dando una botta sul musone di prua che ci ha fatto letteralmente saltare da tavola (stavamo pranzando)... un gran rumore ma nessun danno per noi (il musone in acciaio hand made del Capitano ha incassato benissimo il colpo), per loro un bel buco nel gelcoat dell'opera morta...
Quando finalmente i venti da sud ci hanno lasciato in pace e si è alzato un bel maestrale ci siamo spostati di nuovo in rada a Portoferraio e finalmente il 2 maggio c'è stata la tanto agognata giornata di sole pieno, caldo e senza vento freddo!
Da Portoferraio siamo andati verso la baia di Viticcio, e ... delfini!!!! tursiopi, per la precisione ( e se no, che lavagnetta sono!)






A Viticcio abbiamo fatto il nostro primo bagno!!! lo strumento di bordo segnava una temperatura dell'acqua di 18,4°, ma era troppo invitante e poi faceva finalmente caldo: il Capitano quasi per forza, munito di muta, per controllare l'elica che faceva uno strano rumore (infatti ci si era arrotolata una fascetta di plastica, di quelle per legare le merci sui pallet!!!), io e la delfina nella pancia, con la mia muta naturale di ciccia, siamo rimaste nell'acqua quasi un quarto d'ora.. in superficie era quasi tiepidina...

Dopo aver passato questa bellissima giornata, la prima in cui la nausea mi ha anche lasciata un po' in pace, all'1:30 della notte, mentre eravamo all'ancora in rada a Portoferraio, si è scatenato un temporale fortissimo, vento con raffiche a 35 nodi e onda di almeno un metro di prua (e chi va per mare sa bene come balla la barca in queste condizioni), il tutto è durato un'oretta e mezza, tra barche che aravano e che fuggivano per evitare di venire travolte da un'enorme tre alberi che aveva perso l'ormeggio... la nostra ancora Delta ha tenuto bene, non così bene il mio stomaco e il mio intestino che hanno deciso di allearsi e di farmi espellere in vari modi la cena fatta 5 ore prima! povera me!
Poi tutto si è calmato e noi abbiamo potuto dormire fino alle 7:00, ora prevista per partire per il rientro...
La traversata verso Livorno è stata caratterizzata da un bel vento che ci ha permesso di navigare a vela per la metà del tempo e da due begli incontri:
un pesce luna


qui non si vede un granché bene, perché è scappato via quasi subito, ma forse molti di voi li avranno visti all'Acquario di Genova dove ce ne sono due begli esemplari.
I pesci luna spesso nelle giornate di sole nuotano in prossimità della superficie, e visti da una barca, possono esser confusi con gli squali, dato che se ne vede soltanto una pinna, ma sono del tutto inoffensivi. (Qui una foto in cui si vede per intero).
Si nutrono di plancton, di piccoli pesci e di meduse, e l'incontro successivo forse spiega la presenza di questo esemplare, le vedete queste migliaia di bollicine in superficie?


ingrandite la foto... non sono per niente bollicine, ma Velelle, dette anche Barchette di San Pietro; si tratta di una colonia di idrozoi a forma di dischetto ovale di un bel blu intenso e del diametro di 4-7 cm, sormontato da una cresta verticale che sembra una minuscola vela (da cui appunto il nome "velella"). 
Al disotto della vela verticale, composta dalla forma medusoide, sono presenti vari idrozoi che svolgono diverse funzioni nutritive, difensive e riproduttive.
Le velelle vivono in alto mare, ma sospinte da venti e correnti si possono trovare anche vicino alla costa, e finiscono spiaggiate a migliaia. Tra i tentacoli vivono alghe simbionti. Le velelle inoltre hanno una caratteristica assolutamente eccezionale per un animale marino: sono in grado di respirare aria atmosferica!
Ne ho presa qualcuna con un secchio per fotografarle da vicino e poi le ho ributtate in mare, eccole:




lunedì 20 aprile 2009

* Il rosa è un colore che proprio non amo, ma...

