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martedì 26 agosto 2008

* Vino, cibo, mare e vele... piccole cuoche crescono

Udite udite....
rullo di tamburi...
ho un annuncio da fare....
lo sapete che a Rosignano, precisamente a Cala de' Medici, già da cinque anni si organizza una manifestazione che mette insieme mare, vela, cibo e vino? (Franc buveuuuuuuur... mi senti??, anzi mi leggi?)
si tratta de la Rotta del Vino, una Regata velica enogastronomica durante la quale si misurano le abilità degli skipper e degli chef locali che, a bordo delle imbarcazioni, preparano le loro specialità, accompagnate dal vino della cantina abbinata alla barca, che al termine della competizione saranno presentate a una giuria enogastronomica.
ehehehe, lo so cosa state pensando, che partecipiamo anche noi alla regata... eh, no!

Durante la manifestazione anche per chi resta "a terra" e non partecipa alla regata, sono previste attività interessanti e divertenti, fra queste una "Scuola di Alta Cucina di Bordo" che prevede due corsi, uno il sabato e l'altro la domenica, per 30 persone....
ed ecco la notiziona...
il team per la Scuola di Alta Cucina di Bordo è così composto:

Martino Ragusa, enogastronomo dello staff dei Velisti per caso, presenterà le sue ricette e Claudio Ricci dell'Enopizza e Ristò di Rosignano Solvay, vincitore della prima edizione della regata della Rotta del Vino, ne mostrerà la preparazione; alla fine si farà un assaggio di tutte le preparazioni, il tutto in abbinamento ai vini dei Grandi Cru della costa toscana, guidati da un sommelier.
e io, l'anonimissima Valeria, sono stata coinvolta come esperta di cucina di bordo e velista!!!....

si cucina?
Dal 5 al 7 settembre, naturalmente con la Filibusta, saremo a Rosignano, a Cala de' Medici... chi vorrà potrà venire a trovarci!

giovedì 21 agosto 2008

* Non solo mare....

Oggi mi ha scritto Viviana B., che molti di voi conoscono perché è un'assidua frequentatrice di questo blog, con la quale condivido molte cose, tra cui l'amore e il rispetto per la natura.
A tal proposito mi fa piacere citare un suo pensiero che sposo in pieno: "...se solo noi uomini, che tanto spesso ci crediamo così superiori, trovassimo il coraggio di osservare davvero il mondo attorno a noi! Capiremmo che di "superiore" abbiamo ben poco, eccetto forse l'umanità, che però tanto spesso trascuriamo ed ignoriamo, concentrati sul nostro superbo ed infantile egocentrismo."
Di questa amara verità non mancano attorno a noi le dimostrazioni. Contro molte delle cattive azioni dei nostri simili siamo impotenti, ma riguardo ad altre almeno si può tentare di fare qualcosa, e qui torniamo a Viviana, che mi invita a fare qualcosa per le Marmotte.

Marmotta
Mi informa che la Provincia di Bolzano ha autorizzato l'abbattimento di 2000 marmotte adducendo che dei 44.000 esemplari censiti 25.580 stanno danneggiando gli alpeggi con le loro tane e che hanno sviluppato degli incisivi enormi e pericolosi a causa dei turisti che li nutrono a pane e biscotti, impigrendoli nella loro attività di roditori! Questa teoria evoluzionistica ha qualcosa di fantascientifico... poche decine di anni di turismo in Alto Adige fanno sviluppare i denti alle marmotte!!!
Il WWF è insorto, come si può leggere qui. E un articolo a firma di Anna Sandri apparso sulla Stampa del 18 Agosto 2008 spiega chiaramente tutta la situazione:

