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lunedì 26 maggio 2008

* Top five di una marinaia

La musica... ecco una cosa sublime che l'uomo ha saputo creare... a volte penso "Come faremmo senza la musica?"
Vi sembrerà strano, ma io ogni mattina mi sveglio con una canzone nella testa... e non si tratta quasi mai di una canzone sentita il giorno prima, perché spazio tra i generi più diversi: stamattina per esempio era "Girl" dei Beatles, a volte mi è capitato di sentire risuonare (sempre nella mia testa) l'aria "Madamina, il catalogo è questo" del Don Giovanni di Mozart...
pianoforte
Katia di K-kitchen vorrebbe sapere quali sono le 5 canzoni della mia vita... arduo compito, visto che, come credo per tutti, stilare la Top Five assoluta, come Nick Hornby in Alta Fedeltà (da cui il bel film con John Cusack), non è per niente facile...
Per aiutarmi ho deciso di scegliere le 5 che mi hanno segnato e che mi fanno andare indietro con i ricordi e le emozioni, cercando di dividere i miei primi 40 anni (e si, il 18 di giugno ne faccio 40!) in 5 parti, come le fette di una torta di compleanno...
dato che citerò delle canzoni che forse non tutti conoscono, ad ogni titolo metterò il link su You tube, così chi di voi è curioso può andare a sentirle...

1)
la prima è La ballata del Cerutti di Giorgio Gaber;
la ascoltavo quando ero bambina dalla radio che mio papà aveva in bagno e teneva accesa facendosi la barba, mentre io seduta sul bordo della vasca lo stavo a guardare; mi fa pensare a lui e alle domeniche mattina che era a casa e non di guardia in ospedale.

2)
la seconda è L'isola che non c'è di Edoardo Bennato;
mi ricorda i miei 14 anni, i falò sulla spiaggia d'estate, i cambiamenti, la spensieratezza, le prime cotte e le serate nella discoteca all'aperto con i miei cugini più grandi che garantivano per me perché non sarei potuta entrare, e anche una minigonna a righine bianche e rosse che, quando la mettevo, mi faceva sentire bellissima.

3)
la terza è Io e Rino di Sergio Caputo;
questa invece mi riporta agli anni del liceo, ai pomeriggi passati a disegnare, dipingere e cantare con la mia compagna di banco e amica del cuore, invece di studiare il latino e il greco. Eravamo diventate bravissime a fare gli adesivi con i personaggi dei Peanuts (Linus, Charlie Brown, Snoopy e compagni), tanto che quando a scuola si organizzavano le feste ci commissionavano i manifesti, e ne abbiamo fatti davvero di belli...
e poi questa canzone mi piaceva, perché mi sembrava curioso che avesse dentro il nome di mio padre...

4)
la quarta è Uncertain Smile dei The The;
molti di voi ora si staranno chiedendo "e chi sono????" ehhh, infatti li conoscono in pochi, e qui casca l'asino, perché questa canzone io l'ho amata moltissimo dal primo giorno che l'ho sentita, e non ho mai trovato nessuno che la conoscesse, tranne... Marco, il Capitano, e ho scoperto che anche lui ne andava pazzo e non aveva mai incontrato nessuno che la conoscesse, uno o due giorni dopo averlo conosciuto...(mammasantissima quante volte ho usato il verbo conoscere!) diciamo che se questa canzone non ha fatto scoccare la scintilla è stata sicuramente un primo segno, il nostro primo "Anch'io"...

5)
la quinta è Rotolando verso sud dei Negrita;
mi faceva pensare al Capitano quando la sentivo, anche se ancora tra noi ancora non c'era nulla ed eravamo lontani 600 km... e poi.... poi io sono rotolata verso nord! (Salerno-Livorno, sola andata!)

La top five è fatta, ma lasciatemi dire che ci avrei messo anche qualche aria cantata dalla Callas e da Samuel Ramey... che spesso ascolto ultimamente: ho scoperto la lirica grazie al Capitano, quindi da pochi anni e ora sono rapita... pelle d'oca anche quando ci sono 30 gradi come oggi! altro che condizionatori d'aria... provate ad ascoltare Un bel dì vedremo della Madama Butterfly, o la Regina della notte del Flauto magico... brividi assicurati!