... non c'è problema, perché tutte le gradazioni diVERDE, di ROSSO, di B LU, di GIALLO mi sono sempre piaciute!!

ehehehe...
il delfino che nuota nella mia pancia, e che ora si fa sentire distintamente...
E' UNA BAMBINA!!!
siamo tutti felici, ma non chiedeteci come la chiameremo, perché ancora non lo abbiamo deciso, stiamo metabolizzando alcune opzioni... vedremo...
ed ora ecco la sua PRIMA, PRIMISSIMA foto!!!!


sembra una mummietta egiziana, forse anche a causa del colore [;o)], ma quando l'ecografo è passato senza preavviso alla risoluzione in 3D, per me e il Capitano è stato davvero emozionante!

sabato 11 aprile 2009

* Cartoline da Barcellona

Leggendo qui e là consigli e suggerimenti per il periodo della gestazione ho trovato: "il terzo trimestre è il periodo giusto per fare dei viaggi"...

Non ce lo siamo fatti ripetere due volte: meta Barcellona! a trovare una mia cugina che vive lì ormai da sei anni (ehehehe, uno dei vantaggi di avere una famiglia numerosa: cugini sparsi ovunque e pronti ad ospitarti!).

Erano anni che desideravo ammirare dal vivo le opere geniali di Gaudì, ora il desiderio è esaudito: abbiamo visitato l'eterna fabbrica della Sagrada Familia, che, vista la mole del progetto, procede velocemente ed è spettacolare, magnifica nella sua concezione.


Gli interni sono un'esplosione verso l'alto, con giochi di luce e forme ispirate ad alberi stilizzati di grande suggestione.




Gaudì si ispirava alla natura in tutte le sue forme e non lasciava nulla al caso, tra le decine di animali raffigurati sulle due facciate esterne ha rappresentato anche rane e camaleonti, e il portale della facciata della natività è incorniciato da due colonne: quella verso terra è sorretta da una tartaruga di terra, quella verso mare da una testuggine.


Altra opera di Gaudì è la bellissima Casa Batllò le cui soluzioni interne sono sorprendenti, ho scattato tantissime foto ma è vietato pubblicarle, per cui mi limito a queste della facciata, vi assicuro che vale la pena visitarla.


Il Parc Güell invece mi ha un po' deluso: le pur belle tracce di Gaudì spariscono nella confusione di gente, polvere dei viali e vegetazione poco curata.


Altra bellissima espressione del modernismo è il Palazzo della Musica Catalana, magnifica sala per concerti progettata da Lluis Domenech y Motaner tra il 1905 e il 1908.

Da non perdere è il Mercato della Boqueria, merita anzi più di una visita: c’è da perdersi tra colori e profumi, anche se ci sono troppi turisti.

In questo mercato è possibile trovare banchi fornitissimi di pesce, verdure e splendidi prosciutti e salumi dai prezzi da capogiro (anche 145 € al kilo!) affettati rigorosamente a mano, tra cui il famoso jamon iberico, che io non ho potuto assaggiare (a causa del rischio toxoplasmosi) ma solo annusare... a giudicare dal profumo e dalle quantità ingurgitate dal Capitano doveva essere magnifico! Però mi sono rifatta con il pesce, una delle poche cose che potevo mangiare fuori casa! Ne ho mangiato talmente tanto che mi è venuto a noia, cosa che non credevo possibile!

Una delle cose che ho apprezzato di più in questi 5 giorni è stato il clima: la primavera a Barcellona è già arrivata da un po’ e, a parte due giorni più ventosi, il sole ci ha scaldato per bene, peccato non aver potuto girellare quanto avrei voluto: nel mio stato mi stanco molto più facilmente di prima, per non parlare della necessità di un bagno almeno ogni due ore…

Tuttavia sono stata benissimo; Barcellona è una città molto vivace, i collegamenti sono semplicissimi ed efficaci grazie alla rete metropolitana, i prezzi per il cibo sono mediamente inferiori rispetto all’Italia, mia cugina ci ha accolti e coccolati nella sua bella casetta, abbiamo potuto incontrare di nuovo una coppia di amici carissimi che vivono lì da un paio d’anni su una barca a vela al Port Olimpic, preparato pranzi e cenette a base di pesce, guardate per esempio questi scampi, quando li abbiamo comprati erano vivissimi!