"L'amministrazione provinciale di Bolzano ha dato il via libera: nei prossimi giorni circa 4.000 cacciatori abbatteranno poco più di 2.000 marmotte.
Inevitabili le polemiche e gli appelli di animalisti e villeggianti. «Le marmotte - spiega il presidente della Provincia (e cacciatore), Luis Durnwalder -, stanno minando i verdi prati degli alpeggi destinati al pascolo e le tane rischiano di rompere l'equilibrio della flora». Il censimento delle marmotte a Bolzano si è appena concluso. «In tutta la provincia - ha sottolineato Giorgio Carmagnola, responsabile dell'ufficio caccia - sono stati censiti 44.118 esemplari; di questi, 25.580 stanno provocando i maggiori danni ai pascoli. Da qui l'esigenza di dare il via alla caccia».
La stagione venatoria aprirà il 1° settembre. Da notare che nel resto d'Italia la marmotta è una specie protetta, come sancisce una legge del 1992. Bolzano è finita al centro di polemiche, recentemente, per l'abbattimento a colpi di pistola di un cervo, finito tra i turisti nel centro della città: l'ufficio caccia non aveva fucili in grado di sparare dardi con anestetico. Che tu sia stambecco o marmotta, quando ti svegli comincia a correre altrimenti a sera non ci arrivi. La saggezza della savana può funzionare in Alto Adige, dove la vita è dura per le specie protette: di anno in anno, di deroga in deroga alle leggi nazionali e sovranazionali, animali che altrove sarebbero guardati con rispetto e contati con scrupolo finiscono nel mirino dei cacciatori.
Quest'anno la voce degli animalisti si alza più forte perché è fresca la ferita del cervo abbattuto a colpi di fucile e di pistola in un garage del centro di Bolzano: era arrivato per sbaglio in città, impazzito di paura per le decine di pattuglie che lo inseguivano con tanto di sirene si era rifugiato nel sotterraneo e lì, siccome non si trovava un fucile da armare con anestetico, era finito in un bagno di sangue. Un caso clamoroso, per il quale si dice abbiano pagato anche gli albergatori della zona che si sarebbero visti arrivare non poche disdette di prenotazioni da parte di clienti disgustati.
Dopo il cervo, le marmotte e gli stambecchi.
Per le marmotte la stagione dei pallini si aprirà a giorni: sono troppe e la Provincia ha deciso di concedere la caccia in deroga a tutti quei Comuni che, in misura diversa, ne hanno fatto richiesta. I roditori sono sotto accusa perché devastano gli alpeggi e li sforacchiano con le loro tane. Una leggenda metropolitana dice che la loro aggressività sia dovuta anche al troppo ravvicinato contatto con l'uomo: nutrite a pezzi di pane e biscottini, le marmotte avrebbero smesso da tempo di fare il loro mestiere di roditori, e avrebbero di conseguenza incisivi lunghi e dannosi.
«Questo non è dimostrato - dice Roberto Maistri, responsabile del Wwf per la Provincia di Bolzano -, mentre è vero che tra qualche giorno sparare alle marmotte non sarà reato, il che fa dell'Alto Adige un posto davvero unico. È così da anni, le nostre proteste e i nostri ricorsi ci servono solo per la soddisfazione morale: quando il Tar ci dà ragione, le bestie sono già da mesi morte e imbalsamate, a fare da soprammobile nei salotti dei cacciatori».
Stessa sorte per gli stambecchi. In Alto Adige erano estinti, nei primi anni Ottanta si è deciso di ripopolare. Ancora Maistri: «Li hanno fatti arrivare da Valle d'Aosta e Piemonte. Oggi dovrebbero essere circa duemila ma sono solo 7-800, perché ogni anno c'è la deroga a una legge europea e ne fanno abbattere 70 o 80. Mica li mangiano: gli basta il trofeo«.
La caccia è una passione dilagante; il primo dei praticanti è Luis Durnwalder, presidente della Provincia e assessore alla Caccia, proprio lui che firma le deroghe. Poi, su 5 mila e 400 tesserati, ci sono le donne: sono 200, vestono completini di loden dei più tradizionali con tanto di cappello con la penna, e si dice amino posare in foto con le loro prede.
Eppure proprio su queste stesse montagne l'orso Bruno aveva salvato la pelle: spadroneggiava negli ovili e nessuno gli ha torto un pelo; appena ha passato il confine lo hanno buttato giù come una sagoma da luna park.
«Verissimo - conferma Maistri -, ma la Provincia pagava agli allevatori i danni provocati da Bruno perché avevamo addosso gli occhi di tutta Italia, era una questione di immagine, non certo di attenzione per l'animale».
«Anche quest'anno sarà il solito teatrino - prevede Claudio Calissoni della Lav -. Le associazioni animaliste chiederanno alla Provincia e ai vari Comuni la lista delle deroghe. Loro ci manderanno una montagna di incartamenti, migliaia di carte. Noi dovremo esaminarle una a una fino a trovare quelle incriminate. A quel punto presenteremo ricorso al Tar che, come ha fatto l'anno scorso, annullerà il decreto provinciale di deroga, ma sarà troppo tardi. La sentenza nel 2007 è arrivata a maggio per la caccia dell'autunno precedente».
Gli ambientalisti vorrebbero una cosa: «Chi firma la deroga paghi di tasca propria gli avvocati per presentarsi al Tar. Che paghino i cittadini è davvero troppo»."