Ora, dopo questa digressione, lasciatemi essere curiosa... vorrei sapere quali sono le 5 canzoni di Miky, di Erika, di Viviana, di Belva, e di Claudia... sempre se, come anche Katia ha detto nel suo blog, hanno tempo e voglia di soddisfare questa curiosità...
Sapete una cosa? pensare alle canzoni che ci hanno segnato sembra una sciocchezza, invece necessita di un bel lavoro di introspezione e di ritorno al passato... non lo avrei mai detto!
buon viaggio allora!

venerdì 23 maggio 2008

* Squali in estinzione...

"Perché l'uomo, se possiede una così straordinaria intelligenza, non è riuscito a evitare un'accelerazione quasi ininterrotta del processo di auto distruzione? Perché, se davvero è la più progredita delle creature, ha finito con il diventare una minaccia per la sopravvivenza di ogni vita sulla terra?" - Farley Mowat, 1972

MedSharks

Oltre ai cetacei e alle testuggini, c'è un altro abitante del mare in pericolo, poco conosciuto e temuto e per questo non molto amato dal grande pubblico, per usare un termine di moda, di conseguenza ignorato... lo squalo...
Lo sapevate che un terzo delle specie europee sono a rischio estinzione e che il Mediterraneo ha la più alta percentuale al mondo (42%) di squali in pericolo? e che attualmente le specie in via di estinzione si trovano legalmente in vendita al supermercato?
Molte popolazioni di squali sono state decimate a causa delle poche regole esistenti, alcune delle flotte pescherecce piu' importanti al mondo sono europee (soprattutto portoghesi e spagnole), e, pensate un po', l'Italia è tra i principali consumatori. Si rende quindi necessario che l'Europa si dia delle regole per arrestare il declino di questi animali.
Fra qualche mese a Bruxelles si discuterà la bozza del Piano d’Azione europeo per la gestione degli squali, il piano di gestione e conservazione di questi animali. Ora che si sta mettendo a punto questa bozza, i Ministri Stefania Prestigiacomo (Ministro dell’Ambiente) e Luca Zaia (Ministro delle Risorse Agricole, responsabile per il settore Pesca) hanno l'opportunità di migliorare lo stato delle nostre popolazioni di squali e della pesca.

Noi cosa possiamo fare? firmare una petizione.
Si potrà fare fino a fine anno, quando vi sarà la riunione dei ministri europei per la pesca, con la quale li esortiamo ad intervenire affinché la versione finale del Piano d’Azione dell’Unione Europea adotti misure precauzionali e recepisca i pareri scientifici, così da:

  • ridurre significativamente le catture di squali
  • proteggere le specie di squali e razze in pericolo d’estinzione
  • promuovere un bando totale del finning

FIRMA ANCHE TU! clicca qui

mercoledì 21 maggio 2008

* Quando il polpo ti strizza l'occhio...