Insomma pochi giorni ma goduti pienamente!

Ora qualche raccolta di foto, con scorci un po’ meno classici della città e la gente incontrata in giro…





giovedì 9 aprile 2009

* Vergogna e verità

In questi giorni avrei tante cose belle e leggére da scrivere, ma non ci riesco perché mi vergogno.
Mi vergogno dello schifo che viene fuori ogni giorno nella nostra Italietta, e questa volta è proprio il caso di dirlo, viene fuori dalla terra che si è squarciata e continua a tremare...
Come succede anche per cose più futili, la cosiddetta "informazione" racconta quello che vuole che si creda, non quello che si deve sapere... i numeri diffusi delle vittime, e parlo di morti ma anche di sfollati e dispersi, di questo tremendo terremoto, non sono veritieri, ma tendono a coprire una verità scomoda..., perché come ha detto qualcuno "è più conveniente economicamente gestire un dopoterremoto che non un'evacuazione preventiva".
Ma basta leggere i blog di chi abita, o meglio abitava, all'Aquila e dintorni che urla la vera verità...
Una di queste persone è Anna; racconta di una città che non c'è più... nei commenti qualcuno (pochi, rispetto a tutta la solidarietà suscitata) mette in dubbio la sua buona fede, ma io credo sia vero che esistono tanti tipi di sciacalli, oltre quelli che vanno a rubare nelle case abbandonate e semidistrutte ci sono anche quelli che sputano sentenze, che aggrediscono verbalmente, che non sono capaci di tacere quando è il momento, non hanno discrezione, sensibilità, non hanno rispetto...

mercoledì 8 aprile 2009

* Tornati alla boa... c'è una novità

La primavera fa capolino e le barche che hanno passato l'inverno sull'invaso tornano in acqua, dunque i legittimi assegnatari dei pochi ormeggi a banchina reclamano il loro posto, in più dal primo aprile (proprio une bel Pesce d'Aprile!!!!) la tariffa giornaliera è non raddoppiata (seeee!!!), ma triplicata, dunque abbiamo lasciato la comodità dello "scendidallapasserellaalpontile" e della colonnina che ci forniva corrente elettrica a 220V e acqua, di cui abbiamo goduto da metà dicembre ad oggi per affrontare i rigori e le piogge invernali, e a qualche giorno siamo tornati alla nostra boa al Muro del Pianto.
Però, c'è un però... che è una novità esplosiva, ma prima di svelarla è necessaria una premessa.
Normalmente durante i primi tre mesi di gravidanza è normale avere fenomeni di nausea e vomito mattutino (o anche durante il giorno); come molti di voi sapranno io sono stata particolarmente fortunata e ne ho sofferto moltissimo, però pensavo che, come dovrebbe accadere normalmente, dal 4°/5° mese in avanti questi fenomeni sarebbero prima cessati, poi scomparsi, anche perché escludevo del tutto che fossero legati in qualche modo al fatto che vivo su una barca. Invece NO!
Sicuramente si sono attutiti, ma passati mai... inoltre ho avuto la riprova che la barca c'entra eccome, ahimé: dal 23 al 28 marzo siamo stati a Barcellona (è la piccola vacanza terrestre di cui volevo raccontarvi, lo farò nel prossimo post, promesso!) a trovare una mia cugina che vive lì da ormai sei anni; beh, sono stata una meraviglia, niente nausea e niente vomitini mattutini, mi sono detta: -"Alé! sono finiti!" - se seeeee.... le ultime parole famose: siamo rientrati in barca il sabato sera, domenica mattina cinque secondi dopo essermi alzata dal letto sembravo la bimba dell'esorcista! e così anche nei giorni successivi, con nausee sporadiche annesse....
Ora questa situazione, insieme all'evidente difficoltà che ho a scendere e salire dalla murata della barca al barchino che ci serve per andare a terra, a causa del peso aumentato e della pancia che cresce, mi sono dovuta arrendere... ho capitolato... ed ecco la novità eclatante:
immagine tratta dal web
...in affitto, per ora per un anno, poi si vedrà...
Ne abbiamo viste un paio, rigorosamente fuori città e vicine al mare, se no come potremmo sopravvivere!
Prima però ci aspetta una navigata verso l'Elba, tra fine aprile e i primi di maggio... e speriamo che il mio stomaco si acquieti un poco nel frattempo.../div>