E intanto le povere marmotte saranno impallinate...
Nessuno pensa che forse sono in sovrannumero ancora una volta per colpa nostra? Si permette ai turisti di nutrirle con cibi inappropriati (le marmotte sono vegetariane, si nutrono di erbe e graminacee, germogli e radici, fiori, frutta e bulbi. Amano in particolare le erbe aromatiche. Solo occasionalmente si cibano anche di insetti. Non bevono: il loro consumo d'acqua viene reperito delle piante, dunque dargli pane e biscotti non mi sembra per niente indicato). E poi chi sarà mai responsabile dalla scomparsa dei loro predatori naturali? cioè l'aquila reale e la volpe?
Noi possiamo divulgare questa notizia e/o scrivere una mail ai responsabili delle Istituzioni coinvolte... qui di seguito ne trovate una bozza di testo:

Al Presidente della Provincia di Bolzano
dr Luis Durnwalder
presidente@provincia.bz.it
fax 0471 41 2299

Alla camera di commercio di Bolzano
wifo@camcom.bz.it
All'Unione Commercio Turismo Servizi
info@verbandunione.bz.it

In relazione alla notizia apparsa sul quotidiano La Stampa il 18 agosto u.s., in merito alla decisione di aprire nei prossimi giorni la caccia alla marmotta, consentendo l'abbattimento di più di duemila individui desidero esprimere il mio più fermo dissenso.
Faccio presente:
1) che la marmotta è in Italia specie protetta dal 1992;
2) che il TAR ha condannato analoga deroga del 2007;
3) che le ragioni addotte per l'abbattimento, cioè che le marmotte vezzeggiate dai biscotti dei turisti abbiano sviluppato denti troppo lunghi e che danneggino gli alpeggi, non sembrano sostenibili.
L'Alto Adige, per indulgere ai desideri dei cacciatori, sta perdendo attrattiva per moltissime persone che, disgustate da episodi come quello dell'abbattimento del tutto gratuito del cervo e dalle continue deroghe alle leggi europee anche per quel che riguarda gli stambecchi, non intendono più trascorrervi le loro vacanze.
Io sono fra questi.
Distinti saluti.


Io credo che bisognerebbe smetterla di tentare di risolvere con altra distruzione i danni causati dai nostri comportamenti.

lunedì 18 agosto 2008

* #2-Carnevale a Portoferraio il 15 agosto...