Foto tratta dal sito MondoSub, autore: Andrea Ambrogio Sangalli occhio di polpoOggi ho letto un bel post di Miky di Mediterraneapassione, sui polpi, dove tra le altre cose dice "E’ un animale estremamente intuitivo: riesce a capire le intenzioni di chi lo fronteggia e si concede facilmente a giochi in presenza di sub animati da buone intenzioni."
Questa sua affermazione ha confermato un pensiero che avevo da tempo, in particolare dopo un incontro ravvicinato con un rappresentante della specie...
Come ho già avuto occasione di dire, mi piace andare sott'acqua, mi incuriosisce la varietà di forme di vita che il mare racchiude sotto la superficie, ma non ho mai avuto l'occasione di fare un corso di immersione... per cui sono un'apneista autodidatta (arrivo massimo a 7 metri di profondità) e ogni volta che mi imbatto in qualcosa, che sia nuovo o già visto, il mio entusiasmo è sempre lo stesso... ho una sorta di regressione all'infanzia, quando riemergo sono felice come una bambina e sento questa felicità sprizzare da tutti i pori, un po' come le stelline di natale, quelle che fanno le scintille, non so se avete presente...
un aliotis!
Dunque, tornando al polpo...
ero a fare una giratina esplorativa lungo la parete rocciosa che dalla spiaggia di Erchie (un piccolissimo paese sulla Costiera Amalfitana a circa 7 km da Salerno, dove andavo quando vivevo ancora lì) va verso Cetara, senza grandi speranze di vedere nulla di particolare, perché in estate quel tratto di costa è affollatissimo, e non sempre l'acqua è limpida...
a parte le solite salpe, qualche occhiata, i guarracini (le castagnole), e un gruppo di re di triglie che sapevo stazionavano sotto uno scoglio al centro della baia successiva, nulla di nuovo...
sott'acqua
ad un certo punto ho notato una sporgenza nella roccia che formava come una piccola pensilina protesa nell'acqua e sono andata a curiosare...

e... sorpresa!
mi sono trovata faccia a faccia con un bel polpetto che si era attaccato con i tentacoli sotto la sporgenza e se ne stava beatamente col sifone ben in vista...
sono risalita in superficie più volte a riprendere aria per poterlo osservare bene, e lui serafico e immobile continuava a starsene lì tranquillo, come se avesse intuito che non avevo nessuna intenzione di farlo diventare la mia cena, eppure gli sono andata vicinissimo, avrei potuto prenderlo semplicemente distendendo un braccio...
lui impassibile, aveva tutta l'aria di osservarmi incuriosito a sua volta, non ha battuto ciglio... anzi per la verità l'ha battuto, perché io ho avuto la netta impressione che mi avesse strizzato l'occhio!!
E' ovvio che questo non può essere successo, avrà fatto un movimento che ho frainteso, ma sono certissima che mi stesse guardando dritto in faccia... e questa cosa mi colpì a tal punto che per almeno tre anni non sono riuscita più a mangiare polpi!

martedì 20 maggio 2008

* Colpo di fulmine!

quando si dice "amore a prima vista"...
Conoscendo la mia passione per il mare e i suoi abitanti, i cetacei in particolare, tempo fa la mia (permettimi di chiamarti...) amica Viviana mi ha consigliato la lettura di un libro di Farley Mowat "La Balena e la furia"...
Ieri mattina, approfittando di una tregua della pioggia incessante di questi giorni, tra la spesa al mercato e il cambio della bombola del gas di rispetto ci ho infilato una visita in biblioteca, e finalmente l'ho preso in prestito.
Oggi, sempre complice la pioggia che mi impedisce di scendere a terra, se non a costo di un'infradiciata e mi costringe a restare chiusa sottocoperta, dopo aver sbrigato tutto lo sbrigabile ho cominciato a leggerlo ed immediato è stato il colpo di fulmine, fin dalle prime righe...
La Balena e la furia
...seconda pagina: un battello, vecchio ma solido, un lupo di mare di grande esperienza che nonostante tutto viene pre-pensionato a causa del progresso che avanza, e che alla fine trova il modo di restare legato al Mare suo compagno di una vita...
questo brano mi è piaciuto tantissimo, e dopo averlo diligentemente copiato sul mio quadernino che raccoglie tutto quello che leggo e mi colpisce, lo condivido con voi...