martedì 7 aprile 2009

* il terremoto...

Il drammatico terremoto che ieri ha raso al suolo mezza città dell'Aquila e interi paesi nei dintorni lascia senza parole, dunque oltre ad avere un pensiero per chi ha perso i propri cari, per chi è rimasto ferito, per chi ha perso la casa e non ha più nulla, per chi ha passato queste ultime due notti all'aperto scosso dalla paura, non so cosa dire... ma ognuno di noi nel suo piccolo può fare un gesto di solidarietà.
Seguo l'esempio di Alex che nel suo blog ha elencato una serie di numeri di conto corrente ed altri riferimenti per quanti volessero dare un contributo alle forze istituzionali che sono intervenute.


Conti correnti e donazioni
Dall'Italia si può mandare un sms al numero 48580 (tutti i gestori: Vodafone, Tim, Wind,...) e donare 1 euro. Chiamando lo stesso numero dalla rete fissa di Telekom Italia si possono donare 2 euro.
Il quotidiano "il Centro" di concerto con il gruppo editoriale Finegil-Repubblica-L'Espresso e con le Casse di risparmio dell'Aquila - Carispaq, di Pescara - Caripe e di Teramo - Tercas
lancia una sottoscrizione popolare per aiutare le famiglie abruzzesi sconvolte dal sisma.
Chiunque volesse contribuire con una somma in denaro può farlo utilizzando i numeri di conto corrente sotto elencati:

Banca CARISPAQ SPA
"Vittime terremoto L'Aquila"
Codice Iban: IT 53 Z 06040 15400 000 000 155 762

Banca CARIPE SPA
"Raccolta fondi pro terremotati d'Abruzzo"
Codice Iban: IT 19 B 06245 15410 000 000 000 468
presso Banca Caripe Spa Sede Pescara
Corso Vittorio Emanuele 102/104 - Pescara.

Banca TERCAS SPA
"Raccolta fondi pro terremotati d'Abruzzo"
Codice Iban: IT 48 L 06060 15300 CC 090 005 35 65
presso Banca Tercas Spa Sede Teramo
corso San Giorgio 36 - Teramo.

La Caritas diocesana Italiana ha istituito un fondo di solidarietà promuovendo una colletta per aiutare la popolazione abruzzese.
Per sostenere gli interventi in corso (causale “TERREMOTO ABRUZZO”) si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C POSTALE N. 347013 o tramite UNICREDIT BANCA DI ROMA S.P.A. IBAN IT38 K03002 05206 000401120727

Offerte sono possibili anche tramite altri canali:
Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012
Allianz Bank, via San Claudio 82, Roma - Iban: IT26 F035 8903 2003 0157 0306 097
Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113
CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)
Per effettuare donazioni alla Croce Rossa Italiana si possono utilizzare:
il Conto corrente bancario C/C n. 218020 presso Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati - Tesoreria - via San Nicola da Tolentino 67 - Roma, intestato a Croce Rossa Italiana via Toscana 12 - 00187 Roma, codice Iban IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020, causale pro terremoto Abruzzo;
il Conto corrente postale n. 300004 intestato a Croce Rossa Italiana via Toscana 12 - 00187 Roma, codice Iban IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004, causale pro terremoto Abruzzo.