Riprendiamo il racconto, cominciato nel post precedente, della nostra giornata campale del 15 agosto....
vi avevamo lasciati dopo lo scampato pericolo causato dal Sir Brigand che vagava arando per la rada di Portoferraio durante il temporale senza nessuno a bordo...
dopo la manovra di aggiramento/allontanamento abbiamo dato fondo a poppa di un bellissimo Swan 60 di cui conosciamo il comandante, cosa che ci dava una certa tranquillità, ma stavolta eravamo davvero troppo all'esterno, talmente tanto che i giganteschi traghetti della Moby in arrivo a Portoferraio ci passavano a poche decine di metri... all'ennesima suonata di sirena accompagnata dalle gentili parole del comandante del traghetto "...al ritorno vi spezzo in due!" abbiamo pensato che era meglio cercare un altro posto, lo Swan invece è rimasto lì, infischiandosene delle minacce...
Siamo andati in fondo alla rada di Portoferraio verso lo Schiopparello, davanti agli Scoglietti.
Lì ci saremmo trovati proprio di fronte all'ingresso della rada, per cui più esposti alle onde in entrata, e con il vento da Ovest anche a quelle che si sarebbero formate nella rada stessa, inoltre il fondo è pieno di posidonia, quindi non un ottimo tenitore, infatti c'erano pochissime barche, ma questo era quello che volevamo... toglierci dalla confusione, anche a costo di ballare di più.
Stavolta, su 9 metri di fondo, abbiamo filato quasi tutta la catena, 70 metri, e in più abbiamo calato in acqua un ammiragliato di 20 kg, con 30 metri di catena e circa 25 di cima, che noi chiamiamo
la "Cinese", perché è alta e pesa quanto una donna cinese ed è fabbricata in Cina, ed è stata la nostra salvezza...

la Cinese
poco dopo aver rifatto l'ormeggio, dando una bella botta a marcia indietro per essere sicuri che le ancore avessero preso bene, è arrivata la seconda sventolata... acqua, vento e barche che aravano e tentavano di rifare l'ormeggio... stavolta, per fortuna, lontano da noi...
poi pian piano anche questa è passata e la natura ha dato spettacolo con una serie di arcobaleni

arcobaleno
un bellissimo tramonto
tramonto
e una luna, quasi piena, spettacolare...
luna quasi piena
Il vento pian piano è calato sui 16 nodi, siamo stati fino a sera inoltrata a controllare che non ci fossero altre barche "aranti" e che nessuno avesse la cattiva idea di dare ancora sulla nostra prua, poi, visto che la situazione era tornata abbastanza tranquilla siamo anche riusciti a dormire un po', forti di avere inserito l'allarme del gps... santa tecnologia!

Una frase del nostro amico Ale, di Long John Silver, urlataci mentre recuperava l'ancora dopo aver arato per l'ennesima volta riassume questa giornata: "Bella vitaaaaa!"

sabato 16 agosto 2008

* #1-Carnevale a Portoferraio il 15 agosto...

...della serie, non si sta MAI tranquilli....
Una piccola, ma importante, premessa è opportuna: da tre giorni il meteo dava in arrivo una perturbazione con venti da Ovest - Nord Ovest fino a 30 nodi con temporali sull'Isola d'Elba per venerdì 15 agosto, il fatidico giorno di Ferragosto, il giorno del delirio in tutta Italia, il giorno in cui qualsiasi località marina raggiunge la massima densità di presenze...
beh, da tre giorni non si parlava d'altro che di questa perturbazione e chi, come noi, era da queste parti in barca DOVEVA saperlo... tanto è vero che già da giovedì sera la rada di Portoferraio, nota per la sua posizione protetta, ha cominciato a riempirsi di barche.
Venerdì mattina tutto era ancora calmo e niente lasciava presagire il putiferio degli elementi che si sarebbe scatenato, ma si sapeva che doveva arrivare...
Nonostante l'assenza di vento mattutina abbiamo cominciato la giornata ritrovandoci una barca, che la sera prima aveva fatto un ormeggio del cavolo, con la prua a 40 centimetri sulla nostra poppa, l'armatore e la sua gentile consorte erano scesi a terra con il tender, lasciando la barca incustodita (cosa per altro vietata da un'ordinanza della capitaneria, ma spesso ignorata)... non ci è rimasto altro da fare che tirare su l'ancora e spostarci, nel frattempo gli allegri turisti sono tornati a bordo e nel fargli notare che ci stavano venendo addosso hanno avuto anche la faccia tosta di dirci che forse NOI avevamo arato... si, in assenza di vento e dopo due giorni fermi inchiodati all'ancora... sorvoliamo...
Abbiamo dato fondo un po' più esterni, cercando di toglierci dalla confusione di barche alla fonda che cresceva ad ogni minuto, stavolta filando un po' più di catena. Sempre nella più totale calma abbiamo pranzato... alle 14:00 ha cominciato a montare il vento da Ovest che si attendeva e con lui veloci sono arrivati dei minacciosissimi nuvoloni grigi...una mezz'ora ed ecco cosa si è scatenato