"[...]il battello ci aspettava: piccolo, sciatto, sudicio [...] ma, per quanto il suo aspetto potesse essere privo di attrattive, il Burgeo conosceva bene il modo di agire del mondo dell'acqua, del mare che non perdona. Era una vera e propria nave, non un motel galleggiante. A giorni alterni, per oltre vent'anni, aveva fatto la spola, a est e ovest, lungo quella costa di ferro, fungendo da legame materiale tra gli avamporti. Esso costituiva inoltre il principale contatto con il mondo esterno per un quarantina di villaggi di pescatori avvinghiati, tra il vento e l'acqua, su una delle coste più inospitali del mondo.[...]
Nel 1969 il battello fu condannato, sebbene continuasse ad essere solido come era sempre stato, e venduto per la demolizione, indesiderato anacronismo di un'epoca ormai superata e ripudiata. Ormeggiato a un molo a St. John, venne spogliato dai cacciatori di ricordi e vi si diffuse il gelo di una nave morta. Eppure, non era morto proprio del tutto. In una notte d'inverno, subito prima che le fiamme ossidriche cominciassero ad affondare nel suo buon ferro scozzese, si affidò al proprio elemento. Tanto silenziosamente che nemmeno il guardiano notturno si accorse di quanto stava accadendo, andò a posarsi sul fondale del porto, divenendo là sotto un monumentale imbarazzo per le autorità portuali e un eroe sempre vivo nel ricordo di molte migliaia di abitanti degli avamporti che lo avevano conosciuto e amato durante i lunghi anni del suo servizio."

quadernino

è solo l'inizio, e non è il solo brano che mi ha colpito... già pregusto il piacere della lettura da qui in avanti.
ah! Grazie Viviana!

* Farley Mowat, La Balena e la furia - 1974 Longanesi

venerdì 16 maggio 2008

* Tramonto blu-arancio scaldacuore...

Questi due scatti di uno stesso bellissimo tramonto nella baia di Viticcio, all'isola d'Elba, sono dedicati al cuore nostalgico di Cat....
baia di Viticcio
la natura scalda l'anima.... ti avvolge e ti coccola con i suoi colori magici, i suoi profumi, i suoi silenzi pieni di rumori soffusi e rilassanti...
la Capraia all'orizzonte
...nessun trucco, nessun inganno...
i colori erano quelli che vedete, l'aria tiepida di una serata di metà luglio, noi, la barca che si vede nelle foto e nessun altro, tranne
i silenziosi abitanti del fondo marino e gli uccelli terrestri, che cantavano il loro saluto alla notte facendo arrivare i loro canti fino a noi ormeggiati al centro della baia ...

mercoledì 14 maggio 2008

* 'O mare


marosi dalla Filibusta
'O mare fa paura".
Accussì dice 'a ggente
gardanno 'o mare calmo,
calmo cumme na tavula.
E dice 'o stesso pure
dint' 'e gghiurnate 'e vierno
quanno 'o mare
s'aiza,
e l'onne saglieno
primm' a palazz' 'e casa
e po' a muntagne.
Vergine santa...
scanza 'e figlie 'e mamma!

Certo,
pè chi se trova
cu nu mare ntempesta
e perde 'a vita,
fa pena.
E ssongo 'o primmo
a penzà ncapo a me:
"Che brutta morte ha fatto stu pover'ommo,
e che mumento triste c'ha passato".
Ma nun è muorto acciso.
E' muorto a mmare.
'O mare nun accide.
'O mare è mmare,
e nun 'o sape ca te fa paura.

Io quanno 'o sento...
specialmente 'e notte
quanno vatte 'a scugliera
e caccia 'e mmane...
migliara 'e mane
e braccia
e ggamme
e spalle...
arraggiuso cumm'è
nun se ne mporta
ca c' 'e straccia 'a scugliera
e vveco ca s' 'e ttira
e se schiaffea
e caparbio,
mperruso,
cucciuto,
'e ccaccia n'ata vota
e s'aiuta c' 'a capa
'e spalle
'e bracce
ch' 'e piede
e cu 'e ddenocchie
e ride
e chiagne
pecché vulesse 'o spazio pè sfucà...
Io quannno 'o sento,
specialmente 'e notte,
cumme stevo dicenno,
nun è ca dico:
" 'O mare fa paura",
ma dico:
" 'O mare sta facenno 'o mare".