Aiuti e raccolte
La Croce Rossa ha aperto la sala operativa nazionale di Legnano e i Centri interventi d'emergenza (Cie) di Verona, Roma, Potenza e Palermo per la raccolta di generi di prima necessità (coperte, vestiti, pannolini, latte in polvere, casse d'acqua) da spedire nelle zone terremotate. La Cri ha annunciato di avere già inviato nelle zona del disastro 10 mila coperte per fare fronte alle primissime esigenze delle persone rimaste senza abitazione.
L'associazione ambientalista "Fare ambiente" sta coordinando la raccolta di materiali di prima necessità presso la propria sede di Roma, in Via Nazionale, 243, tel. 06 48029924.
Numeri utili La Protezione civile Abruzzo ha messo a disposizione un numero verde attivo 24 ore su 24 per richiedere informazioni: 800860146. Resta attivo 24 ore su 24 anche il numero della Protezione civile Abruzzo: 80.35.55.
Per segnalazioni di offerte di alloggio alle persone terremotate potete scrivere un'email alla Protezione civile all'indirizzo ufficiovre@protezionecivile.it

La fonte delle notizie è Kataweb

giovedì 2 aprile 2009

* in attesa, pensando ai delfini...

In questi giorni un mio zio mi ha segnalato questo video, come tutti sa della mia passione per i cetacei.
In attesa di trovare il tempo di raccontarvi il nostro viaggio terrestre voglio condividerlo con voi...



lo stesso gioco che fanno questi delfini abbiamo avuto la fortuna di vederlo dal vivo fatto dai beluga che erano all'acquario di Valencia, dei bellissimi, ma tristi, beluga chiusi in una vasca troppo piccola per loro, che guardavano mestamente attraverso la grata che li divideva dalle otarie...

martedì 31 marzo 2009

* Amici del BLU

Dopo numerose promesse, scambi di mail e di incontri virtuali nei rispettivi blog domenica 22 marzo finalmente è avvenuto il tanto sospirato incontro con Kix, Simone e Belva appassionati del mare come noi, esperti subacquei ognuno con la sua predilezione particolare: Kix ama osservare le meravigliose creature marine piccole e grandi, e le immortala scattando fantastiche foto, mettendo a dura prova la pazienza di Simone, che invece ama immergersi alla ricerca appassionata di relitti, Belva adora avere il blu sopra la testa e intorno a sé, quel blu che lo rimette al mondo ogni volta vi si immerge o che semplicemente guarda da lontano.


Sono arrivati in fila indiana uno dietro l'altro, camminando sulla banchina carichi di doni, proprio come i Re Magi... doni golosi per i Filibustieri che li aspettavano a bordo e doni amorevoli per il piccolo delfino che nuota nella mia panciotta: una "bola chiama angeli", di quelle che si tengono appese al collo con un lungo filo perché si appoggino sul ventre e che muovendosi fanno un suono dolce e sottile che secondo le donne messicane trattiene gli angeli accanto al bimbo, e un libro di storie di mare per bambini...


non potevano essere più dolci e affettuosi!!!