15 agosto 2008, buriana a Portoferraio
clicca sulla foto per ingrandirla

la pioggia si è infittita talmente che intorno a noi non si vedeva nulla, raffiche di vento sopra i 30 nodi, ma l'ancora teneva... Marco indossata la cerata e al riparo della cappottina era nel pozzetto per tenere sotto controllo la situazione.... nel giro di pochissimi minuti l'ho visto scattare a prua urlandomi qualcosa, che a causa del fragore di vento e pioggia non ho sentito, per prima cosa mi sono spaventata da matti, vi assicuro che un temporale del genere quando sei all'ancora spaventa, ma dopo qualche secondo di incertezza mi sono infilata la cerata e con la radio VHF a portata di mano sono uscita anch'io...
una barca aveva perso l'ormeggio e arando, non solo aveva preso la nostra ancora, ma essendo sopravvento a noi ci era addosso...
non è facile raccontare i momenti successivi tanto le nostre azioni sono state rapide e concitate...
in pochissimi secondi ci siamo accorti che a bordo della barca non c'era nessuno!... oh! ma tutti a noi!!!!
ho cercato di chiamare la capitaneria di Portoferraio che non si è degnata nemmeno di rispondere, allora ho mollato la radio, ho preso un parabordo e l'ho passato a Marco poi ho spinto via la barca...
abbiamo acceso il motore io sono corsa a prua, abbiamo filato la catena (ringraziando il cielo avevamo dato 40 metri e ne avevamo altri 40) e facendo retromarcia le abbiamo aggirato la poppa per passarle sopravvento, manovra che abbiamo dovuto ripetere due volte recuperando velocemente la catena per poi rifilarla, perché al primo tentativo non è riuscita... e ci è andata bene! perché per fortuna la sua ancora non si era incastrata sulla nostra catena, perché nel frattempo il vento era calato e la pioggia si era attenuata, e soprattutto perché abbiamo tanta catena...
In rada c'era una barca di ormeggiatori che prestava soccorso, gli abbiamo segnalato la cosa e siamo andati a dare fondo ancora più esterni.
Poi è tornata la calma assieme al sole, ed è tornato a bordo il simpatico armatore della famigerata barca, che nel frattempo arando arando si era fermata.
Ci siamo asciugati, visto che nonostante le cerate eravamo fradici fino alle mutande, e poi Marco ha preso il tender ed è andato a parlare con l'incosciente... che è caduto dalle nuvole: nemmeno si era accorto di aver arato per almeno 500 metri, andando a finire prima che sulla nostra su un'altra barca...
ora, questo "pericolo navigante" per i mari va segnalato: si tratta di un Brigand di 10 metri, Sir Brigand targato ROMA 9596 D scafo bianco e copriboma blu, se lo incontrate stategli lontani....
e lui si ritenga fortunato, perché poteva andare ad infilarsi tra i due scafi del catamarano che era a poppa della Filibusta, come si vede nella foto in alto, e allora si che erano dolori...per non parlare della denuncia in Capitaneria che si è scampato...
ecco spiegata la premessa fatta all'inizio...
come faceva a non sapere del cattivo tempo in arrivo???? sia nel caso che non lo sapesse, sia nel caso lo abbia deliberatamente ignorato è meglio che per mare questo signore non ci vada....
e non è mica finita!
...continua...