Eduardo de Filippo, 1968

*tratta da "Le poesie di Eduardo" - Einaudi 1975

["Il mare fa paura". Così dice la gente guardando il mare calmo, calmo come una tavola. E dice lo stesso anche nelle giornate d'inverno quando il mare si alza, e le onde salgono prima alte come palazzi e poi come montagne. Vergine santa... risparmia i figli di mamma! - Certo, per chi si trova con un mare in tempesta e perde la vita, fa pena. E sono il primo a pensare nella mia testa: "Che brutta morte ha fatto questo pover'uomo, e che momento triste che ha passato". Ma non è morto ucciso. E' morto a mare. Il mare non uccide. Il mare è mare, e non lo sa che ti fa paura. - Io quando lo sento... specialmente di notte quando batte la scogliera e tira fuori le mani... migliaia di mani e braccia e gambe e spalle... rabbioso com'è non se ne importa che ci straccia la scogliera e vedo che le ritira e si schiaffeggia e caparbio, puntiglioso, cocciuto, le tira fuori un'altra volta e si aiuta con la testa le spalle le braccia con i piedi e con le ginocchia e ride e piange perché vorrebbe lo spazio per sfogarsi... Io quando lo sento, specialmente di notte, come stavo dicendo, non è che dico: "Il mare fa paura", ma dico: "Il mare sta facendo il mare".]
marosi in spiaggia

* Uno spicchio di sole

Martedì... cielo grigio, pioggia intermittente...
Mercoledì... ancora cielo grigio, ancora pioggia intermittente...
ma a fine giornata...
tra due cortine scure fa capolino ...Elios
tramonto, porto di Livorno
una sorpresa in questi due giorni di tempo imprevedibile...

e a proposito di Climatologia, riporto alcune "perle" di bambini un po' confusi sull'argomento...

"Quando il tempo è perturbato c'è molta astronomia nell'aria."

"La meteorologia decide il tempo probabile."

"I principali strumenti meteorologici sono il barometro, il termometro e il piromane."

"Il barometro è fatto con un capello di donna bionda, o anche di ragno, con un quadrante nella parte inferiore. Tra i vari tipi di barometro, notiamo il barometro a mercurio e il barometro emorroide."

"La direzione del vento si misura con il giradischi."

e per finire una storiella (anche questa vera): una bambina aveva appena rotto il barometro, quando scoppiò un temporale improvviso. "Mamma" esclamò "è colpa mia. Ho rotto il barometro e adesso il tempo fa come vuole."

*tratti da "Il riso in erba", Jean-Charles - ed. Leonardo Paperback 1992

lunedì 12 maggio 2008

* Nel ventre della ... balenottera


balenottera azzurra
Ieri pomeriggio, approfittando della giornata dal sole velato, che tendeva al nuvoloso, abbiamo fatto una passeggiata tra i Monti Pisani, a Calci per la precisione, dove ha sede una bella Certosa edificata nel 1366 e ora sede del Museo di Storia Naturale e del Territorio dell'Università di Pisa.
Il museo ospita una ricchissima collezione di reperti naturalistici formatasi nell'ambito della ricerca zoologica, paleontologica e mineralogica dell'Ateneo pisano dal 1591 ad oggi.
La Certosa denuncia immediatamente il suo legame col mare all'ingresso dove svetta sul frontone del complesso una rosa dei venti.

Certosa di Calci - Rosa dei venti



Gli ambienti, che un tempo erano destinati ad ospitare le attività produttive e artigianali come granai, cantine, botteghe dei fabbri e dei falegnami, sono di per sé molto belli.



Al suo interno una quantità di diorami ed esemplari imbalsamati di mammiferi, uccelli, rettili, roditori, alcuni dei quali purtroppo estinti piuttosto stupefacente.


Tra questi inutile dire cosa ha attirato maggiormente la mia attenzione... La Galleria dei Cetacei.