Insieme a noi c'era Monica, soprannominata immediatamente "cuggì" da Belva in onore della nostra parentela, altra donna di mare che completava alla grande il gruppo di "malati del blu".
Quello che doveva essere un pranzo frugale a causa della cambusa semi vuota, in vista di una nostra imminente partenza per un viaggio terrestre (di cui racconterò nel prossimo post), a base di Pasta alla Siciliana della nonna Bianca, Spiedini di Involtini e Insalata di rinforzo, si è trasformato in un banchetto grazie a due bottiglie di Primitivo di Manduria, un puzzolentissimo e ottimo pecorino di fossa, e una profusione di mignon per tutti i gusti arrivati dritti dritti da Viterbo.
Le foto mancano... in quel momento né io né Kix abbiamo pensato a farle... troppa acquolina...
Il bel sole di inizio primavera, dopo pranzo ci ha spinto a smaltire le calorie ingerite e a fare una passeggiata seguendo la lunghissima banchina del porto di Livorno, dove da qualche giorno erano ormeggiate delle navi militari, che sono state prontamente visitate, e stavolta le foto (le uniche della giornata) ci sono!!!
Ecco due scatti che provano che sono venuti davvero, non me lo sono immaginato...




Una bellissima giornata... speriamo ce ne siano altre presto, la prossima tocca a noi...
Aggiunta delle 21:21... due cose: 1. mancava solo Tatuanja, della quale però ho potuto sentire la bellissima voce al telefono (davvero Tania, hai una bellissima voce);
2. Belva, ho dimenticato di raccontare qualcosa? mi sembrava che a tavola tu avessi detto con aria minacciosa: "Questa la racconto nel blog", forse qualcosa di compromettente per qualcuno? io proprio non me lo ricordo, pensaci tu!

lunedì 23 marzo 2009

1° Facebook User Sailing Event (I FUSE)


Andrea Messersì di NAVIGAMUS si è fatto coinvolgere nell'organizzazione della I° Facebook Users Sailing Event (su cui ha scritto un post a cui potete accedere cliccando sul link qui sopra) e ci ha chiesto di "rilanciare" sul nostro blog questa notizia.



Pur essendo dei pentiti di FB, nel senso che ci siamo stati per pochi mesi e poi abbiamo cancellato il nostro account per motivi su cui non mi dilungo perché sarebbe inutile e fuori luogo, ci prestiamo volentieri ad "ospitarlo".

Ecco qui il testo del suo comunicato:

1° Facebook User Sailing Event (I FUSE) - si chiamerà così il primo evento di vela completamente organizzato per mezzo del popolarissimo social network che sta “impazzando” nel nostro paese. Infatti tra gli appassionati di vela non sono pochi quelli che amano navigare ….. sul web! Al contrario, molti di loro avendo già familiarità con le moderne tecnologie nautiche (GPS, cartografia elettronica, bollettini meteo via satellite, PC a bordo ecc.), vedono il web come la naturale estensione di uno spazio infinito in cui mantenere ed alimentare i contatti con tutti gli amici del proprio equipaggio. In particolare su Facebook proliferano alcune centinaia di gruppi che spaziano dai fan dei principali team della Coppa America alle meno note squadre agonistiche locali passando per i semplici amanti del charter fino ad arrivare ai navigatori solitari. Da qui ad organizzare l’iniziativa il passo è stato breve (si fa per dire!) per Gianni “Tex” Tessaro che nei mesi passati ha creato e tenuto vivo il relativo gruppo facendolo crescere fino alla ragguardevole quota attuale di poco meno di 3000 velisti. Il programma della manifestazione prevede in linea di massima per sabato 16: distribuzione delle t-shirt della manifestazione, veleggiata, lunch alla fonda, aperitivo, buffet, festa serale danzante ed altre attività mentre domenica 17 l’evento si concluderà con una veleggiata/regata, lunch e premiazioni. L’evento è aperto a tutti, non serve essere “lupi di mare” nè avere una barca propria, è sufficiente quella di conoscenti oppure noleggiarla insieme gli amici o scegliere l’imbarco singolo alla cabina con una delle società che si sono rese disponibili per l'evento: Bamboo Sailing, Barcamica, Horca Myseria, Liguria Charter, Lungarotta, Malditerra Velaclub, Straripa. Insomma un weekend all’insegna della voglia di mare e di vela, della voglia di incontrarsi oltreché sul web anche in banchina ed in boa nella splendida cornice di Portovenere.
Per “imbarcarsi” in questa “avventura” scrivete a 1fuse@libero.it: riceverete le info dell’evento e un modulo d'iscrizione individuale.