mercoledì 6 agosto 2008

* Le specie più pericolose del Mediterraneo

Quest'estate non si fa che parlare dell'invasione delle meduse, attribuendo la responsabilità all'effetto serra, al riscaldamento delle acque, come se fosse un capriccio della natura e non la conseguenza diretta degli sconsiderati comportamenti di quello che noi chiamiamo Homo Industrialis.
In verità siamo molto più responsabili di quanto crediamo, come dice in un bell'articolo sull'argomento, apparso sulla rivista bimestrale di scienze Darwin*1, il prof. Ferdinando Boero*2: "[...] i grandi pesci, e oramai anche quelli piccoli, stanno diminuendo in modo drammatico a causa dell'intensissima attività di pesca da parte dell'uomo. Sono sempre meno i pesci che producono larve, e questo avvantaggia meduse e ctenofori*3. Una diminuita competizione, ovviamente, li favorisce. Inoltre le larve dei pesci sono anche le loro prede. Noi mangiamo gli adulti, loro mangiano le larve. Presi da due fuochi, i pesci soccombono. E il mare, sempre più, si riempie di meduse.[...] Liberate dalla competizione con i pesci, possono svilupparsi senza contrasti ed è nella loro natura formare popolazioni enormi.[...]"
Le specie più pericolose circolanti nel Mediterraneo, non sono le meduse o gli squali.... ma queste:
clicca sulla foto per ingrandirla
Sea campaig di Klas Ernflo
opera di Klas Herbert Ernflo*4

e noi, purtroppo, ne peschiamo tantissimi esemplari....


*1
Rivista bimestrale di scienza edita da Editoriale Darwin S.r.l.
*2 Professore Ordinario di Zoologia presso il Dipartimento di Biologia (ora Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali) dell'Università degli Studi di Lecce.
*3 Animali gelatinosi, molto simili alle meduse, ma privi di cnidocisti, gli organi urticanti tipici delle meduse. Le meduse si muovono con pulsazioni dell'ombrello, gli ctenofori con il battito di bande di cilia. Possono misurare da pochi centimetri a quasi un metro. Le loro prede sono crostacei, meduse, altri ctenofori e larve di pesci.
*4 Designer e illustratore svedese che lavora come libero professionista a Barcellona, in Spagna.

sabato 2 agosto 2008

* 43° 01' 746N - 009° 54' 478E

Vi state chiedendo che sono questi numeri?
eheheh...
chi va per mare avrà già capito che si tratta di coordinate...
è il punto nave rilevato ieri, esattamente alle ore 13:01, quando abbiamo avuto un altro incontro ravvicinato, e questa volta documentato in maniera chiarissima, con un elegantissimo Diavolo di mare che di diabolico non ha assolutamente nulla,... ovvero una Manta!
incredibile ma vero... due incontri nel giro di pochissimi giorni...
stavolta l'esemplare di Mobula mobular, che ha incrociato la nostra rotta mentre da Capraia tornavamo verso l'Elba, era più piccolo di quello incontrato il 26 luglio, all'incirca 1,50 m di larghezza del disco, vale a dire la distanza tra gli apici delle due pinne pettorali, dunque un giovinetto, che a giudicare dal tempo che ci ha dedicato e dalle evoluzioni che ha compiuto per noi aveva voglia di esibirsi e di giocare...
giudicate voi...

Mobula mobular

Mobula mobular

Mobula mobular
noi amiamo il Mare profondamente, e lui ricambia il nostro affetto, non credete?