Le sale che ospitano questa stupenda galleria sono luminosissime, un lungo corridoio di circa 100 metri chiuso da due vetrate che si affacciano sulle colline ricche di vegetazione... i frati certosini non erano mica stupidi...
Ci sono gli scheletri di quasi tutti i cetacei presenti nell'Arcipelago Toscano, più quelli di altri mari un po' più lontani e freddi:
balenottera comune
una Balenottera comune (Balaenoptera physalus)
capodoglio
un Capodoglio (Physeter catodon), il più grande degli odontoceti
delfino comune
un Delfino comune (Delphinus delphis)
megattera
guardate l'articolazione della pinna pettorale di una Megattera (Megaptera novaeangliae) in confronto al Capitano!
balenottera minore
la pinna pettorale di una Balenottera minore (Balaenoptera acutorostrata), una mano gigantesca! ha le falangi!
mesoplodonte
e per finire un Mesoplodonte (Mesoplodon densirostris), una specie rara in cui il maschio ha due denti nella mascella inferiore molto sporgenti, cosa che si nota benissimo anche in questo esemplare.

Le foto naturalmente non sono esaustive, ci sono molti altri scheletri e reperti: di un'orca, di una balena franca, di un iperodonte, il dente ritorto di un narvalo e degli antenati dei cetacei...
La cosa migliore da fare è andare a visitare questo bel museo, oltretutto nel raggiungerlo avrete l'occasione di fare una bella passeggiata tra i verdi Monti Pisani, che in questo periodo esplodono di mille colori di fiori spontanei.

domenica 11 maggio 2008

* Mostruosamente belli

Il mare è ricco di tesori, alcuni sono ancora sconosciuti all'umanità, e non so se dire purtroppo o per fortuna, visto che l'uomo ha la capacità di distruggere tutto quello che gli viene a tiro e quello che non incontrerà mai, con i suoi comportamenti sconsiderati.
Ma oggi non voglio fare polemiche sulla stoltezza umana, bensì farvi conoscere delle creature che possono sembrare mostruose, ma proprio per questo sono, al contrario, bellissime.
Ho già parlato di Monica, la mia cugina-amica biologa della pesca che ogni tanto per il suo lavoro di ricerca va sui pescherecci a fare le cale abissali. Ieri sera è rientrata da una di queste missioni e ci ha omaggiato di un po' di pesce di profondità, dei potassoli (Micromesistius poutassou), gamberoni rossi e scampi,
scorfani di profondità
scorfanetti di profondità (Helicolenus dactylopterus dactylopterus)
gallinella lyra
e gallinelle lyra (Trigla lyra)

Ma questi pescetti, anche forse per la loro piccola taglia, non proprio "mostruosi"... anzi direi che sono carini... guardate che musetto hanno le gallinelle lyra...

Un vero "mostro" degli abissi, che però nella sua mostruosità io trovo bellissimo (de gustibus...), è la Rana Pescatrice (Lophius Piscatorius) conosciuto anche come Coda di Rospo, e Monica, oltre a deliziare i nostri stomaci con il pescato sopra descritto, ci ha anche portato le foto di un bellissimo esemplare di questa specie di circa 35 kg di peso per 1,30 di lunghezza!!
rana pescatrice
Notate la proporzione tra la bocca della Rana Pescatrice e i polpacci del pescatore in secondo piano!

La testa e la parte anteriore del corpo sono molto larghe e appiattite, poi il corpo si restringe nella parte posteriore diventando progressivamente più sottile e snello.
Ha due pinne dorsali; la prima è costituita da dei raggi spinosi, il primo dei quali è modificato in un'appendice allungata e larga, l'illicio, che questo pesce usa come esca tenendolo allungato e facendolo oscillare davanti all'enorme bocca e restando nascosto e ben mimetizzato nel sedimento del fondo marino.
rana pescatrice
Questo curioso pesce può raggiungere la lunghezza di 2 metri e il peso di 40 kg...
rana pescatrice
La massa bianca che si vede affianco alla Rana Pescatrice è un'altro esemplare dello stesso pesce, più piccolo, circa 7 kg; si vedono bene le due pinne pettorali che, come potete osservare, somigliano a due piccole mani!

con Monica si ipotizzava che un esemplare come questo pescato ieri potrebbe avere intorno ai 40 anni!!
Caspita! - ci siamo detti - un coetaneo!!!

venerdì 9 maggio 2008

* Per non... annodarsi

Da sempre chi va per mare lega la propria vita con un nodo, gioco di parole? ...in parte.
le mani del maestro
Il maestro Bramanti alle prese con un piè di pollo