giovedì 19 marzo 2009

* Il mare di fine inverno e la pesca col giacchio

Domenica scorsa siamo stati sulla spiaggia di Marina di Vecchiano, tra la foce del fiume Serchio e Viareggio.
La stanno pulendo, con le ruspe (!!!!), dall'enorme quantità di legna e bambù portati a mare dai fiumi vicini e poi risputati sulla spiaggia dalle mareggiate.
Purtroppo in mezzo alla massa di rifiuti naturali, oltre agli alberi interi, piuttosto inquietanti da vedere arenati sulla battigia, c'era tanta ma tanta schifezza prodotta dall'uomo: scarpe, scaldabagni, sedie rotte, copertoni con e senza cerchione, bombole del gas, e un immensa varietà di forme e dimensioni di oggetti di plastica.
Questo tristissimo spettacolo non l'ho immortalato, a differenza di Kix che lo ha fatto egregiamente in altri lidi (è proprio il caso di dirlo), potete vedere le sue bellissime foto qui.
Per fortuna c'erano altre cose belle da osservare e cogliere con il "terzo occhio".
Un gruppo di bellissimi cani che si allenavano al salvamento

e numerosi pescatori dediti al giacchio...


un'antica rete da pesca di forma circolare che viene lanciata a mano aiutandosi con una torsione del busto, un gesto che, se fatto a regola d'arte, risulta elegante e bellissimo da ammirare.


Il giacchio, chiamato anche iacco, jacco, sparviero o rezzaglio, si raccoglie con le mani utilizzando una procedura ben precisa che ne favorisce la successiva apertura al momento dell'uso e, una volta raccolta, si lancia in acqua aiutandosi con la torsione del busto. Il peso dei piombi posizionati nel perimetro esterno, fa si che l'estremità della rete cali velocemente in assetto parallelo alla superficie, mentre il centro che non ha pesi aggiuntivi, ma una corda per il recupero, forma il vertice di un grande cono che disorienta il pesce.
Una volta raggiunta la profondità sufficiente, il pescatore recupera la rete per mezzo della corda che ne permettono il restringimento all'estremità inferiore, chiudendo la base del cono e formando un sacco che imprigiona definitivamente il pesce, il quale può essere agevolmente issato a terra o a bordo della barca su cui ci si trova.



Quella col giacchio è un tipo di pesca antichissimo, di cui è documentato l'uso intensivo nelle acque del Lago Trasimeno fino alla fine del 1800, poi l'avvento di altri tipi di rete, più efficaci e meno impegnative fisicamente, ha definitivamente soppiantato questo affascinante strumento che oggi rimane soltanto una fonte di attrazione turistica, infatti è oggetto di una manifestazione con una gara di lancio.

In Italia ora è proibito nelle acque dolci o interne ma è ammesso, per legge, in mare ed è ancora utilizzato con successo nelle vicinanze delle le foci dei fiumi e dei torrenti.
Può avere una maglia e una circonferenza totale di varie dimensioni in relazione alla grandezza dei pesci che si intende pescare.
I giacchi più usati hanno una circonferenza di 14/16 metri, e vi si possono catturare anche cefali e spigole o altri pesci simili di notevoli dimensioni.

I pescatori che domenica erano sulla spiaggia prendevano dei pesciolini adatti alla frittura, che qui chiamano crognoli, probabilmente novellame di latterino, raccogliendoli in retini messi a mezz'acqua come questo qui sotto


usati per tenere i pesciolini vivi e puliti dalla sabbia



Tutte le informazioni storico-tecniche sul giacchio sono tratte dal sito http://www.rezzaglio.com dove, chi fosse interessato, può trovare moltissimo altro ancora.

Per finire tre immagini della legna e del bambù accumulatisi sulla spiaggia


qualcuno col bambù ha anche provato a farci una capanna...