Esistono migliaia di nodi e decine di migliaia di libri che spiegano come farli.
Farli bene è tanto facile quanto difficile ...saper fare il nodo giusto nel verso e al momento giusto richiede molta, molta esperienza.
Spesso ci dedichiamo a fare e rifare vecchi e nuovi nodi: è importante farli molte volte in differenti posizioni, al diritto e al rovescio, con due mani e con una sola, dietro la schiena e con gli occhi chiusi... sembra stupido ma vi assicuro che non lo è.
Infatti stare seduto in dinette con una cimetta tra le dita ad esercitarsi a fare nodi non è proprio come quando sei nella necessità di farlo di notte con mare in coperta e con il vento che te la toglie dalle mani ...ci sono nodi che devono essere fatti...lì! in quel momento ...presto e bene ...in modo veloce e senza esitazioni ..fare una Gassa nel verso sbagliato equivale a fare un "non-nodo" ...e perdere qualcosa in mare, o ritrovarsi una cima intorno al timone può risultare molto... sconveniente.
Ecco perché i nodi vanno fatti e rifatti...
le gasse del genoa
In questa foto sono ben visibili le gasse del genoa e, sulla sinistra, un nodo parlato.

La Gassa sulla scotta del genoa o meglio, la Gassa d'amante, ..sempre che la scotta sia in buone condizioni... rappresenta una sorta di certezza per tutti i velisti oggi come tre secoli fa, facendoti navigare in sicurezza per giorni e subito pronta ad essere sciolta anche dopo mesi.
La gassa è insieme ...il re e la regina dei nodi ....ma anche un semplice e timido nodo di bozza assuccato* tutta la notte alla catena dell'ancora ti regala sonni tranquilli... Quante parole e pensieri sono stati formulati sui nodi.
In mare se ne usa circa mezza dozzina, in alcuni testi si dividono in fondamentali e non fondamentali... ma attenzione! tra correnti, dormienti, caviglie, colli diritti e colli rovesci, perdersi e ritrovarsi annodato ...è un attimo!
Se volete cimentarvi armatevi di una cimetta e date un'occhiata a questo piccolo manualetto:

http://www.accademiavelica.it/IT/documentazione/_nodi/Nodi.0.6-A5/index.html

...all'inizio sarà un gran casino, ma dopo un po' proverete una gran soddisfazione nel saper fare un nodo nel verso giusto.


* stretto

giovedì 8 maggio 2008

* Creature del vento...

albatros
... i massimi veleggiatori su tutto il pianeta sono gli albatri...
Se non ne avete mai visto uno non c'è modo di spiegare perché sono così magnifici; semplicemente lo sono e basta... sono creature del vento più di ogni altro animale sulla terra. Lo sfruttano, lo cavalcano, ci vivono, attraverso di esso "tessono" il proprio percorso con punti complessi ma pieni di grazia, intrecciando nelle correnti la trama e l'ordito delle loro vite.
L'aria che respirano mentre effettuano questi miracoli del volo è una delle più delicate, umide, impregnate di "spray dell'oceano": grandi fiumi d'aria che scorrono sinuosi, freschi e chiari sopra miglia infinite di mare aperto...

erano parole di Roger Payne, l'autore de "La vita segreta delle balene", come dargli torto visto che anche Charles Baudelaire aveva paragonato l'albatros al poeta che con le ali della poesia si innalza al di sopra del male umano...

lunedì 5 maggio 2008

* Il periplo dell'Elba in tre giorni... e sorprese finali

Tra il 2 e il 4 maggio, approfittando del bellissimo tempo finalmente arrivato, abbiamo fatto il giro dell'Isola d'Elba.
Assieme a Maria Luisa, Carlotta e Antonio che ci hanno raggiunti nel tardo pomeriggio del 1° maggio a Portoferraio, il 2 mattina ci siamo diretti verso Marciana Marina. Siamo passati davanti ai paesini di S. Andrea, Pomonte e Chiessi, dove un po' di vento, con l'isola di Montecristo a vista, ci ha permesso di fare una bella navigazione di poppa, raggiungendo i 7/7,5 nodi...
Una sosta per il pranzo nella baia dopo punta Fetovaia, dove l'acqua cristallina e il chiaro fondo sabbioso invitavano a fare un bagno, ma la brezzolina fresca ci ha fatto desistere. Nel pomeriggio abbiamo fatto rotta verso la vicina Marina di Campo dove abbiamo passato la notte.
Il giorno dopo, 3 maggio, il vento non è stato molto generoso; gran parte della navigazione l'abbiamo fatta a motore con la sola randa per dare un po' più di stabilità alla barca, tuttavia ci sono stati momenti in cui abbiamo potuto aprire anche il genoa e spegnere il motore, godendoci il silenzio pieno del mare... è stato in uno di questi momenti, esattamente davanti al Capo di Stella che siamo stati premiati dalla visita di un numeroso gruppo di tursiopi, probabilmente delle femmine, visto che erano accompagnate da uno o due cuccioli, una di loro aveva la pinna dorsale bianca, ed tutte presentavano una livrea più chiara di quelli incontrati il 28 aprile scorso.
Andando a vela molto lentamente, vista la scarsità del vento, e stando bene attenti a non fare chiasso, abbiamo potuto godere della loro compagnia per più di dieci minuti e, cosa assai rara con i tursiopi che vivono qui all'Elba, anche il privilegio di vederli avvicinarsi moltissimo alla Filibusta, fiduciosi e anche un po' curiosi.
Man mano che avanzava il pomeriggio anche il vento ha rifatto capolino e verso le 16:30, dopo una serie di bordi di bolina, e l'avvistamento rapidissimo della pinna dorsale di un pesce luna, siamo entrati nella rada antistante Porto Azzurro dove abbiamo cenato con una bella pizza, rigorosamente fatta a bordo, e dove abbiamo passato la notte.
La mattina del 4 maggio ci siamo incamminati verso Portoferraio, navigando un po' a vela e un po' a motore, secondo i capricci del vento che anche in questa giornata è stato piuttosto scarso.
La sosta per il pranzo l'abbiamo fatta nella baia davanti a Villa Ottone, subito dopo Punta Pina, nell'ampia rada di Portoferraio.
Sembrava che ci fossero le condizioni ideali per fare finalmente il primo bagno della stagione, ma stavolta il deterrente sono state le meduse... ancora tante Noctiluche...
Nel pomeriggio abbiamo fatto una brevissima puntata alla banchina della Darsena Medicea di Portoferraio dove Maria Luisa, Carlotta e Antonio sono sbarcati, e poi siamo andati a dare fondo in rada accanto ai nostri amici Alessandro e Alessandro già ancorati con le loro Tramontana e Long John... cena tutti insieme sulla Filibusta e poi a nanna.

Stamattina, di buon'ora, alle 7:30 ci siamo incamminati verso Livorno... e sorpresa!!!! c'eravamo appena allontanati da Portoferraio, dopo circa tre quarti d'ora di navigazione....
testuggine marina (Caretta Caretta)
una TESTUGGINE!!!!!
stavamo procedendo a motore con la randa issata... quindi ci siamo avvicinati e abbiamo spento il motore per non disturbarla...
in questo modo ci siamo potuti avvicinare moltissimo... era una Caretta Caretta che pasteggiava tranquillamente in mezzo a un banco di meduse...
e poi...
non crederete sia finita...
sulle secche di Vada ci siamo imbattuti in numerosi banchi di tonni a caccia di acciughe... saltavano voraci fuori dall'acqua attirando stormi di berte che partecipavano al banchetto... un vero spettacolo che purtroppo non siamo riusciti a fotografare perché non si lasciavano avvicinare.
ragazzi che bellezza!
Direi le nostre operazioni di pulizia del mare dalle buste di plastica durante questo ponte sono state ampiamente ripagate dagli incontri con delle bellissime creature marine!